Auschwitz | Kolòt-Voci

Tag: Auschwitz

Sami, il Bar mitzvà 64 anni dopo

Deportato ad Auschwitz non poté farlo a 13 anni

Ariela Piattelli

La settimana della Memoria, che precede la giornata del 27 gennaio, si è aperta ieri nella grande Sinagoga di Roma. Ed è iniziata con un evento unico e lieto, perché Samuele Modiano, 77 anni, reduce dai campi di sterminio nazisti, ha potuto finalmente festeggiare il suo Bar Mitzvà, la maggiorità religiosa che ogni ragazzo ebreo celebra a tredici anni. Originario di Rodi, Samuele detto «Sami», all’età di tredici anni fu deportato ad Auschwitz, insieme ad altri 2500 ebrei greci. Nel cuore dell’inferno non ebbe certo la possibilità di festeggiare il Bar Mitzvà, e ieri, più di sessant’anni dopo, la Comunità Ebraica di Roma ha voluto restituire a Sami una piccola, ma importante parte, di ciò che la vita gli ha tolto. Continua a leggere »

«Sono ostile al Giorno della Memoria»

Piperno: contro tutte le ipocrisie il mio omaggio alla grande letteratura israeliana. Lo scrittore di origini ebraiche mette in guardia dall’ enfasi di chi celebra la Shoah ma si dimentica dell’ antisemitismo di oggi

Alessandro Piperno

Sono ostile al Giorno della Memoria. Non per quello che rappresenta ma per quello che è diventato. C’ è qualcosa di estetizzante nella commozione delle scolaresche sgambettanti sui prati di Auschwitz, ma ancor più nell’ enfasi con cui i loro insegnanti la reclamano al grido: «Non dimenticate»! Inoltre ho il sospetto che i più pronti a sdilinquirsi sui sei milioni di ebrei trucidati siano i primi a indignarsi con il settimo milione superstite la cui prole oggi costituisce lo Stato di Israele. E che quindi, per alcuni, il Giorno della Memoria sia diventato l’ obolo da versare per garantirsi il diritto all’ elaborazione di deliranti raffronti. Tipo quella mia cara ex amica che una volta mi chiese: «Come può un ebreo come Sharon comportarsi come un nazista?». In spregio a una siffatta mentalità, a poche ore dal Giorno della Memoria, vorrei tributare un omaggio ad Israele tramite la sua inconfondibile letteratura. George Steiner ha scritto che Israele è un «miracolo triste», perché, per costituirlo, gli ebrei hanno sacrificato se stessi sull’ altare del nazionalismo. Mi pare che quest’ idea sia confutata dall’ allegrissimo miracolo rappresentato dalla narrativa israeliana. Com’ è possibile che un popolo di pochi milioni abbia prodotto un numero esorbitante di scrittori di livello? Continua a leggere »

Il Diario di Helga, ebrea diciottenne deportata in Polonia dove morì

Come Anna Frank: «Sono così sola»

Una giovane ebrea olandese ha raccontato gli ultimi mesi di vita nel lager: «Vedo la libertà dietro il filo spinato»

AMSTERDAM – Comincia così: «1 Giugno 1943. Carissimo, la situazione, finora, va meglio del previsto. Sono in una baracca vuota, sulla brandina più bassa (ce ne sono tre una sull’altra) e se da qui guardo fuori dalla finestra vedo betulle, abeti, il cielo azzurro con delle nuvole bianche». È il diario che Helga Deen, ebrea olandese, scrive sul suo quaderno di chimica. Ha 18 anni e frequenta l’ultimo anno di liceo a Tilburg, nel sud dei Paesi Bassi. Suo padre è responsabile dell’«Ufficio permessi di trasporto» della comunità ebraica locale e questo risparmia alla famiglia la deportazione. Almeno fino al 10 aprile 1943. Quel giorno, tutti gli ebrei di Tilburg vengono portati al campo di raccolta di Vught, pochi chilometri a nord della città. È qui, dopo un paio di mesi dall’arrivo, che Helga comincia a scrivere la sua cronaca dell’inferno. Continua a leggere »

Da ”fratelli maggiori” a ”fratelli prediletti”

Considerazioni sul messaggio del Papa per il Centenario della Sinagoga

Tra i fatti più significativi della cerimonia di celebrazione del centenario della Sinagoga si colloca la partecipazione di una autorevole delegazione vaticana, guidata dal cardinale Ruini, che ha letto un Messaggio del Papa. Questa presenza per la sua importanza va molto al di là di un fatto locale e merita un’attenta valutazione per tutte le implicazioni che comporta nella storia dei rapporti ebraico-cristiani. Continua a leggere »

Il peggior modo di celebrare il Giorno della Memoria

Emanuele Calò

Il Giorno della Memoria ricorda la liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, avvenuta peraltro quando il mostro aveva portato a compimento la sua opera: l’eliminazione degli ebrei d’Europa. Da quel momento, gli ebrei nel mondo passammo da diciotto milioni a dodici e in gran parte d’Europa non vi è ormai che una presenza simbolica. Si dice sovente che non bisogna confondere ebrei e israeliani, e su questo non vi sono voci discordi, ma semmai interviene qualche giusta distinzione e precisazione. Continua a leggere »