Alma Cocco | Kolòt-Voci

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Il mercante di Venezia strapazzato

Come avere successo con un film antisemita.

Alma Cocco

Aveva in mente il Kenneth Branagh della trasposizione cinematografica di Molto rumore per nulla il regista Michael Redford quando ha pensato di realizzare un film dal lavoro teatrale Il mercante di Venezia di William Shakespeare? se è così, è andato da tutt’altra parte. Se Branagh ha composto un’opera filologicamente corretta che, non solo asseconda ma persino esalta il testo, al contrario, Redford con la sua grossolana trasposizione in pellicola involgarisce e svilisce l’opera teatrale dalla quale trae ispirazione. Continua a leggere »

Non tutti i monoteismi sono intolleranti

Ancora su Stato e religioni – Una risposta al rav Scialom Bahbout

Alma Cocco

Nel suo intervento sul rapporto tra Stato e religioni tenutosi recentemente a Torino al The World Political Forum (Torino, Fiera del libro, 7 maggio 2004), Rav Scialom Bahbout, che personalmente stimo come una delle voci più importanti e significative dell’ebraismo attuale, appoggia l’intero suo discorso su una premessa con la quale è arduo essere d’accordo. Egli si è spinto, infatti, a sostenere che “le religioni monoteistiche, in quanto ritengono di essere portatrici di verità assolute, sono normalmente e naturalmente portate alla sopraffazione”. Continua a leggere »

La passione della Chiesa di Roma

L’avallo al film non è che l’ultimo passo di una Chiesa antisemita per necessità

Alma Cocco

Dovremmo esser grati anche a Carmine Monaco, oltre ai molti altri che hanno apportato notizie e contributi intorno all’operazione commercial/politica organizzata dagli antisemiti col film di Mel Gibson. Però il nocciolo della questione non è il film in se stesso, ma il fatto che esso ha avuto l’autorevole avvallo del Vaticano. Forse non ci sarebbe neppure stato alcun film se la Chiesa di Roma non avesse dato il suo preventivo assenso all’intera operazione. Continua a leggere »

Lettera ad un ebreo conformista

Alma Cocco

Nei giorni scorsi ROCCA (n. 24/2003) ha pubblicato un articolo di un suo abituale collaboratore, il sociologo ebreo Giuliano della Pergola, su antiebraismo, antisemitismo e antisionismo, che esprime perfettamente il punto di vista degli intellettuali “ebrei” conformisti. Della Pergola classifica come “interpretazioni storiche reazionarie” le paure di coloro che vedono con preoccupazione il ritorno dell’antisemitismo, non solo sotto forma di antisionismo, ma anche nella forma classica di antigiudaismo. Nel contestare i loro punti di vista, e segnatamente quelli di F. Nierenstein e O. Fallaci, ma anche di G. Rossella, G. Ferrara e A. Panebianco, egli precisa che essi “non entrano nel merito dello scenario attuale, e interpretano la storia di ieri come paradigma per capire quella odierna”. Continua a leggere »