Alfredo Mordechai Rabello | Kolòt-Voci

Tag: Alfredo Mordechai Rabello

Il cuore dei padri ai figli e il cuore dei figli ai padri

Per il Bar Mitzvà di Gavriel Sierra le parole del nonno rav Sergio Joseph Sierra z.l.

Caro Gavriel, questo shabbàt tu diventi Bar Mizvà ed io desidero farti pervenire le parole che tuo Nonno, il nostro caro Morè Rav Sierra z.l., pronunciò per il mio Bar Mizvà; quando fece la sua alià Rav Sierra mi disse: “Alfredo, guarda cosa ho trovato; te lo lascio” e fu per me un regalo rinnovato.

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La corona della Torà dei non-ebrei

Universalismo e particolarismo. Qualche riflessione prima di Shavuòt.

Alfredo Mordechai Rabello

Osserverete dunque le Mie leggi ed i Miei statuti, seguendo i quali l’uomo ha la vita; Io sono il Sign-re” (Lev. 18:5). La Torà Temimà (di Rabbì Baruch Halevi Epstein, di Vologin in Lituania) viene a sottolineare l’universalismo della Torà riportando la baraità: ” Tania (si insegna): Rabbì Meir ha detto (Bava Kamà 38a): “Da dove sappiamo che anche un idolatra che si occupa di Torà equivale al Sommo Sacerdote? Dal versetto che dice: “seguendo i quali l’uomo…“. Non è detto: cohanim, leviti, e figli di Israele, ma uomo”.

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Ci ha lasciato Aharon Cohen, il primo shaliach del Benè Akiva in Italia

Alfredo Mordechai Rabello, Gerusalemme

Aharon era arrivato in Italia alla fine degli anni 50, come il primo shaliach del Benè Akiva, dopo essersi incontrato nel Kibbuz datì di Sde Elihau con due chaluzim ideologhi italkim, Giorgio Piperno e Paolo Bassi, di benedetta memoria che gli avevano spiegato cosa fosse l’ebraismo italiano e quali le sue peculiarità.

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Quale rapporto tra ebraismo e cultura dominante?

Alfredo Mordechai Rabello

La preghiera ‘al hanissim ci offre in poche parole il significato di Hanukkah che i Chachamim volevano che ci portassimo dietro nei secoli; il regno della tirannide greca non era propriamente quello dei Greci, bensì dei Seleucidi (eredi di Alessandro Magno nella regione) che, nella loro tirannide, vollero “farci dimenticare la Tua Torah e far trasgredire gli statuti della Tua volontà”. Non sospettiamo i Seleucidi di essere dei proseliti di Socrate, Platone o Aristotele, e del resto quanti ebrei allora potevano essere sotto questa influenza?

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Toledot: La dedizione completa e l’amore

Alfredo Mordechai Rabello

Il Signore gli [a Izchak] apparve in quella notte e gli disse: <Io sono il D-o di tuo padre Avraham; non temere, Io sono con te, ti benedirò e farò numerosa la tua discendenza in grazia di Avraham mio servo [avdì]>” (Gen. 26:24). Il profeta Isaia, riferendosi ad Avraham, lo chiama ohavi, che mi ama (41:8) ed il Meshech Chochmà (di Rabbì Simcha Hakohen) accenna al problema se non fosse stato preferibile usare anche qui questa espressione: non è forse superiore chi ama il Re rispetto a chi Lo serve?

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Matrimoni misti e conversioni in Israele

Alfredo Mordechai Rabello

Sulla recente problematica dei matrimoni misti e conversioni all’Ebraismo specialmente nello Stato di Israele

Introduzione: valore e conseguenze del matrimonio misto.

Uno dei problemi principali che il popolo ebraico deve affrontare è quello dell’assimilazione, con i conseguenti matrimoni misti, che comportanto anche il problema delle conversioni[i]. A tal proposito è da notare che ci incontriamo con due tipi di candidati al ghiur (conversione all’Ebraismo): il primo, completamente disinteressato, che viene per amore del popolo ebraico, del Sig-nore e della Sua Torà: una volta convintosi della buona fede del convertendo il  bet-din (tribunale rabbinico) non avrà normalmente alcun problema ad accettare tale persona come gher zedek, anche se all’inizio del processo gli farà presente quanto difficile sia la situazione del popolo ebraico.

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Mishnà: Pubblicato Bavà Metzià

Un nuovo trattato, il sedicesimo, è stato pubblicato nell’ambito della nuova edizione italiana della Mishnà curata dall’Assemblea Rabbinica Italiana con il contributo e il patrocinio dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. La Mishnà (o Torà Orale) consiste nella grande e sistematica raccolta di insegnamenti dei Maestri dell’ebraismo, tramandati dapprima oralmente e poi messi per iscritto da Rabbi Yehudà Ha-Nasì alla fine del Secondo secolo. Nel Progetto sono coinvolti numerosi rabbini e studiosi di lingua italiana che vivono sia in Italia che in Israele e negli Stati Uniti d’America. Il Progetto, nato nel 2000, ha registrato un notevole successo presso le famiglie e le scuole ebraiche. In particolare, la nuova edizione italiana riscuote molta popolarità fra i giovani, che apprezzano l’ottima grafica e l’allestimento tipografico opera degli editori David Piazza (Morashà) e Ghidon Fiano (Lamed).

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