Alfonso Arbib | Kolòt-Voci

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Israele, nasce la protesta laica «Basta la circoncisione»

Un’ associazione di genitori dice no alla pratica. Ma il 97 per cento dei cittadini la rispetta. Lo scrittore Shalev: «Un mistero che non capisco»

Udi vorrebbe far causa ai genitori per quello che gli hanno tolto. Trentotto anni fa, quando aveva otto giorni. Eran, se potesse, tornerebbe indietro. Così ha deciso di «risparmiare» almeno il figlio. Di non circonciderlo. Di non cedere alle pressioni della madre («è la legge religiosa»), di non ascoltare i fratelli («stai commettendo un’ ingiustizia verso il bambino»). «Adesso sono felice per lui. Il piccolo Tal potrà provare qualcosa che io non ho mai sentito». Eran fa l’ avvocato, vive in Galilea, non si definisce un ribelle. «Anzi, da adolescente non sono mai stato indisciplinato, un sovversivo.

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Riconquistare la libertà

Alfonso Arbib – Rabbino capo di Milano

A Pèsach ricordiamo la Yetziàt Mitzràim, l’uscita degli ebrei dall’Egitto. Questo evento centrale della nostra storia non viene ricordato solo a Pèsach ma ogni giorno, più volte al giorno. Lo shabbàt e quasi tutte le feste ricordano questo avvenimento, la mitzvà dei tefillìn e la lettura dello shemà servono a perpetuarne la memoria. Continua a leggere »

Le parole del Rav, la Comunità che tutti vogliamo

La Comunità Ebraica di Milano ha vissuto recentemente due importanti momenti: uno al Benè Berith, dedicato ai giovani; il secondo in un’affollata aula magna, dedicato alla scuola ebraica e alle diverse identità comunitarie.

In un mondo dove quasi tutti pretendono di improvvisarsi qualcosa che non sono (e che non possono essere), incontrare qualcuno che esprime opinioni fondate è un’emozione sempre più rara. In un pianeta, come quello dove abitiamo, dove i tromboni hanno sempre fiato da sprecare, non facciamo mai abbastanza sforzi per ascoltare chi parla a bassa voce. Si potrà o meno concordare di caso in caso con quanto dice, ma il rav Alfonso Arbib, il rabbino capo di Milano, appartiene certamente a quella rara categoria di persone che non ci assordano di parole pronunciate a sproposito. Non alza la voce, non sgomita per apparire, non si sente in dovere di dare pareri irrevocabili su tutto e tutti. Parla poco, agli occhi di qualcuno corre il rischio di sembrare quasi timido. Eppure in due recenti occasioni ha messo giù concetti solidi come le pietre angolari necessarie a sostenere le grandi costruzioni.

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Educazione ebraica, il laboratorio di Milano

Guido Vitale

Gli uomini, secondo un’antica interpretazione ebraica, sono superiori agli angeli. Gli esseri celesti, infatti, non devono affrontare la responsabilità e la difficoltà di educare i propri figli. Lo ha ricordato, nel corso della serata culminante di una importante due giorni di studi (il primo Seminario regionale per rabbini europei, organizzato dal Rabbinato centrale di Milano, dalla Conference of European Rabbis e dall’organizzazione Arachim), il rabbino capo di Milano Alfonso Arbib. Continua a leggere »

Arbib: Il vero pericolo è l’antisemitismo nascosto

Gli ebrei contestati proprio nella ricorrenza della Liberazione

Alfonso Arbib

«I ragazzi che hanno bruciato la bandiera di Israele si facciano un esame di coscienza. Sono così sicuri che la loro contestazione violenta abbia motivazioni diverse dall’antisemitismo?». Il rabbino capo di Milano, Alfonso Arbib, non ha dubbi: è l’odio profondo nei confronti degli ebrei ad aver scatenato i giovani dei centri sociali contro la rappresentanza della brigata ebraica che sfilava lungo il corteo del 25 aprile. Continua a leggere »

Milano: Tesi a confronto

Ester Moscati

«Si è aperto con le pacate parole di Rav Arbib, la sera del 14 dicembre, il dibattito comunitario sulla crisi che ha portato all’avvicendamento al vertice della Comunità milanese e alla ricomposizione del Consiglio dopo le dimissioni del presidente Jarach e di cinque consiglieri. Introdotto da Guido Vitale, moderatore della serata e direttore di Mosaico, il confronto, pur con momenti accesi e controverse ricostruzioni degli avvenimenti, si è mantenuto nei limiti di un civile scambio di idee. Sono state così sostanzialmente ascoltate le parole del Rabbino Capo, che ha parlato dell’importanza del rispetto nei rapporti umani, del peccato di lashòn harà (maldicenza) e della mitzvà (precetto) dell’amore per il prossimo. “Non volevo parlare, questa sera”, ha esordito, “per non confondere i ruoli del rabbinato e quelli della politica comunitaria, ma non avrei voluto che il mio silenzio fosse scambiato per indifferenza”. Come superare i limiti alla libertà di espressione che sembrano posti dal divieto di lashòn harà? Giudicando il nostro prossimo in tutto il suo complesso, non per un singolo aspetto del suo comportamento, dato che in ognuno c’è un lato negativo e uno positivo, da valorizzare. “Criticare gli altri è semplice, cercare il bene in ognuno molto più difficile; ma l’essenza dell’essere ebrei è proprio non cercare vie facili, istintive”. Continua a leggere »

Discorso d’insediamento

Alfonso Arbib – Milano 18.9.2005

Il Talmud, nel trattato di Kiddushìn (40b) afferma che il mondo viene giudicato per la maggior parte delle sue azioni. Se la maggior parte di queste è positiva, viene giudicato positivamente; se è negativa, negativamente. Le azioni di cui parla il Talmùd sono quelle di ogni singolo uomo che sommandosi decidono del destino del mondo. Credo che questo passo talmudico ci dica qualcosa di importante su cosa sia una comunità. Continua a leggere »