Alberto Somekh | Kolòt-Voci

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Torino un anno dopo

E’ sceso un po’ d’oblio. Allora, cosa succede ora nella Comunità ebraica di Torino

Giulio Tedeschi

Per non rifare tutta la storia di un’estate un po’ movimentata diremo solo che da ultimo anche la Consulta Rabbinica – interpellata, per la verità, un po’ maldestramente dal Consiglio – ha detto poche ma sagge cose: ha osservato che l’istanza giungeva solo dal “Presidente ed alcune componenti del Consiglio” e che la controversia era “radicale”, ossia non si rifaceva ad addebiti specifici, ma riguardava la valutazione stessa di cosa debba essere il rabbinato. E ha raccomandato “di cercare un approccio nuovo con il Rabbino”. Ossia, saranno pure forse problemi gravi e veri, ma così li aggravate invece di risolverli. Il Consiglio, a questo punto, ha deliberato (il 27/11) di riprendere il dialogo con rav Somekh.

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Kippur che cade di shabbàt

Una “chaqirah” halakhica

Alberto Somekh

Qualche giorno fa un membro della mia Comunità mi ha posto un quesito interessante: se Yom Kippur cade di Shabbat, come quest’anno, che cosa ne è della Mitzwah di ‘Oneg Shabbat (“delizia del Sabato”)? E’ possibile che questo aspetto del “settimo giorno” venga del tutto messo da parte a fronte della Teshuvah e del digiuno? La domanda richiede una “chaqirah” (indagine, disamina) delle Halakhòt di Yom Kippur, ed ecco per sommi capi gli elementi che ho ritenuto rilevanti.

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Torino: Chi vince e chi perde

Quando la realtà è più complessa delle schematizzazioni di Panorama

Daniela Fubini

Appare chiaro che Comunità Attiva e Tullio Levi hanno fatto un’ottima campagna elettorale nei fatti congiunta, contattando un notevole numero di quegli ebrei invisibili che sarebbe bello poter vedere più di frequente in Comunità.

Il loro successo infatti sembra avere parecchio a che fare con il numero dei votanti (il centinaio abbondante di voti in più rappresentano un 50/60 famiglie che se hanno votato vorrà dire che non sono del tutto indifferenti alla Comunità), perciò a partire dalle prossime attività dobbiamo aspettarci un aumento secco nel numero dei partecipanti. Se così non fosse, significherebbe che sono venute a votare delle persone che non hanno un sincero interesse nella partecipazione attiva alla vita comunitaria, e l’attuale maggioranza finirebbe per governare senza una base. Dunque auguro alla Comunità di Torino di vederli veramente presenti, anche troppo presenzialisti tutti quanti: rieletti, neoeletti, nuovi elettori e relative famiglie.

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La via mediana

Il punto di vista ebraico tradizionale sulla famiglia in un’interpretazione tardo-cinquecentesca della Parashah di questa settimana.

Alberto Somekh

Non è la prima volta nella storia che si mette seriamente in discussione il ruolo della famiglia nella società. Era già accaduto ai tempi biblici. Leggiamo quanto recitano in proposito alcuni versetti della Parashah di questa settimana, Beha’alotekhà: “E quando (l’Arca) si posava (Mosheh) diceva: Torna H. alle miriadi e alle migliaia di Israel. E il popolo cercava pretesti cattivi alle orecchie di H… Ricordiamo il pesce che in Egitto mangiavamo gratis… Mosheh udì il popolo che piangeva per le sue famiglie…” (Bemidbar 10,36; 11,1 e 10).In cosa consisté la ribellione? Qual è il legame con il versetto precedente, che parla delle “miriadi e migliaia di Israel”? Secondo la ricchezza di sfumature tipica della lingua ebraica la parola mit’onenim (“cercava pretesti”) può anche essere connessa con il vocabolo onèn, “fare lutto”. Ed ecco che Rashì interpella il Midrash e ci introduce ad una lettura originale di tutto l’episodio.

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La kashrut a Torino

Alberto Somekh

Ho letto l’importante ed interessante scritto di David Piazza: “I costi della kashrut in Italia”, che mette sul terreno alcune delle problematiche del settore. Rispondendo ad un invito esplicito dell’Autore, voglio aggiungere a mia volta alcune considerazioni tratte soprattutto dalla mia esperienza di Rabbino Capo di una media Comunità italiana. A Torino distinguiamo fra due procedure diverse di “hekhsher”: la “certificazione kasher” e l'”autorizzazione kasher”. Continua a leggere »

Coppie di patto

Alberto Somekh

La delicata questione delle “coppie di fatto” che tanto appassiona il mondo cattolico in Italia oggi è già stata affrontata da eminenti autorità rabbiniche del XX secolo. E naturalmente, queste lo hanno fatto in un modo genuinamente ebraico. Mentre da noi in genere due partners ebrei finiscono prima o poi sotto la chuppah, sembra che non sia sempre così altrove, soprattutto negli Stati Uniti, dove le convivenze sono un fatto comune anche all’interno della Comunità ebraica. Il problema che i Rabbini si sono posti è perciò il seguente. Se due conviventi ebrei si lasciano e uno dei due decide di sposarsi regolarmente con un altro/a, si deve richiedere il ghet per “formalizzare” lo scioglimento della prima unione? Continua a leggere »

Fecondazione assistita: Halakhà e referendum

Alberto Somekh

Il prossimo 12 Giugno è indetta una consultazione referendaria con quattro quesiti sul difficile tema della fecondazione assistita e della ricerca scientifica sugli embrioni. Qual è il punto di vista ebraico? Nelle righe che seguono cercherò di fornire delle indicazioni succinte, partendo dalla presentazione dei quesiti così come apparsa sul “Corriere della Sera” dell’8 maggio scorso. Continua a leggere »