Kolòt-Voci - Identità ebraica in una newsletter

Maccartismo per gli ebrei

Haaretz: antisemitismo in Francia e l’identità degli ebrei francesi :  Presto in Italia?

Amiram Barkat

Il prof. Daniel Dayan racconta un aneddoto per spiegare la propria teoria sull’esclusione degli ebrei dalla società francese. Sono stati, dice, spinti fuori dal più generale “pubblico” francese. Questo senso di esclusione dai media francesi – che lo stesso Dayan afferma di aver sperimentato – può essere anche visto come una finestra sulle motivazioni nascoste dell’uomo, che confessa di non essere obiettivo e ammette di stare “creando un caso”. Continua a leggere »

6 Mar 2003 Antisemitismo

L’amico ebreo di un sacco di gente

Lev

Mi sto facendo lentamente la convinzione che esista da qualche parte un gruppo di persone specializzate nell’essere l’amico ebreo di un sacco di gente, e nel pensarla esattamente come loro. Se avessi visto gente che dice “ho un sacco di amici ebrei e qualcuno mi da’ torto”, allora potrei pensare che, essendo l’ebreo statisticamente diffuso nella popolazione, sia possibile che la gente conosca sempre almeno un ebreo.

Invece, tutti questi signori hanno un amico ebreo con le seguenti caratteristiche sistematiche:

1) L’amico ebreo la pensa come te quando pensi male degli ebrei, pardon di Israele. Continua a leggere »

25 Feb 2003 Antisemitismo, Israele

Moni Ovadia, saltinbanco di successo

Per Moni Ovadia, cantore yiddish, il passato buono è Asor Rosa, il futuro possibile Gino Strada. Un saltimbanco di successo che sull’unità censura i mala tempora e a Milano riempie i teatri (anche con Cofferati). Come Benigni, stia attento al suo Pinocchio

MGM – Il Foglio

Roma. Il grande saltimbanco si dice certo che la sinistra in cui lui si riconosce si dissocia dalla kefiah, però resta convinto che l’attuale politica porterà Israele in un cul de sac, per lui il premier, appena rieletto secondo le regole del voto democratico, è un uomo ottuso, imbevuto di odio.

Per lui gli ebrei di Roma, che gli scrivono qualche lettera di critica, hanno una radice “popolare e bottegaia”, sic, poco esercitata al pensiero critico, i rigurgiti di fondamentalismo essendo purtroppo sempre più evidenti, come dimostra anche la brutta storia capitata ad Asor Rosa. Citiamo da recentissima intervista sull’Espresso, nella quale par di cogliere alle intemperanti certezze del grande saltimbanco un qualche imbarazzo nella più accorta intervistatrice, perfino un cedimento quando lui per forza le propina il sogno di fine terapia psicanalitica. Continua a leggere »

20 Feb 2003 Israele

Stato e religione

Yeshayahu Leibowitz z”l

a) Enunciati

1) Lo Stato non ha un significato intrinseco, bensì un significato esclusivamente strumentale. Detto enunciato è comune sia alla concezione religiosa (teocentrica) sia a quella umanistica (antropocentrica). Considerare lo Stato un valore è l’essenza della concezione fascista.

Lo Stato è in sé il nemico dell’uomo, costituendo, per sua stessa natura, un ingranaggio di violenza e coercizione. Non essendo altro che un siffatto ingranaggio esso non è atto a realizzare “valori” (in nessuno dei sensi in cui è adoperato il termine “valore”): ciò che ha “valore” è conseguito soltanto da uomini e non dallo “Stato” (ossia dall’ingranaggio del potere), e per conseguirlo gli uomini lottano gli uni contro gli altri nell’ambito dello Stato medesimo. Sui “valori” non v’è fra gli uomini, né può esservi, intesa; per cui lo Stato funge da campo di battaglia di lotte intestine. Continua a leggere »

14 Feb 2003 Pensiero ebraico, Torà

Le misteriose porte dell’oriente

Silvia Berti – Facoltà di Scienze Umanistiche – “La Sapienza” – Roma

C’è forse ancora qualcosa da dire sul recente e fortunatissimo libro di Alberto Asor Rosa, La guerra. Miriam Mafai ha da poco descritto lo sconcerto e lo smarrimento che si avvertono da qualche giorno nei discorsi di ebrei e non ebrei nella sinistra italiana. Doveva succedere anche questo: che un intellettuale come Asor Rosa, che ha insegnato a molti (e certamente a me) di letteratura e di politica, e che per decenni ha usato la sua intelligenza critica per animare il dibattito interno alla sinistra, fosse pubblicamente accusato di antisemitismo. Mi dico, insieme a molti, che ci deve essere un errore o un travisamento in queste accuse. Ma, come ogni ermeneuta sa bene, la parola finale spetta ai testi. Specialmente quando biografia e pagina scritta si trovino a confliggere. Continua a leggere »

11 Feb 2003 Antisemitismo

Ricordando a metà

La cattiva memoria che divide Israele dal suo popolo

Piero Ostellino – Corriere della Sera

A me pare che il modo migliore di celebrare il «Giorno del Ricordo» consista nel non lasciare mai Israele solo di fronte a chi si propone di distruggerlo. Mi pare consista, cioè, nell’evitare di distinguere fra gli ebrei e Israele, fra il popolo israeliano e i suoi governi. Lo Stato di Israele è gli ebrei che non sono più disposti a lasciarsi uccidere dai totalitarismi e dagli autoritarismi politici, dagli integralismi religiosi e dai razzismi di ogni specie. Lo Stato di Israele è gli ebrei che hanno imparato a difendersi. I suoi governi, quale ne sia l’indirizzo, sono la democratica e libera espressione della sovranità popolare. Sarebbe bene non dimenticarlo. Continua a leggere »

28 Gen 2003 Israele, Shoah

Milano, gli ebrei contestano Asor Rosa

Tensioni e accuse di antisemitismo per il libro «La Guerra»

Enrico Caiano – Corriere della Sera

«Tolga i riferimenti alla razza e al deicidio». La replica: rifletterò, ma no alle abiure. Cofferati: il pacifismo può fermare la guerra in Iraq

Milano – La bandiera di Israele sventolata in prima fila e poi sul palco tra le grida. Una kefiah che vola al collo di un palestinese mentre arringa il pubblico e fa insorgere i rappresentanti della Comunità ebraica: «Se c’è un antisemita è lo Stato di Israele». Teatro Franco Parenti: scene conclusive del dibattito sul libro di Alberto Asor Rosa La Guerra , edizioni Einaudi. A discuterne pacatamente per quasi un’ora e mezza l’autore, intellettuale di sinistra, l’ex leader della Cgil Sergio Cofferati e il direttore editoriale della Rcs Paolo Mieli.

Continua a leggere »

23 Gen 2003 Antisemitismo, Israele