Kolòt-Voci - Identità ebraica in una newsletter

La diffamazione antiebraica

Giuliano Ferrara

Uno statista importante che dice: «Gli ebrei governano il mondo». L’antisemitismo non ha ancora vinto, se Dio vuole, ma con questo episodio si è aggiudicato una battaglia

«Gli ebrei governano il mondo». Questa frase che inquieta, perché ricorda la retorica antisemita di sempre e in particolare quella che precedette la Shoah, è stata pronunciata da Mahatyr, il premier della Malaysia, davanti a un consesso mondiale islamico. E confermata nell’intervista a un giornale di Bangkok dopo rapide e inconclusive polemiche internazionali. Mahatyr non è una testa calda qualunque, è un leader asiatico di immenso successo, che tiene a bada una maggioranza islamica e una minoranza cinese, che sa opporsi alle direttive del Fondo monetario internazionale, che è considerato dalla Casa Bianca un partner nella lotta al terrorismo. Uno statista, insomma, che ha un programma di contenimento del fondamentalismo islamico, a suo modo un modernizzatore e un riformista. Continua a leggere »

29 Ott 2003 Antisemitismo, Israele, Shoah

Tre controversi sì

Rav Gambler

Documentazione per affermare senza esitazione i seguenti 3 controversi SI:

Si alla Barriera difensiva tra un popolo cultore di morte e uno esaltatore di vita.

Si all’eliminazione mirata di personaggi riconosciuti colpevoli di omicidi passati e futuri.

Si alla neutralizzazione del terrorismo, ovunque mimetizzato a collegare interruttori e candelotti esplosivi.

LA BARRIERA DIFENSIVA

Pur custodendo in casa oggetti di valore come: brillanti, monete antiche, tele d’arte o francobolli, a qualcuno, mettiamo il caso di nome “Guido”, potrebbe malauguratamente capitare di dover [soprav]vivere in un quartiere malfamato, aggiungiamo pure che in passato a piu’ riprese, ignoti siano piombati in casa di Guido ferendolo e derubandolo. Continua a leggere »

27 Ott 2003 Israele

Bereshit: La creazione di un mondo migliorabile

Shelomo Itzchak Siegelman

Un’ipotetico studioso che si accingesse a realizzare uno studio sul Creatore e il suo ambiente, basandosi sulla lettura della creazione dal libro di Bereshit e del relativo commento di Rashi, a una prima superficiale lettura raggiungerebbe la preliminare conclusione che il Creatore è dotato di una personalità insicura e titubante.

Il primo verso recita:

“All’inizio creò il Signore il cielo e la terra (Bereshit 1,1)”

Commenta Rashi: All’inizio era sua intenzione di crearlo (il mondo) con la giustizia. (simboleggiata dalla definizione “Signore” resosi quindi conto che il mondo non poteva mantenersi anticipò la “misericordia” (simboleggiata da Hashem-Signore) e la associò alla “giustizia”. Continua a leggere »

24 Ott 2003 Pensiero ebraico, Torà

Italiani brava gente, anche il Duce?

David Bidussa

Nella vicenda delle dichiarazioni del Presidente del Consiglio a proposito del carattere benigno della dittatura mussoliniana, dell’ esperienza del confino come “soggiorno balneare”, del carattere comunque “patriottico” della sua verità su Mussolini, si è sviluppata, a partire da lunedì, una sorta di “zona speciale” definita dalla questione ebraica e dal rapporto tra Governo italiano, questo governo, e mondo ebraico italiano. Si annuncia per oggi un incontro tra il Presidente del Consiglio e il mondo ebraico italiano. Dovrebbe avvenire alla Sinagoga di Roma. Continua a leggere »

26 Set 2003 Antisemitismo, Comunità Ebraiche

È morta la rivoluzione sionista

AVRAHAM BURG

Deputato del Partito laburista israeliano, ex presidente della Kenesset (1999-2003), ex presidente dell’Agenzia ebraica

Il sionismo è morto, e i suoi aggressori sono seduti sulle poltrone del governo a Gerusalemme. Non perdono un’occasione per far scomparire tutto ciò che c’era di bello nella rinascita nazionale. La rivoluzione sionista poggiava su due pilastri: la sete di giustizia e una leadership sottomessa alla morale civica. L’una e l’altra sono scomparse. La nazione israeliana ormai non è altro che un ammasso informe di corruzione, oppressione e ingiustizia. La fine dell’avventura sionista è vicina. Sì, è ormai probabile che la nostra generazione sia l’ultima del sionismo. Quello che resterà dopo sarà uno stato ebraico irriconoscibile e detestabile. Chi di noi vorrà essere patriota di tale stato? L’opposizione è scomparsa, la coalizione resta muta, Ariel Sharon si è trincerato dietro un muro di silenzio. Questa società di instancabili chiacchieroni è diventata afona. Semplicemente non c’è più nulla da dire: i nostri fallimenti sono evidenti. Certo, abbiamo resuscitato la lingua ebraica, il nostro teatro è eccellente, la nostra moneta abbastanza stabile, nel nostro popolo ci sono talenti stupefacenti e siamo quotati al Nasdaq. Ma è per questo che abbiamo creato uno stato? No, non è per inventare armi sofisticate, strumenti di irrigazione efficacissimi, programmi di sicurezza informatica o missili antimissile che il popolo ebraico è sopravvissuto. La nostra vocazione è diventare un modello, la «luce delle nazioni», e abbiamo fallito.

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18 Set 2003 Israele

Antisionisti, non antisemiti!

S. Plaut

Come dite? Anti-semiti? Chi, noi anti-sionisti? Noi? Noi non abbiamo nulla contro gli ebrei in quanto tali. Noi odiamo semplicemente il Sionismo ed i sionisti. Pensiamo che Israele non abbia il diritto ad esistere, ma questo non significa che odiamo gli ebrei in quanto tali. Siamo umanisti, progressisti ed amanti della pace.

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11 Set 2003 Antisemitismo, Israele

Il tempio di via Eupili a Milano compie 40 anni

Beniamino Ottolenghi

La scorsa festa di Shavuoth ha segnato quarant’anni dalle fondazione del bet hakkenèset di via Eupili ( Beth Yossef ve Eliahu in ricordo dei primi parnassìm, il Prof. Yossef Colombo zl. e di Rav Eliau Kopciowski zl.) L’ispiratore di questa iniziativa fu Rav Kopciowski con l’aiuto di Eugenio Mortara zl. che sostenne tutte le spese per la ristrutturazione, su progetto dell’Architetto Luciano Consigli, dei locali della vecchia scuola materna della Comunità. Per la prima volta nell’ebraismo milanese di rito italiano un Beth Hakesseth iniziò e continua ancora dopo quarant’anni, un’attività indipendente dai bilanci della Comunità e senza alcun peso per le tasche dei contribuenti.

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10 Set 2003 Comunità Ebraiche, Torà