Kolòt-Voci - Identità ebraica in una newsletter

Stato e religione

Yeshayahu Leibowitz z”l

a) Enunciati

1) Lo Stato non ha un significato intrinseco, bensì un significato esclusivamente strumentale. Detto enunciato è comune sia alla concezione religiosa (teocentrica) sia a quella umanistica (antropocentrica). Considerare lo Stato un valore è l’essenza della concezione fascista.

Lo Stato è in sé il nemico dell’uomo, costituendo, per sua stessa natura, un ingranaggio di violenza e coercizione. Non essendo altro che un siffatto ingranaggio esso non è atto a realizzare “valori” (in nessuno dei sensi in cui è adoperato il termine “valore”): ciò che ha “valore” è conseguito soltanto da uomini e non dallo “Stato” (ossia dall’ingranaggio del potere), e per conseguirlo gli uomini lottano gli uni contro gli altri nell’ambito dello Stato medesimo. Sui “valori” non v’è fra gli uomini, né può esservi, intesa; per cui lo Stato funge da campo di battaglia di lotte intestine. Continua a leggere »

14 Feb 2003 Pensiero ebraico, Torà

Le misteriose porte dell’oriente

Silvia Berti – Facoltà di Scienze Umanistiche – “La Sapienza” – Roma

C’è forse ancora qualcosa da dire sul recente e fortunatissimo libro di Alberto Asor Rosa, La guerra. Miriam Mafai ha da poco descritto lo sconcerto e lo smarrimento che si avvertono da qualche giorno nei discorsi di ebrei e non ebrei nella sinistra italiana. Doveva succedere anche questo: che un intellettuale come Asor Rosa, che ha insegnato a molti (e certamente a me) di letteratura e di politica, e che per decenni ha usato la sua intelligenza critica per animare il dibattito interno alla sinistra, fosse pubblicamente accusato di antisemitismo. Mi dico, insieme a molti, che ci deve essere un errore o un travisamento in queste accuse. Ma, come ogni ermeneuta sa bene, la parola finale spetta ai testi. Specialmente quando biografia e pagina scritta si trovino a confliggere. Continua a leggere »

11 Feb 2003 Antisemitismo

Ricordando a metà

La cattiva memoria che divide Israele dal suo popolo

Piero Ostellino – Corriere della Sera

A me pare che il modo migliore di celebrare il «Giorno del Ricordo» consista nel non lasciare mai Israele solo di fronte a chi si propone di distruggerlo. Mi pare consista, cioè, nell’evitare di distinguere fra gli ebrei e Israele, fra il popolo israeliano e i suoi governi. Lo Stato di Israele è gli ebrei che non sono più disposti a lasciarsi uccidere dai totalitarismi e dagli autoritarismi politici, dagli integralismi religiosi e dai razzismi di ogni specie. Lo Stato di Israele è gli ebrei che hanno imparato a difendersi. I suoi governi, quale ne sia l’indirizzo, sono la democratica e libera espressione della sovranità popolare. Sarebbe bene non dimenticarlo. Continua a leggere »

28 Gen 2003 Israele, Shoah

Milano, gli ebrei contestano Asor Rosa

Tensioni e accuse di antisemitismo per il libro «La Guerra»

Enrico Caiano – Corriere della Sera

«Tolga i riferimenti alla razza e al deicidio». La replica: rifletterò, ma no alle abiure. Cofferati: il pacifismo può fermare la guerra in Iraq

Milano – La bandiera di Israele sventolata in prima fila e poi sul palco tra le grida. Una kefiah che vola al collo di un palestinese mentre arringa il pubblico e fa insorgere i rappresentanti della Comunità ebraica: «Se c’è un antisemita è lo Stato di Israele». Teatro Franco Parenti: scene conclusive del dibattito sul libro di Alberto Asor Rosa La Guerra , edizioni Einaudi. A discuterne pacatamente per quasi un’ora e mezza l’autore, intellettuale di sinistra, l’ex leader della Cgil Sergio Cofferati e il direttore editoriale della Rcs Paolo Mieli.

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23 Gen 2003 Antisemitismo, Israele

Conversioni: un problema in Italia?

Intervista al rav prof. Benedetto Carucci Viterbi, direttore dell’insegnamento delle materie ebraiche nelle scuole della Comunità Ebraica di Roma

Da Ofakim, periodico dell’Hashomer Hatzair di Roma

Quali mutamenti ci sono stati nell’atteggiamento nei confronti delle conversioni (in particolare dei minori) rispetto alla precedente gestione del Rabbinato Capo dall’insediamento di Rav Riccardo Di Segni? Continua a leggere »

1 Dic 2002 Comunità Ebraiche, Conversioni, Pensiero ebraico

Le vere differenze tra Natale e Chanukkà

1) Natale dura un solo giorno, lo stesso giorno ogni anno: il 25 dicembre. Anche gli ebrei amano il 25 dicembre. È un altro giorno retribuito in cui non si lavora. Andiamo al cinema e al ristorante cinese oppure ai balli israeliani. Chanukkà dura otto giorni, inizia la sera del 24 di kislev, e quando capita, capita. Nessuno è mai sicuro. Gli ebrei non sanno mai quando è Chanukkà fino a quando un amico non-ebreo gli chiede quando inizia Chanukkà, costringendoci a consultare un calendario per non fare la figura degli idioti. Tutti abbiamo lo stesso calendario, ricevuto in omaggio facendo un’offerta al Keren Kayemet, al macellaio kasher, o a “La Casa del Funerale Ebraico”. Continua a leggere »

29 Nov 2002 Pensiero ebraico

Lo storico israeliano revisionista di se stesso

Marina Valensise – Il Foglio

Gerusalemme. Fa discutere la presa di posizione di Benny Morris, lo storico israeliano che oggi sarà a Milano, e domani a Roma per il Salone dei libri di storia dell’Associazione librai italiani.

Autore di uno studio pionieristico sul problema dei rifugiati (“The Birth of the Palestinian Refugee Problem, 1947-49”) ora in corso di aggiornamento dopo l’apertura degli archivi dell’Haganah e del ministero della Difesa israeliano, Benny Morris ha offerto una ricostruzione senza compiacenza del conflitto arabo israeliano.

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25 Nov 2002 Israele