Israele | Kolòt-Voci

Categoria: Israele

La colpa di essere Ebrea

Clara Sereni

C’è una gran voglia di semplificare, nel mondo. Anche nel nostro mondo, il mondo della sinistra che in altri tempi aveva assunto il paradigma della complessità come strategia per interpretare la realtà e modificarla. La caduta delle ideologie ci ha privato delle griglie di lettura che (nel bene e nel male) a lungo ci hanno indicato la via. Per prendere posizione nei confronti di avvenimenti via via più articolati e ricchi di addentellati abbiamo ogni volta poco tempo: poco tempo per pensare, per riflettere, per collegare gli eventi, per ripensare la storia. Continua a leggere »

Chavez, fascista e negazionista va al Forum sociale mondiale

Fin dalla sua prima dichiarazione all’indomani del successo elettorale, Hugo Chavez ha mostrato di che pasta è fatto. Si tratta del mix mussoliniano, misto di nazionalismo e internazionalismo, socialismo e fascismo, il tutto in salsa peronista e populista. Continua a leggere »

L’eclissi della ragione: riflessioni sul “disimpegno” da Gaza

Ariel Viterbo, ottobre 2005, Nevè Daniel

È difficile tentare di condensare in un articolo le proprie riflessioni sugli avvenimenti successi quest’estate in Israele. Ho stentato a lungo a tornare alla tastiera per fissare in poche righe il mio sguardo sulla realtà israeliana e condividere la mia esperienza coi lettori italiani. Complice anche l’evolversi della situazione interna israeliana, che mi ha portato a scendere in piazza a manifestare, piuttosto che a sedermi a tavolino a scrivere. Ma ormai l’estate è passata, il ritiro da da Gaza è terminato, giunge il tempo di tornare a scrivere. Con grande rabbia, col cuore ferito. Continua a leggere »

«Tutti i popoli siano liberi, lo dico con le parole di Isaia»

Riccardo Di Segni – Rabbino capo di Roma

Prima di tutto desidero ringraziare tutti voi presenti qui, un numero incredibile di persone, senza distinzione di religione e di credo politico, uniti dal comune desiderio di denunciare un evento gravissimo: la minaccia all’esistenza stessa dello stato d’Israele. E’ il superamento grave e intollerabile di un limite insuperabile. Ma vorrei salutare anche chi non è presente qui questa sera. A chi dissente dai modi della protesta ma non dalla protesta chiediamo che l’assenza non si trasformi in silenzio. Che la scelta di opportunità politica non prevalga sull’istanza morale. Perché è un’istanza morale, quella che testimoniamo qui questa sera. A chi invece non c’è perché è indifferente alle parole del presidente dell’Iran o magari le condivide desideriamo spiegare con forza e pacatezza civile il senso del nostro orrore. Continua a leggere »

La guerra incruenta dei simboli

David Piazza

La storica e dolorosa operazione del ritiro da Gaza, per la quale molti “esperti” prevedevano come sicuro lo spargimento di sangue, si è conclusa invece senza incidenti di rilievo, pur nel dramma di più di 8000 persone costrette al trasloco forzato e il trauma emotivo di moltissimi tra protagonisti e spettatori. Le valutazioni storiche, politiche, sociali, hanno saturato i media, non solo del piccolo Paese che ha vissuto questo colossale psicodramma collettivo, ma del mondo intero. Abbiamo approfittato quindi della nostra presenza sul posto per qualche nota sull’unica battaglia combattuta senza risparmio di colpi: quella culturale, fatta di simboli che avrà, senza dubbio, ripercussioni enormi sulla coscienza collettiva degli israeliani, che si sono trovati, a distanza di decenni, di fronte a scelte di portata simile a quelle affrontate nel periodo di costituzione dello Stato. Continua a leggere »

Indiani convertiti all’ebraismo: perdute tribù d’Israele o profughi economici?

Churachandpur (AsiaNews/Agenzie) – Circa 700 ebrei indiani Bnei Menashe, ritenuti discendenti di una delle tribù perdute di Israele, si sono ufficialmente convertiti all’ebraismo ortodosso ed hanno acquisito il diritto a “tornare” a vivere in Israele. Una Beit din (commissione di rabbini) è arrivata apposta in India la scorsa settimana per convertire i Bnei Menashe. Il rabbino capo sefardita Shlomo Amar aveva annunciato ad aprile di aver identificato la Bnei Menashe, o discendenti di Manasse, uno dei figli del patriarca Giuseppe, come una delle 10 tribù perdute di Israele. Continua a leggere »

Le vittime cancellate

La polemica tra Israele e Vaticano

Pierluigi Battista

Certamente non è stata un’omissione voluta, una negligenza deliberata e carica di significati negativi. Se nel suo Angelus di domenica scorsa Benedetto XVI non ha incluso Israele nell’elenco dei Paesi (Egitto e Turchia, Iraq e Gran Bretagna) esplicitamente menzionati come vittime degli attacchi terroristici degli ultimi giorni, si sarà sicuramente trattato di una banale dimenticanza, di un veniale errore diplomatico. Però è comprensibile che il governo di Gerusalemme abbia convocato il Nunzio apostolico in segno di protesta per la cancellazione dello Stato di Israele dall’elenco di chi patisce, tra lutti infiniti, le aggressioni terroristiche di un nemico che fa della strage degli innocenti la propria arma, seminando il panico non su obiettivi militari, ma tra la gente normale intenta nelle occupazioni della vita ordinaria. Continua a leggere »