Comunità Ebraiche | Kolòt-Voci

Categoria: Comunità Ebraiche

Un simbolo che attraversa i secoli

La Menorà è il primo e più antico simbolo dell’ebraismo. Le sue origini sono rintracciabili nella Bibbia, in cui è scritto che Dio ordinò a Mosè la sua costruzione, dandone una dettagliata descrizione delle fattezze. Il Patriarca, come sempre fedele esecutore degli ordini del Signore per questa costante rispondenza, già, artefice della liberazione del suo popolo dalla dura schiavitù del faraone, ebbe ad incaricare della realizzazione un valente artista, tale Bezalet di Tiro, che eseguì accuratamente e con molta abilità la lampada, in un unico blocco d’oro (Esodo,37:17-24). L’Eterno dispose, ancora, che gli Israeliti contribuissero, perennemente, rifornendola dell’olio puro necessario affinché la lampada potesse restare sempre accesa, notte e giorno, all’interno del Tempio di Gerusalemme ( Levitico, 24:1-4).

Secondo alcuni la Menorà simboleggia il rovo ardente in cui si manifestò, a Mosè, la presenza di Dio, sul monte Horeb, secondo altri rappresenta i giorni della creazione o ancora i sette cieli inondati dalla luce di Dio. La cifra sette ha comunque un’importanza particolare, perché esprime in forma simbolica la perfezione.

Continua a leggere »

Shtisel, la serie che racconta gli ebrei “ultraortodossi”

Ugo Volli

Li chiamano ultraortodossi, una denominazione che è già una condanna; oppure “i neri”, dal colore del loro abbigliamento – un altro soprannome poco simpatico. Li confondono spesso con i nazionalisti che fanno della difesa dello Stato di Israele un dovere anche religioso, mentre la maggior parte di loro sono poco interessati all’esistenza dello Stato e alcuni anzi decisamente contrari, perché credono che solo la volontà divina e non la politica può riportare gli ebrei nella loro terra. Per questo, e per non distrarsi dallo studio dei libri sacri, buona parte di loro rifiuta il servizio militare, suscitando le proteste dei laici.

Sono i charedim, una parola che significa “timorati” (del Cielo). Della variopinta popolazione ebraica e di Israele costituiscono l’ala più tradizionale, che si sforza non solo di rispettare minuziosamente i precetti biblici, ma anche di mantenere i costumi adottati durante l’esilio, soprattutto in Polonia: la lingua yiddish, i vestiti neri di stile ottocentesco per gli uomini e quelli molto tradizionali e modesti per le donne, l’educazione nelle scuole talmudiche o Yeshivot, la fedeltà a dinastie di rabbini che prendono il nome dalle cittadine dell’Europa orientale dove avevano sede i loro antenati; una religiosità molto sentita, che impregna di sé ogni momento della vita; una convivialità intensa ma assai chiusa, per cui non si fraternizza se non coi membri del gruppo; un’organizzazione sociale basata su famiglie assolutamente tradizionali con tanti figli, in cui hanno un ruolo speciale gli anziani e i capifamiglia. E’ un mondo caldo e rassicurante, che cerca di non farsi contaminare dalla modernità sociale e spesso anche tecnologica. Per questa ragione risulta difficile da capire a chi non la condivide e può apparire oppressivo e artificiale. Il dato significativo è che questi gruppi non stanno affatto estinguendosi, come credevano i fondatori laici dello stato di Israele, ma si espandono grazie al loro tasso demografico, ma anche per la loro capacità di coinvolgere ebrei non religiosi.

Continua a leggere »

Chi era Herman Wouk (1915-2019)

Paolo Martini

Lo scrittore statunitense Herman Wouk, decano dei romanzieri storici a livello mondiale, narratore di appassionate storie belliche e di vicende legate alla sua fede ebraica, è morto nel sonno, nella sua casa di Palm Springs, in California, dopo aver vissuto a lungo a Washington. Avrebbe compiuto 104 anni tra dieci giorni. L’annuncio della scomparsa è stato dato dal suo agente letterario.

Wouk è autore di numerosi romanzi, tradotti in 29 lingue. Il suo capolavoro è considerato “L’ammutinamento del Caine” (vincitore nel 1951 del Premio Pulitzer), affresco storico a forti tinte, oggetto di fortunati adattamenti per il teatro a Broadway (1953) e per il cinema (1954), con il film diretto dal regista Edward Dmytryk, con Humphrey Bogart nella parte del comandante Queeg.

Wouk è anche l’autore di “Marjorie Morningstar. Sotto una coperta di stelle”, che uscì nel 1955 diventando un bestseller di enorme successo e un film diretto da Irving Rapper, con Natalie Wood nei panni della protagonista. Il romanzo gli valse la copertina del “Time”. Tra i molti romanzi di Wouk pubblicati in Italia figurano “Questo è il mio Dio”, “Il ragazzo della città”, “Sangue giovane”. Ha fatto della guerra uno dei motivi ricorrenti della sua narrativa: in questo ambito spicca “Venti di guerra”, in cui vengono descritti gli avvenimenti che diedero inizio al secondo conflitto mondiale, a partire dal marzo 1939 fino all’ingresso in guerra degli Stati Uniti nel dicembre 1941. Il romanzo ha ispirato l’omonimo “Venti di guerra”, la serie televisiva in sette puntate del 1983 diretta da Dan Curtis e interpretata da Robert Mitchum, Ali MacGraw, Jan-Michael Vincent e John Houseman.

Nato a New York il 27 maggio 1915 da una famiglia di ebrei russi, durante la seconda guerra mondiale Wouk prestò servizio in marina e poco dopo pubblicò i primi romanzi (“Aurora Dawn”, 1947; “City boy”, 1948).

E’ autore della commedia “Nature’s way” (1957), del libro di saggi “This is my God” (1959). Tra le opere più recenti, sono inoltre da segnalare: “The hope” (1993); “The glory” (1994); “The will to live on: the resurgence of jewish heritage” (2000), un saggio narrativo in cui racconta l’importanza delle radici ebraiche nella cultura; “A hole in Texas” (2004).

https://www.amazon.it/Libri-Herman-Wouk/s?rh=n%3A411663031%2Cp_27%3AHerman+Wouk

https://www.adnkronos.com/cultura/2019/05/17/morto-herman-wouk_QBdIH9FUHz9xk5osnEXeIL.html?refresh_ce

Mancano emoji rappresentativi della religione ebraica

Richiesta l’aggiunta di emoji rappresentativi della religione ebraica. Allo Unicode Consortium arriva la lettera dei rabbini: manca la kippah

 Raquel Baptista

Ci sono emoji di donne in hijab e del clero arabo e gli ebrei sono stati dimenticati?», ha chiesto Gadi Gronich, chief of staff della CER, la Conferenza dei Rabbini Europei. Chiedendo l’introduzione di emoji rappresentativi della religione ebraica, la CER ha inviato una lettera allo Unicode Consortium, regolatore del linguaggio universale grafico utilizzato dalle diverse piattaforme di messaggistica e sistemi operativi: non si tratta soltanto di creare nuovi emoji, dunque. Per i rappresentanti della comunità ebraica sarebbe più una questione di inclusione.

Continua…

https://www.insidemarketing.it/emoji-rappresentativi-della-religione-ebraica/

La strana storia dello Yafùtzu: È giusto cantarlo ai matrimoni?

Riccardo Di Segni *

Da qualche tempo si sta diffondendo a Roma una nuova abitudine: chiedere che durante i matrimoni venga cantato, con accompagnamento musicale, lo Yafùtzu. Vorrei spiegare cosa è questo canto e perché non mi entusiasma il fatto che sia cantato nei matrimoni.

L’inno liturgico chiamato Yafùtzu, dalle prime parole, Yafùtzu oyevèkha, è, per la sua melodia solenne e toccante, uno dei brani musicali più belli della tradizione ebraica romana. Non sappiamo bene chi sia stato l’autore, benché il nome compaia come acrostico all’inizio delle quattro strofe che lo compongono: Yoàv. Si pensa che sia stato Yoàv ben Yechièl, un poeta liturgico romano del medioevo. La prima volta che compare in un testo a stampa è in un formulario ashkenazita del 1545. Poi compare nella Tefillat hachodesh sefardita livornese, in piccoli caratteri (che indicano che fosse poco usato), come inno per l’apertura dell’Aròn il sabato mattina. Il testo riprende brani della Bibbia, invocando la dispersione dei nemici, ricordando il servizio dei sacerdoti, invocando la venuta del messia.

Continua a leggere »

Morta la scrittrice Judith Kerr, autrice di “Una tigre all’ora del tè”

Di origine ebraica, aveva 95 anni. Viveva a Londra dal 1933, in fuga dalla Germania nazista. Ha raccontato la sua infanzia nel celebre romanzo per ragazzi “Quando Hitler rubò il coniglio rosa”

Gabriele Di Donfrancesco

Judith Kerr, scrittrice e illustratrice di libri per l’infanzia amata in tutto il mondo, si è spenta ieri a Londra all’età di 95 anni dopo una breve malattia. La notizia è stata resa nota dal suo editore, HarperCollins. Suoi erano la fiaba Una tigre all’ora del tè e il romanzo per ragazzi Quando Hitler rubò il coniglio rosa: due successi planetari da milioni di copie vendute, diventati presto dei classici.

Judith Kerr, berlinese, nata nel 1923, era arrivata nel Regno Unito con la famiglia all’età di undici anni. Suo padre, il critico teatrale Alfred Kerr, ebreo, era riuscito a lasciare la Germania nazista nel 1933. “Arrivammo a Zurigo il giorno prima delle elezioni che portarono Hitler al potere”, aveva ricordato la scrittrice appena una settimana fa al Guardian. Dalla Svizzera la famiglia si spostò prima a Parigi e infine, nel corso dello stesso anno, si trasferì a Londra, città che non avrebbe più lasciato. Nemmeno pochi anni dopo, durante la guerra, nei mesi di incessanti bombardamenti tedeschi. “Quando sono fuggita dalla Germania”, aveva raccontato a Claudia Morgoglione in un’intervista del 2016, “ero troppo piccola per capire la tragedia che stavo vivendo: per me e mio fratello era un’avventura”.

Continua a leggere »

«I magnifici Sette»

Massimiliano Boni*

Sette rabbini romani per sette giorni

Parliamo di Rabbini?
Ho una naturale ammirazione e stima per i rabbanim. Che sarebbe una comunità senza un rav? Probabilmente, non ci sarebbe neppure una comunità. I nostri rabbanim sono molti, per fortuna. In questi anni, alcuni ho avuto modo di conoscerli meglio di altri. Confidando nel loro senso dell’umorismo, ho provato a stilare una piccola formazione, buona per tutta la settimana; eccola: 

Yom rishon: il rav «Bon Monghed»
Rabbino de’ core, generoso, è il rav della porta accanto, quello cui non puoi non dare del tu; sempre in maniche di camicia, è protagonista di lezioni gorgoglianti e animate. Si è un po’ immalinconito da quando sciacqua i panni in Arno, e sospira: «Io però so’ judìo de Roma!». 

Continua a leggere »