Hotovely sotto attacco per aver offeso gli ebrei americani | Kolòt-Voci

Hotovely sotto attacco per aver offeso gli ebrei americani

Tzipi Hotovely dice che la Diaspora ebraica è la sua famiglia, ma ribadisce che “in molti non capiscono che noi[in Israele] stiamo combattendo una guerra di autodifesa, non una guerra per l’espansione territoriale”.

Redazione del Times of Israel 

Il vice-ministro degli Esteri Tzipi Hotovely si è scusata giovedì dopo che ha offeso gli ebrei americani affermando che fanno fatica a capire il Medio Oriente perché conducono una vita comoda, non svolgono servizio militare e non sanno cosa significa vivere sotto attacco. Ma non ha ritirato le sue osservazioni, e ha espresso sentimenti simili anche mentre andava in televisione a dirsi dispiaciuta.

“Sono miei fratelli”, ha detto in un’ intervista con Hadashot (ex Canale 2) giovedì pomeriggio, mentre si diceva che il Primo Ministro Benjamin Netanyahu stava pensando di licenziarla per le sue osservazioni. “Se qualcuno è stato ferito dalle mie parole sono molto dispiaciuta”.

Diversi analisti politici pensano che sia improbabile che Hotovely – una MK del Likud di Netanyahu – sarà licenziata dal suo lavoro di vice a Netanyahu, che ricopre la carica di Ministro degli Esteri.

In un’ altra intervista, con Channel 1, ha detto:”Mi scuso dal profondo del mio cuore se qualcuno è stato turbato dalle mie parole”.

Ha detto che sente una forte connessione con gli ebrei nella diaspora, e che, come in tutte le famiglie, a volte ci sono disaccordi e discussioni. Ma, ha detto, che le sue parole vengono dal suo amore per le comunità ebraiche che sono fuori di Israele.

Durante un’ intervista con i24 News mercoledì, Hotovely aveva descritto gli ebrei statunitensi come lontani dai sacrifici fatti dagli altri cittadini americani, così come dalle minacce che governano la vita in Israele.

“La ragione è che non capiscono la complessità della regione “, ha detto. “Persone che non mandano mai i loro figli a combattere per il loro Paese – la maggior parte degli ebrei americani non hanno figli che servono come soldati – , nei Marines, che vanno in Afghanistan, o in Iraq. La maggior parte di loro stanno avendo una vita abbastanza facile. Non sanno come ci si sente attaccati dai razzi, e credo che questo sia proprio quello che Israele sta affrontando quotidianamente “.

Giovedi’ mattina  ha chiarito cosa intendeva.

“A tutti gli americani che sono soldati soli (senza famiglia in Israele, ndr), o che hanno nonni che hanno combattuto nella seconda guerra mondiale, rivolgo un saluto a tutti voi. Sono stata fraintesa “, ha detto. “All’ età di 18 anni, ho trascorso un anno ad Atlanta come parte del mio servizio nazionale nella comunità ebraica. Negli ultimi 20 anni il tema della comunità ebraica negli Stati Uniti mi ha preoccupato e sento veramente che siamo parte di una sola famiglia “.

Tuttavia, non ha ritrattato il suo concetto, ossia che le persone che non vivono in Israele, compresi molti nel mondo ebraico, non capiscono appieno ciò a cui Israele vive quotidianamente.

Sulla scia delle voci che Netanyahu stava pensando di licenziarla dalla sua posizione, ha detto che in realtà lui ha parlato con lei non molto tempo prima di dare l’ intervista offensiva, e le ha detto che deve essere sensibile verso il mondo ebraico.

“Aveva ragione “, ha detto su Hadashot News giovedì sera. “Mi ha detto quanto è importante per lui l’argomento e quanto è sensibile per lui in quanto leader del popolo ebraico”.

Tuttavia, ha detto ancora una volta che anche se “gli ebrei diaspora sono cari a tutti noi… ci addolora che molte persone[nella più ampia nazione ebraica] non capiscono che noi[in Israele] stiamo combattendo una guerra di autodifesa, non una guerra per l’ espansione territoriale o una guerra per danneggiare altre persone”.

Se ora dovesse ricalibrare le sue osservazioni, ha detto a Hadashot, direbbe che “un paese molto piccolo, circondato da una regione ostile, non è lo stesso di una nazione enorme, che combatte le sue guerre lontano dai suoi confini. E’ evidente che l’ esperienza della vita quotidiana in America è diversa da quella in Israele. Questo non significa che tra fratelli non abbiamo bisogno di parlare all’interno della famiglia “, ha detto.” Esprimere questo messaggio per me è molto più importante che essere viceministro degli Esteri. Mi preoccupo del popolo ebraico e del nostro legame con la diaspora “.

Ha anche detto che la maggior parte di coloro che la criticano non aveva sentito l’intervista completa, che era di 20 minuti, e  ha detto che questo tempo è stato riempito con il suo amore per gli ebrei americani.