Elezioni Ucei a Milano. Intervista al co-presidente Raffaele Besso | Kolòt-Voci

Elezioni Ucei a Milano. Intervista al co-presidente Raffaele Besso

Presidente Besso, perché si candida per l’UCEI?

Raffaele-BessoLo faccio per sostenere gli interessi della Comunità ebraica milanese e di tutte le Comunità ebraiche italiane. E’ a Roma che molte cose vengono decise, e per questo dobbiamo essere presenti. Basti un dato: è in sede Ucei che si decide la destinazione dei 5 milioni di euro raccolti con l’8 per mille.

La sua lista Wellcommunity in cosa si differenzia dalle altre?

Per la concretezza: non ci interessano le dispute ideologiche. Per questo ci siamo rifiutati di entrare nella polemica sulle conversioni. Non essendo di competenza UCEI, sarebbe stato come parlare dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. Si può essere d’accordo o meno, ma non riguarda chi sarà eletto domenica 19. Non solo. Mi spiace registrare che tale dibattito ha distolto l’attenzione dai problemi su cui invece possiamo incidere come UCEI: educazione ebraica, sostegno ai bisognosi e sicurezza per Israele e per gli ebrei italiani.

Concretamente, cosa farete una volta all’UCEI?

Educazione ebraica, prima di tutto. Senza cultura ebraica i numeri ci dicono che rischiamo di scomparire dalla nostra penisola. E’ essenziale che la formazione ebraica si rivolga a tutte le comunità, grandi e piccole perché crediamo sia un dovere delle grandi comunità occuparsi delle piccole.

In tal senso una riorganizzazione dell’UCEI è doverosa. Educazione significa però anche e soprattutto investire sempre di più sui giovani e sulle scuole, per cui stiamo già lavorando a progetti per dedicare il 20% delle risorse dell’8 per mille alle scuole (che per Milano vorrebbe dire 350 mila euro in più all’anno) a un progetto in itinere al Ministero dell’istruzione volto ad un maggiore supporto economico dello Stato alle nostre scuole. Il mio sogno è riuscire a abbassare le rette della scuola. E’ giusto onorare il passato e continueremo a farlo, ci mancherebbe. Ma il futuro dell’ebraismo italiano sono i nostri ragazzi.

Qualche idea in particolare sui giovani?

Rilanciare (che vuole dire investire soldi) le attività che permettano l’incontro tra tutti i giovani ebrei italiani. Penso agli incontri estivi e invernali per tutte le classi di età, con un occhio particolare ai giovani delle piccole comunità che spesso e volentieri non hanno mai visto più di 10 ebrei insieme. Ma perché non pensare anche a incontri durante l’anno scolastico con visite nelle grandi comunità? O, per i più grandi, agevolare la creazione di start up tra ragazzi delle diverse Comunità. Facciamo di tutto insomma per farli incontrare, anche in questo modo si contribuisce a fare nascere nuove famiglie ebraiche.

Dopo l’educazione ebraica, non possiamo non chiedere anche del vostro secondo punto forte: Israele.

I recenti attentati ci confermano quanto diciamo da tempo. La difesa di Israele è essenziale per noi come per tutto l’Occidente. Smettiamo di illuderci che prendendo le distanze da Israele ci risparmieranno. Noi siamo ebrei come tanti israeliani, e la battaglia culturale è la stessa: da Orlando a Gerusalemme, passando per Buxelles e Parigi l’odio del radicalismo islamico va spento perché colpisce tutti. Per questo proponiamo uno stop per legge alle iniziative di boicottaggio contro Israele da un lato, e una maggiore attenzione agli interlocutori islamici che lo Stato italiano si sceglie dall’altro. Visti i tempi in cui viviamo, non possiamo permetterci errori e dobbiamo lavorare con rappresentanti dell’islam al di sopra di ogni sospetto.

Infine, come si fa talvolta agli esami, scelga un argomento a piacere.

Vorrei spendere due parole per un tema tanto importante quanto noioso. Per portare avanti le nostre idee abbiamo bisogno di eleggere tutte le persone della nostra lista. Raccomando dunque agli elettori di esprimere tutte e cinque le preferenze di cui dispongono, distribuendole a loro scelta tra i nostri sette candidati. Attenzione a non fare l’errore di dare solo una o due preferenze, altrimenti rischiamo di eleggere solo uno o due candidati. Per contare all’UCEI, abbiamo bisogno di essere eletti tutti e sette. Solo così potremo difendere con forza le idee che abbiamo sopra esposto.