Tra successi e fallimenti, i social network ebraici | Kolòt-Voci

Tra successi e fallimenti, i social network ebraici

Tra alimenti kosher ed eventi organizzati per lo shabbat, ecco i social network creati dalla community ebraica

JDateSono circa sedici i milioni di ebrei sparsi in tutto il mondo, di cui poco meno della metà vive in Israele. In molti, per rimanere in contatto con i vari familiari presenti negli Stati Uniti (dove sono presenti oltre cinque milioni di ebrei) o in qualche altre nazione europea, usano i social network site. Non solo Facebook, che rimane l’applicazione più utilizzata dai giovani ebrei, e Twitter, ma anche social network creati e pensati nei laboratori di Tel Aviv, denominata la Silicon Valley israeliana. L’obiettivo dei programmatori è di formare una community online dove gli ebrei possono scambiarsi liberamente informazioni sulla religione, contattare parenti che vivono lontano o cercare notizie sui negozi che vendono alimenti kosher, cioè che rispettano i dettami presenti all’interno della Torah, il libro sacro dell’ebraismo.

Tra i molti progetti social nati negli ultimi anni, solamente pochi hanno avuto successo: ad esempio Shabbat, un’applicazione che prende il nome dal giorno di riposo degli ebrei e che aiuta a organizzare eventi durante il sabato festivo.

Ecco i social network e le applicazioni che non possono mancare nello smartphone di un ebreo 2.0.

The jewish social network: un fallimento clamoroso

Nonostante sia uno dei primi social media dedicato agli ebrei, jewish-social-network.com non è riuscito mai a ottenere un grande successo tra i giovani. Gli iscritti alla piattaforma possono condividere e discutere insieme ai propri coetanei i dettami dell’ebraismo, cercare nuovi amici al riparo da commenti anti-semiti che sempre più spesso trovano rifugio sui social network. Inoltre, jewish-social-network.com offre agli utenti articoli e contenuti sulla religione scritti da esperti del settore. Infine, le pubblicità presenti sul portale sono adatte (kosher) ai dettami della Torah.

Jdate

Oltre agli insuccessi, alcune applicazioni e social media sono entrati nel cuore degli ebrei. Jdate è un sito d’appuntamento per i giudei: gli utenti possono iscriversi alla piattaforma e cercare l’anima gemella. Sono molti gli strumenti messi a disposizione dalla piattaforma per cercare una fidanzata con cui costruire una vita e un matrimonio felice, dall’applicazione per Google Play Store e App Store fino alla chat e al servizio di instant messaging.

Shabbat.com

Shabbat.com, invece, utilizza il giorno di riposo dell’ebraismo (lo shabbat) per organizzare eventi e cene. Ogni utente può diventare un host e offrire alle persone iscritte al servizio un pranzo kosher, sfruttando il sabato festivo per stringere nuove amicizie. Shabbat è diventato in poco tempo uno dei social network più utilizzati dagli ebrei e conta al momento oltre cinquecentomila eventi organizzati. Tra un pranzo e una cena, in molti hanno anche trovato la propria anima gemella. È disponibile anche l’applicazione per gli utenti Android e iOS.
II social del futuro: tra incertezze e opportunità

Altri esperimenti social sono ancora agli inizi, ma porteranno alcune novità all’interno del settore dei social network dedicati agli ebrei.

Tribester è ancora in fase di lancio e promette di essere un sito di appuntamenti alternativo, in cui ogni utente potrà mettere in mostra il meglio di sé senza aver timore di essere preso di mira da qualche utente anti-semita.
Schtik, invece, è un vero e proprio social network dove ogni giudeo può condividere foto e video. La piattaforma è divisa in diverse sezioni che raccolgono tutti i contenuti postati: l’utente dovrà solamente scegliere quella giusta e andare alla ricerca del filmato o dell’articolo.

B-Linked invece è una piattaforma dedicata ai giovani ebrei che possono sfruttare il social network per fare nuove conoscenze, postare foto dei propri viaggi e per parlare del mondo universitario o scolastico. Lo staff organizza eventi, manifestazioni e convegni, dove ogni ragazzo potrà dire la sua sulla religione e sull’ebraismo.

(Fastweb.it, 21 febbraio 2016)