Milano. Social media, chiacchiere e il solito tiro al piccione Ucei | Kolòt-Voci

Milano. Social media, chiacchiere e il solito tiro al piccione Ucei

Domenica si vota a Milano per il rinnovo del Consiglio. Le inevitabili polemichette finali di una campagna elettorale tutto sommato pacata

Raffaele Turiel

TurielÈ da qualche tornata, ormai,  che il dibattito che precede le elezioni della CEM si sviluppa, in particolare, su Facebook. Ogni lista apre il suo gruppo, invita tutti (o quasi): pronti e via alla corsa nel pubblicare post, like etc. Ci sta, anche perché la classica assemblea preelettorale (quella della presentazione dei programmi da parte dei candidati, per intenderci) dice poco in quanto presidiata dai sostenitori chiamati a raccolta delle  liste. Questi hanno, evidentemente, già ben chiaro per chi votare a prescindere da cosa verrà presentato.

Anche FB, peraltro, è divenuto terreno fertile per alcuni “pierini” che si materializzano  prima delle elezioni, salvo poi, regolarmente, scomparire: intervengono  non per il desiderio di formarsi una opinione e decidere per chi votare, ma per fare un propaganda a  favore di una lista o tutelare un  candidato amico.

E poiché siamo nel campo dei tifosi, l’amico candidato o assessore, by definition, non sbaglia mai: se qualcosa non ha funzionato, le responsabilità è altrove.

Accade che, tra le buone cose riferibili all’Assessore alle Scuole uscente, non rientri a pieno titolo il c.d. Progetto di rilancio della Scuola. Un progetto sollecitato anche dall’Ucei per erogare  un sostegno economico significativo già deliberato a favore della Scuola di Milano. Il progetto è stato giudicato, da Giunta e Consiglio Ucei, non adeguato e si deve all’intervento del Presidente Meghnagi lo sblocco del finanziamento.

Può capitare che non tutto riesca al meglio, ma, apriti cielo, per i tifosi a priori del candidato assessore uscente non vale rilevare che le voci critiche in ambito Ucei siano state unanimi e forse qualcosa di meglio andava fatto. Per loro si tratta di ostacoli frapposti per (non precisati) “motivi politici”.

Di qui l’assalto bipartisan alla diligenza Ucei da parte dei partecipanti alle discussioni on line: cosa aspettiamo a rottamare questo ente inutile espressione della politica (romana)? Tocca a me, che pure non sono allineato con la leadership dell’Ucei, alzare la mano nei confronti della disinformazione strumentale.

A coloro che vogliono capire (per i tifosi, purtroppo non c’è rimedio) vorrei far sapere che:

1)    l’Ucei, a differenza della Comunità di Milano, ha attuato la riforma dei propri organismi a partire dal Consiglio. Magari una riforma discutibile, ma con la consapevolezza di doversi adeguare alla realtà mutata dell’ ebraismo italiano.

2)    L’Ucei destina direttamente alle comunità la maggior parte dei proventi dell’ 8x 1000, oltre al finanziamento di singoli progetti

3)    L’Ucei ha sostenuto fattivamente la Comunità di Milano nelle vertenze gravose che presentavano gravi rischi di sanzioni nei confronti del fisco

4)     L’Ucei ha deliberato, appunto, uno stanziamento straordinario a sostegno della scuola di Milano in difficoltà. Ha chiesto che fosse predisposto un progetto di risanamento strutturato per non correre il rischio di gettare i fondi in un ennesimo buco nero.

5)    Su indicazione dell’Ucei di riduzione del personale e semplificazione delle strutture, si sono creati i presupposti per il licenziamento del direttore amministrativo infedele.

6)    L’Ucei finanzia ed organizza i programmi di formazione dei Presidi per il rinnovo della didattica a supporto delle esigenze delle scuole ebraiche

Possiamo criticare, anche ferocemente, l’Ucei per quello che potrebbe fare e non fa: per esempio, incrementare il sostegno gestionale alle comunità in crisi; riequilibrare i propri organici, oggi massimamente dedicati ad attività culturali e educative; considerare gli italkim, giunti al oltre 20.000 anime, al pari di una ulteriore comunità costruendo un ponte solido con i residenti in Israele.

Quello che non è corretto fare è denigrare l’Ucei nell’esercizio delle sue legittime funzioni di controllo degli importi da erogare che, vale la pena di ricordarlo, sono soldi dei cittadini italiani che ci sostengono o delle procedure gestionali delle comunità.

Il finale di stagione del decaduto Consiglio della CEM non è stato certamente felice.

Progetto di rilancio della Scuola a parte, l’Ucei ha bacchettato la CEM anche in occasione del pasticciatissimo bando  per l’ assunzione del Dirigente della Casa di riposo. Prima che la questione rientrasse su pressione di parte del Consiglio individuando una risorsa interna, avevamo, tra i candidati, un consigliere della CEM che non riteneva opportuno autosospendersi integralmente durante la selezione; tra i selezionatori, un assessore incaricato che non riteneva necessario astenersi dal valutare i candidati tra i quali  figurava un collega di Consiglio e, per di più, di lista.

Quel che c’è di buono è che l’attività di moral suasion a valle dell’Affair Lainati ha dato qualche frutto: si sono presentati nomi nuovi e sono rimasti in disparte alcuni appartenenti alla “prima repubblica” comunitaria. Auguriamoci che siano nuovi anche nei comportamenti e non ricalchino i vecchi clichè . Ne riparliamo, su queste pagine, dopo le elezioni.

Buon voto a tutti.