Milano verso le elezioni: I retroscena delle dimissioni | Kolòt-Voci

Milano verso le elezioni: I retroscena delle dimissioni

La dichiarazione ufficiale dell’Assessore alle finanze della Comunità ebraica di Milano

Raffaele Besso

Raffaele-BessoCaro Presidente e cari consiglieri, l’assemblea di giovedì mi ha confermato una volta di più che le mie dimissioni sono l’unico atto responsabile che io possa intraprendere. E vorrei ribadire però agli amici della lista Ken che in democrazia elezioni e dimissioni sono atti e strumenti normali. Credo invece che sia stato irresponsabile non approvare il Bilancio 2013 facendoci assistere in giunta ed in consiglio ad un teatrino indegno per la Comunità. Quello dell’approvazione del Bilancio era un momento in cui questo consiglio doveva dimostrarsi coeso nella direzione del risanamento, della pulizia e della trasparenza. Invece così non è stato. Ritengo pericoloso che qualcuno possa dedurre da questa astensione, anche solo come ipotesi, che vi sia la volontà di nascondere o proteggere qualcosa o qualcuno. Qui si confrontano due approcci diversi alla cosa comunitaria E’ stato difficile in questi due anni e mezzo farle convivere.

Il caso Lainati è stata la dimostrazione concreta di come un certo tipo di gestione comunitaria debba essere rivista. L’effetto del caso Lainati è stato dirompente soprattutto perché ad esso si è aggiunta l’indifferenza nel dare seguito alla voce di chi protestava e metteva in evidenza fatti gravi. Anzi al contrario questa voce è stata messa a tacere. Io non posso ancora una volta rimane indifferente! Non lo posso fare come ebreo e come uomo e quindi voglio fare un piccolo gesto che ritengo però significativo: voglio dedicare questo bilancio al povero Sig. Campagnano zichronò livrahà.

Questo consiglio doveva dimettersi in toto dopo la scoperta della frode Lainati. E’ quello che ho suggerito al Presidente. Invece tutto è andato avanti come se niente fosse. Vero è che abbiamo dovuto trovare soluzioni di compromesso però mi piace qui citarne alcune di quelle che i consiglieri della lista di Wellcomunity hanno dovuto sopportare per il bene della cosa comune ovvero la Comunità non facendone certo un discorso di lista. Non credo si possa dire il contrario. Abbiamo sacrificato l’assessorato alla scuola per poter continuare a governare la comunità assieme. Abbiamo consentito che Daniele Nahum, che ormai da diversi mesi ricopre un ruolo politico, continui a sedere in consiglio in chiaro conflitto di interessi e creando più di una volta situazioni pubbliche di imbarazzo. Abbiamo confermato il contratto a Rav Della Rocca per altri due anni, così come proposto dai consiglieri della lista Ken, nonostante l’importante investimento che ciò richiede alla Comunità e senza richiede un minimo riscontro circa il ritorno dello stesso. Ricordo che invece il progetto relativo al Beth hamidrash – collegio rabbinico del nord Italia è stato fatto affondare dai consiglieri della lista Ken ancora prima che potesse partire e ciò nonostante le continue sollecitazioni da parte della Comunità di Torino e dell’UCEI.

E’ l’atteggiamento che infastidisce! Quando si tratta di delibere portate dagli assessori della lista KEN queste passano senza troppe discussioni perché si da totale e scontata fiducia all’operato dell’assessore. Non è stato così per quelle della lista Wellcommunity. Voglio ricordare, non per fare polemica ma per dovere di cronaca, un caso che mi riguarda ovvero quello relativo all’inventario fisico dei beni comunitari. Inventario che ci veniva sollecitato in vista della certificazione del bilancio del 2014 dalla Price e per il quale ho presentato una proposta della stessa in giunta, dopo averla precedentemente condivisa con l’assessore Gabbai essendo quello della RSA il primo settore dove veniva implementato. In una riunione precedente alla giunta l’assessore Gabbai aveva condiviso ed approvato il progetto fatto salvo che in giunta dopo mille “se” e mille “ma” da parte degli assessori e dei consiglieri della lista Ken il progetto è stato di fatto bocciato non riponendo fiducia nella mia proposta. Anche l’assessore Gabbai ha dovuto adeguarsi all’ordine di scuderia.

Lo stesso è avvenuto quando l’assessore Osimo ha portato in giunta un progetto no cost per la Comunità e che poteva invece portare qualche entrata in più e che riguardava il sito mosaico. Non voglio dilungarmi oltre su questo terreno. L’assemblea dell’altra sera è stato l’ultimo atto a cui abbiamo dovuto assistere increduli. Si doveva trovare giustificazione, ed anzi dare adeguato supporto, al voto di astensione dei consiglieri della lista Ken al Bilancio 2013.

Posso affermare con orgoglio che quello del 2013 è il primo bilancio che vede, dopo parecchi anni, finalmente l’applicazione delle direttive CEE, delle linee guida dell’UCEI e dei dottori commercialisti. Allora mi chiedo e vi chiedo come mai prima d’ora certe sospensive di giudizio e certe riserve non sono mai state espresse come invece è accaduto per il Bilancio 2013 nonostante quanto detto sopra. Certo sono convinto come ha affermato il Presidente che nessuno abbia coinvolgimento alcuno nella vicenda Lainati e che nessuno ne sia connivente. Contro la delinquenza ed il falso non si può fare niente ed anche i più sofisticati sistemi di controllo, che peraltro erano adottati in Comunità, vengono facilmente superati.

Esiste però una questione di “opportunità”. Questo era il senso anche della delibera di consiglio che voleva rivedere il regolamento elettorale. E’ il minimo che possiamo fare: chi ha avuto qualche ruolo di amministrazione della Comunità non possa più ricandidarsi! E’ un piccolo gesto. A questo si aggiunge che troppo spesso, nonostante l’incessante lavoro svolto con il supporto della struttura, sono stato bersaglio di pressioni ed ingerenze nell’esercizio della mia attività.

Tale comportamento appare poi assolutamente in contrato rispetto invece ad affermazioni rilasciate dai consiglieri della lista KEN in diverse riunioni di Giunta e Consiglio nelle quali ribadivano la stima e la fiducia nel mio operato. E’ chiaro perciò che ci siamo trovati di fronte ad una strumentalizzazione dell’atto più importante della comunità. Io non posso accettare che ciò avvenga sulla testa della Comunità stessa. Il fatto è stato pertanto da me ritenuto un atto di grave sfiducia sul mio operato e le conseguenze non potevano che essere quelle delle mie dimissioni immediate ed irrevocabili.

Ritengo poi utile il passaggio elettorale perché da qualche mese i lavori di giunta e consiglio si sono bloccati recando un grave danno a tutta la Comunità. A ciò si deve aggiungere poi che nelle ultime settimane sono stato oggetto di pressioni inaccettabili da ogni dove affinché io ritiri le mie dimissioni. Nella realtà è poi anche cambiata la composizione della maggioranza in consiglio rispetto a quello che è stato il risultato elettorale. Se si aggiunge a tutto ciò la vicenda Lainati ne consegue che vi è stato un cambiamento delle priorità e dei presupposti che hanno dato vita al lavoro di questo consiglio e di questa giunta.

Le mie dimissioni, tengo a ribadirlo ancora una volta, non vogliono essere pertanto un atto irresponsabile o ricattatorio, ma anzi un atto di grande responsabilità e democrazia e che alla luce di quanto avvenuto durante questo ultimo anno dia di nuovo la parola agli elettori e tolga così i lavori del consiglio e della giunta dalle secche di questa empasse politica per il bene primo della nostra Comunità che sono sicuro tutti noi amiamo.