Il figlio “ribelle” che cosa dice? | Kolòt-Voci

Il figlio “ribelle” che cosa dice?

Il ribelle che cosa dice? «Che cos’è questo servizio per voi?», intendendo: per voi, ma non per lui! E dal momento che ha escluso se stesso dal novero della collettività, ha rinnegato uno dei fondamenti. (Haggadà di Pèsach)

Lerner-OvadiaIl comunicato Lerner, Ovadia, Della Torre: Dopo lo scandalo dell’Ospedale Israelitico di Roma, un altro caso di grave negligenza si abbatte sulla Comunità Ebraica di Milano, dal cui bilancio risultano sottratti fondi ingenti. Avvertiamo da tempo il pericolo che leadership dedite a rapporti privilegiati col potente di turno, disinvolte nell’abbinare il settarismo identitario con le pratiche clientelari, danneggino seriamente la reputazione dell’ebraismo italiano; mortificando i suoi valori fondativi e il suo pluralismo culturale.

Le autoassoluzioni frettolose decretate in nome della compattezza comunitaria non fanno altro che aggravare la situazione. Tanto più che fomentano atteggiamenti di intolleranza nei confronti di chi dissente: lo si è verificato nel gennaio scorso a Roma con l’interruzione di un pubblico dibattito.

Urge fare pulizia prima di Pasqua, come ci insegna la tradizione.

Gad Lerner, Stefano Levi Della Torre, Moni Ovadia

http://www.gadlerner.it/2014/04/06/urge-fare-le-pulizie-di-pasqua-nella-comunita-ebraica

Comunicato Stampa Comunità Ebraica di Roma

La presunta truffa ai danni della Comunità Ebraica di Milano e i presunti illeciti di alcuni medici dell’Ospedale Israelitico sono oggi all’attenzione della magistratura. Ciò è potuto avvenire solo grazie ai due Enti, che sin dalle prime avvisaglie di possibili irregolarità hanno sporto denuncia alle autorità competenti al fine di tutelarsi.

Oggi la Comunità Ebraica di Milano e l’Ospedale Israelitico, nonché la Comunità Ebraica di Roma, sono in queste vicende parti lese e attendono gli esiti del lavoro delle procure. L’unico interesse è ottenere Giustizia.

Sono invenzioni le accuse di negligenza e di leadership dedite a rapporti privilegiati. Le due Comunità Ebraiche più popolose d’Italia mantengono relazioni con tutte le Istituzioni e instaurano rapporti con le rappresentanze politiche senza distinzioni di colori nei limiti dei valori condivisi, al fine di portare un contributo costruttivo all’interno del dibattito nella società.

La Comunità è di tutti ed è aperta al dialogo esterno con tutti gli esponenti democratici. Non è solo di una parte ben identificata politicamente che su questa identità ha costruito successi professionali mal tollerando una condizione minoritaria nella gestione comunitaria democratica, tanto più in periodo di campagna elettorale.

E’ difficile digerire critiche da chi utilizza la propria identità come leva professionale. Pesach, la Pasqua Ebraica, significa “passare oltre”.

Sicuramente passeremo oltre a questa provocazione, ma è bene ricordare che in questa festa, secondo le nostre tradizioni, noi tutti, compresi i maestrini in campagna elettorale, si devono porre in una posizione di dialogo e di ascolto.