Non abbiamo visto, non abbiamo sentito | Kolòt-Voci

Non abbiamo visto, non abbiamo sentito

Sottratti probabilmente alla Comunità Ebraica di Milano alcuni milioni di euro dall’ex-direttore amministrativo a cui per anni è stata permessa la gestione esclusiva e riservata della contabilità*

Ester Moscati

MIlano Assemblea“Cari iscritti, in questi mesi, all’interno della nostra Comunità, abbiamo dovuto affrontare la scoperta di una situazione che non avremmo mai ritenuto potesse verificarsi. Nel corso degli ultimi mesi è stata infatti sottoposta a un controllo generale tutta la contabilità della Comunità, controllo che è ancora in corso ma che permette di provare fin d’ora che, approfittando della buona fede di tutti, sono stati sottratti, nel corso degli anni, alcuni milioni di euro dalle casse della Comunità, con modalità subdole e ingannevoli che si sono rivelate idonee a vanificare i controlli previsti e costantemente posti in essere da parte degli uffici.

Come Presidente e come Consiglio tutto, fermi e determinati nel voler tutelare con ogni mezzo gli interessi patrimoniali e morali della Comunità, ci siamo già mossi al fine di recuperare quanto sottratto. Inoltre, per evitare che situazioni simili possano verificarsi nuovamente negli anni a venire, il Consiglio ha già elaborato ulteriori provvedimenti al fine di rendere, qualora ve ne fosse bisogno, ancora più stringenti ed efficaci i sistemi di controllo interno.

Il momento, come potete capire, è particolarmente grave e delicato; ma siamo sicuri che la nostra Comunità è pronta a reagire con la solidarietà e la compattezza che le sono proprie”. Con queste sofferte parole, lette dal Presidente Meghnagi, si è aperta la riunione straordinaria della Comunità, la sera del 2 aprile.

La curiosità per una convocazione così inusuale e repentina ha presto lasciato spazio allo sgomento e all’indignazione nelle oltre 500 persone presenti. Il Presidente Walker Meghnagi, tramite la nostra Newsletter e un giro rapido e accorato di sms, aveva chiamato a raccolta gli iscritti per “comunicazioni urgenti relative alla gestione ordinaria della Comunità”.

Ma di ordinario c’è ben poco in quanto è successo negli uffici amministrativi della Comunità ebraica di Milano. Qualcuno, oggi sotto inchiesta da parte della magistratura, avrebbe (il condizionale è d’obbligo), per diversi anni, sottratto sistematicamente ingenti somme dalle casse della Comunità. Questa persona, Sergio Lainati, che ricopriva il ruolo di Direttore amministrativo della Comunità da molti anni, era stato licenziato nel giugno del 2013 nell’ambito di una riorganizzazione interna, volta a ridurre le spese per il personale. Il suo ruolo, non previsto dallo Statuto, era stato assorbito nei compiti del Segretario Generale.

Non c’era ancora alcun sentore di questa squallida vicenda e quindi il suo licenziamento non ha nulla a che fare con il comportamento illecito che oggi gli viene contestato. Solo nei mesi successivi del 2013 è stato possibile per il Segretario Generale della Comunità accedere ai dati contabili e amministrativi senza il filtro del dirigente licenziato. E si è reso conto di anomalie e incongruenze. Ha subito informato il presidente Meghnagi e l’assessore alle finanze Besso che, con tutto il Consiglio, hanno deciso di rivolgersi alla magistratura. Da lì è partita un’indagine interna che ha fatto il suo corso in modo riservato per diversi mesi, fino a produrre i primi risultati in queste settimane.

Tutto questo è stato spiegato nel corso della riunione dal Presidente Meghnagi che, insieme al Presidente dell’Unione Renzo Gattegna, all’assessore al bilancio della comunità Raffaele Besso e a quello dell’Ucei Noemi Di Segni, al segretario generale Alfonso Sassun, oltre agli avvocati che stanno sostenendo la Comunità in questa fase, sedeva di fronte alla platea. Una platea che ospitava anche chi, in questi anni, ha ricoperto ruoli istituzionali in Comunità: presidenti (Roberto Jarach, Leone Soued, Cobi Benatoff) assessori al bilancio, alle finanze e tributi, l’ex segretario generale Micky Sciama.

La riunione è stata convocata, anche se le indagini non sono ancora concluse, non appena l’Ucei e gli Avvocati hanno dato il via libera alla Comunità, per un dovere di trasparenza verso gli iscritti, tanto più che diversi e incontrollati rumors stavano iniziando a circolare.

Numerosi gli interventi e le domande del pubblico, con toni inevitabilmente accesi, che hanno avuto una risposta compatibile con il segreto istruttorio ancora in stretto vigore. Non tutto ancora si sa, soprattutto sui meccanismi che hanno reso possibile perseguire l’illecito per così tanto tempo, né su eventuali complicità, che però, ha detto Meghnagi, “non riguardano alcun iscritto”.

Particolarmente toccante la testimonianza della figlia di Luciano Campagnano, impiegato della Comunità che morì di crepacuore, proprio dopo essersi scontrato più volte con Lainati, nel 1992. Già all’epoca Campagnano, a quanto sembra, aveva denunciato il comportamento del direttore amministrativo, improntato ad un controllo esclusivo e personale.

Gli ex presidenti Cobi Benatoff e Roberto Jarach sono intervenuti mentre l’onorevole Emanuele Fiano ha inviato un messaggio. Costernazione, stupore, amarezza sono stati i sentimenti espressi, pur nella serenità del proprio spirito di servizio che per anni li ha visti impegnati nella Comunità. Ben 38 anni nel caso di Jarach, che ha spiegato come l’attenzione e i controlli nell’amministrazione della Comunità erano costanti, ma evidentemente aggirati con scaltrezza non immaginabile.

Il presidente Ucei Renzo Gattegna ha espresso la sua vicinanza e la piena solidarietà alla comunità di Milano ed ha offerto l’aiuto dell’Unione per tutto quanto sarà necessario.

“È importante che la Comunità sia coesa nell’affrontare questo momento” hanno più volte ribadito gli amministratori, anche perché ci sono buone possibilità di recuperare una consistente cifra dai beni del colpevole, che sono già stati oggetto di richiesta di sequestro.

È un momento in cui la Comunità deve riflettere su se stessa, migliorare le proprie strutture amministrative e di sicurezza perché sia impossibile che si ripetano in futuro fatti di questo tipo. Anche la scelta di coinvolgere la magistratura, dopo le prime verifiche di consulenti esterni, contabili e informatici, testimonia di una volontà assoluta e trasparente di andare fino in fondo, non nascondere nulla e non coprire altre eventuali responsabilità.

“Andremo avanti, recupereremo ciò che ci è stato rubato, non mollerò mai, ve lo prometto” ha concluso il Presidente Meghangi.

* Come spesso accade, anche questa volta titolo e occhiello dell’articolo sono della redazione di Kolot 🙂

http://www.mosaico-cem.it/articoli/la-comunita-violata-sapra-reagire