L’incredibile storia di Ernst Hess l’unico ebreo “salvato” da Hitler | Kolòt-Voci

L’incredibile storia di Ernst Hess l’unico ebreo “salvato” da Hitler

Dimitri Buffa

Ernst HessEsiste anche un ebreo, uno solo, e con una storia che non ha affatto un lieto fine, che venne salvato da Adolf Hitler. Si chiamava Ernst Hess, visse anche a Bolzano durante la fine degli anni ’30 ed è morto nel 1983 dopo essere stato a lungo presidente dell’authority delle ferrovie tedesche.

Perché Hitler lo avrebbe salvato? Perché fu suo commilitone, anzi il suo ufficiale di comando durante la prima guerra mondiale. E pare che il futuro Fuhrer fosse rimasto assai affezionato.

Proprio Hitler chiese a Heinrich Himmler di dire alle sue Ss di risparmiare questo “eroico ebreo tedesco”. Il “Daily mail”, che da un po’ di tempo come altri tabloid americani e inglesi sembrano essersi specializzati nel cosiddetto “historical gossip”, che oltretutto è meno pericoloso di quello di pura attualità, ha scovato alcuni suoi parenti che hanno raccontato tutta questa storia. E che hanno consegnato al giornale, ripreso poi dall’agenzia “Jewish news”, anche una lettera datata 27 agosto 1940 e firmata da Himmler in persona in cui si chiedeva esplicitamente di non dare fastidio a “questa persona” perché era il Fuhrer a chiederlo.

Per la cronaca Hess fu anche insignito di onorificenza di eroe di guerra avendo riportato ferite sia nel 1914 sia nel 1916 e sempre nel mese di ottobre. Sembra inoltre che Hitler, che durante la prima guerra mondiale non fu affatto un eroe ma anzi era violentemente preso per i fondelli dai propri commilitoni per la vigliaccheria, ci tenesse alla sua amicizia ricambiata da Hess con mirabolanti racconti, all’epoca, dell’eroismo del Fuhrer.

Poi dopo la guerra raccontò alla figlia Ursula tutta un’altra storia che si riassume con l’espressione “Hitler chi?”

Perché i commilitoni infatti lo disprezzassero.

Naturalmente, come tutte le vicende nate all’ombra del nazismo, anche questa non ebbe un lieto fine: già nel 1941, un anno dopo la lettere di Himmler, a Hess venne notificato di presentarsi nel tribunale speciale delle Ss, dove venivano molto sommariamente esaminate le posizioni degli ebrei che cercavano di evitare la deportazione, perché “si intendeva revocata la sua immunità”. Finì quindi in un campo di lavoro, non di sterminio, dove attese più o meno la fine della seconda guerra mondiale. Ben peggio andò alla sorella Berta che invece finì gassata ad Auschwitz non essendosi nascosta ai nazisti nell’illusione che l’ombrello del fratello potesse valere anche per lei. Si parlava del “gossip storico”:il “Daily” è andato a scovare in America la figlia Ursula che oggi ha 86 anni e che ha accettato di rivelare al mondo una storia sconosciuta ai più.

Nel 1936 Hess era stato costretto a lasciare il proprio posto da giudice per via delle leggi razziali e solo allora pensò di scrivere a Hitler che immediatamente si diede da fare per lui, anche perché si era convertito nel frattempo al protestantesimo, pur restando di fatto “di sangue ebraico”.

Chi l’avrebbe detto, insomma, che il compassato presidente dell’authority tedesca delle ferrovie di stato nascondesse una storia così travagliata e singolare? Da noi l’ad delle Ferrovie dello stato, che nei giorni scorsi è balzato ai disonori della cronaca per la propria difesa strenua di un salario da circa 900 mila euro l’anno, ha avuto una vita molto più piatta: era un sindacalista della Cgil e come tale ha fatto tutta la carriera interna supportato prima dal Pci, poi dal Pds, poi da Ds e infine dal Pd.

http://www.clandestinoweb.com/number-news/143580-lincredibile-storia-di-ernst-hess-lunico-ebreo-salvato-da-hitler/