L’inclusività che esclude… le mitzvòt | Kolòt-Voci

L’inclusività che esclude… le mitzvòt

Una risposta all’articolo Mamma, li riformati

Donato Grosser

GrosserL’articolo sul gruppo riformato Beth Hillel di Roma cita il fatto che “Nel mondo, specie negli Stati Uniti esistono invece molti gruppi riformisti che interpretano le norme religiose alla luce dei tempi”. Abitando negli Stati Uniti da oltre 40 anni ho visto i cambiamenti ai quali è stato soggetto il movimento “Reform” nel paese e le relative conseguenze.

Diversi anni fa i “Reform” in America hanno inventato la trasmissione dell’ebraismo per via patrilineare annullando così la mizvà della Torà che è ebreo solo chi è nato da madre ebrea o che si è convertito accettando le mizvot. Decimati dai matrimoni misti che stavano distruggendo le loro comunità, i “rabbini” Reform, decisero di cambiare le regole del gioco. Così oggi questa setta è composta in grande percentuale, e forse addirittura per una maggioranza, da non ebrei.

La setta della Riforma ebraica nacque in Germania circa 150 anni fa. I fondatori erano ebrei che volevano assimilarsi per avere un più facile accesso nella società dei gentili. Se i non ebrei erano “tedeschi di fede protestante”, gli ebrei erano “tedeschi di fede mosaica”. Nel giro di due generazioni gli aderenti alla riforma erano quasi tutti diventati cristiani. Un movimento come quello Reform che cambia le regole a piacimento, è un sentiero verso l’assimilazione totale. Nel 1954 Rav Joseph Dov Soloveitchik zz”l, uno dei più grandi talmudisti e filosofi ebrei del Novecento, scrisse:

Che cosa unisce l’acquaiolo yemenita di Tel Aviv agli ebrei di Boston? ….lo Shema Israel, lo Shabbat, la Kashruth, i Tefillin, la speranza e l’attesa della redenzione. In altre parole una testimonianza collettiva. Non c’è bisogno di dire che l’ebreo che cancella dalla sua memoria questa grande testimonianza e distrugge quest’unica tradizione collettiva, rompe il legame che lo unisce con la comunità ebraica, come congregazione ed entità spirituale … la differenza tra Ortodossia ed Ebraismo Reform è molto più grande di quella che separò Farisei e Sadducei durante il periodo del Secondo santuario e Caraiti e Tradizionalisti nell’era dei Gheonim.

I Sadducei sono spariti e cosi pure i Caraiti. Lo stesso si può prevedere che avverrà per i Reform.

Gli ebrei italiani ai quali sta a cuore il loro ebraismo e quello dei loro figli faranno bene a stare lontani da questi falsari. Non si progredisce come ebrei “annacquando il vino”. Il progresso lo si persegue imparando ad essere testimoni della parola divina e cercando di migliorare il mondo con il nostro esempio. Per questo bisogna studiare Torà e approfondirne gli insegnamenti rivolgendosi a Maestri che tramandano senza compromessi l’insegnamento del Sinai.

In America i Reform fanno matrimoni misti alla presenza di preti o di bonzi buddisti e fanno matrimoni tra omosessuali. Tutto è diventato permesso. Non si parla dei “Doveri dell’uomo” ma dei diritti di fare quello che piace. I nostri Maestri ci insegnano che la stessa “legge” imperava a Sodoma e Gomorra.

Gli aderenti al gruppo Beth Hillel si denominano “riformati” come coloro che si facevano riformare per non dover fare il servizio militare. Ora si vogliono far riformare per non dover osservare le regole della Torà.

New York

L’inserto “Riforma e Ortodossia” di Alef-Dac del febbraio-marzo 1984