Lettera aperta a Kolòt | Kolòt-Voci

Lettera aperta a Kolòt

Riceviamo e volentieri pubblichiamo (ops, questa vale come aggiunta?). Risposta sotto.

Michael Ascoli

Caro David,

Spero tu pubblicherai quanto segue in versione integrale e senza cappelli. Per prima cosa mi chiedo perche’ accusare chi come me ha firmato l’appello di essere ‘rimasto a casa’: su cosa basi il giudizio sull’impegno civile di ognuno di noi?

Ma soprattutto il titolo e’ sbalorditivo! Non conosco la tua storia personale, ma come ebreo e come italiano il mio debito nei confronti dei partigiani, rossi o di altro colore, e’ immenso e davvero non mi capacito di come a un ebreo possa venire di usare la parola partigiano come epiteto negativo!

Fatta questa premessa, veniamo al merito della questione e ai punti che mi sembra necessario chiarire:

1- L’appello non contiene nulla di personale contro Sharon Nizza. Chi voglia dimostrare il contrario si assuma l’onere della prova

2- Vi sono delle considerazioni tattiche (conviene votarla / e’ un boomerang), che possono essere o meno condivise, ma che non dovrebbero in alcun modo fare scandalo

3- Vi e’ una considerazione sostanziale che mi sembra essere il nodo della questione: su quali basi e’ opportuno che un ebreo voti? Sulla base di chi si suppone maggiormente favorisca gli interessi israeliani, o degli ebrei italiani, oppure scegliendo chi si ritiene maggiormente in grado di interpretare e diffondere valori che rispecchiano una visione del mondo che sia in accordo allo spirito ebraico di “letaqqen ‘olam bemalchut Shaddai”, di aiutare cioe’ lo stabilirsi nel mondodello spirito dell’Onnipotente? La questione non e’ astratta per niente: la politica delinea giorno per giorno l’aspetto della societa’ in modo pratico e sostanziale. Non pretendo di sancire in modo incontrovertibile chi meglio risponda a questo compito importantissimo, ma pretendo di sancire che non basta dichiararsi a favore di Israele per esserlo. E poi, cosa significa “a favore di Israele”? Risparmiamo la facile ironia del “a braccetto con Hezbollah”, giacche’ se dovessimo guardare a chi non e’ mai andato a braccetto con qualche “sonè” faremmo forse meglio a tenerci lontani dalle urne. Poniamoci invece la questione in tutta la sua rilevanza, pur nei pesanti limiti di quella che conosciamo essere la misera realta’ della politica e apriamoci pure a un dibattito sull’argomento. Fra persone in grado di parlare rispettandosi e tramite canali che siano capaci di indirizzare in tal senso, come spero il tuo voglia essere.

Un cordiale shalom, Michael Ascoli

Rispostina

Caro Michael,

1) “Rimasti a casa” Dov’è il candidato della sinistra sionista israeliana? Nessuno l’ha visto, quindi deve essere per forza “a casa”. È per questo che invece di lanciare un appello a votare, per esempio, per quell’ipotetico candidato PD, un bel gruppo di italkim è stato costretto a sottoscrivere un appello contro Sharon Nizza che si presenta per il PDL.

2) Vorrei rassicurarti. La mia storia è simile alla tua e a migliaia di ebrei italiani che sono debitori ai partigiani rossi (e non) per aver contribuito a liberare l’Italia dal nazifascismo. Che venga letto come epiteto negativo è grave. Se proprio avessi voluto usare un epiteto negativo avrei scritto “stalinisti”, ma non credo che lo siate. Purtroppo però l’era dei partigiani è finita. Nel frattempo in Italia c’è il brutto maggioritario che impone comunque delle pessime scelte di campo.

3) Riguardo il dubbio se il vostro appello sia o meno contro Sharon: che l’onere della prova sia a carico di chi lo sostiene è una tesi ormai po’ debole, vista la protesta vigorosa contro il vostro appello proveniente da tutte le direzioni politiche, sinistra compresa.

4) Sull’ultimo punto (3) che sollevi non ho risposte (e forse non le hai nemmeno tu). Su quali motivazioni si può basare il voto “ebraico”? Israele? Antifascismo? Comportamenti morali? Tikkun Olam? Credo che ognuno di noi dia risposte diverse a questa domanda. E soprattutto risposte diverse in momenti diversi. Con il vostro appello avete invece dato l’impressione manichea che tutti i cattivi stiano da un parte e tutti i buoni dall’altra. Se si aprisse invece un vero dibattito sulla questione Kolot è sempre aperta a tutti gli interventi. Quando cominciamo?

David Piazza