La sofferenza della madre Sara | Kolòt-Voci

La sofferenza della madre Sara

Il dolore che inizia dal racconto biblico e che è continuato per tutta la storia del popolo ebraico

Alfredo Mordechai Rabello

La vicinanza del racconto dell’Akedat Izchak (legatura di Isacco) e di quello della morte di Sarà la mamma di Izchak, ha destato l’attenzione dei nostri più fini commentatori, ad incominciare dal Midrash e da Rashì: avendo appreso che suo figlio era stato quasi sacrificato, la sua anima si allontanò e lei morì; poeti quali Jehudà Samuel Abbas avvertiranno anche loro la tragedia: “Annunziate a mia madre (gridava Isacco) che la sua gioia è sparita, che il figlio da lei partorito a novanta anni fu preda del fuoco e del coltello, dove si troverà chi possa confortarla? La mia più grande angustia, mamma mia, è per il tuo pianto e per il tuo dolore.” (traduzione di Rav Dario Disegni zl. la cui figlia mori` nella Shoà).

Nel suo discorso sulla Parasha`, tenuto in Polonia nel periodo della Shoà (1940), l’Admor di Piassecena, Rabbì Kalonimos Kalamish Shapira (1889-1943) si sofferma sul valore espiatorio delle sofferenze che però, spiegava, debbono essere limitate; Sarà infatti si sarebbe rivolta al Signore facendo appunto presente che non aveva potuto sopportare un dolore così grande e che quindi era morta, nonostante che fosse una zaddikà, “ed a maggior ragione noi” che anche se rimaniamo in vita non viviamo più una vita razionale ed affettiva come prima, “onde abbia il Signore pietà per noi e per tutto Israel e ci salvi con spiritualità e grande misericordia”.

Non c’è che dire: è un pianto ed un dolore che non ci hanno lasciato durante la nostra storia, sotto nessuno dei cieli, ma la Parashà ci dà anche la possibilità di consolazione; secondo la spiegazione dello Sforno (che si rifà a T.B., Jomà 38 b) Sarà è morta dopo la nascita di Rivkà venendo a sottolineare che uno Zaddik non si separa da questo mondo se non dopo che è nato un altro Zaddik come lui: “Izchak condusse Rivkà nella tenda di Sarà sua madre, la prese per moglie e l’amò; si confortò così dopo la morte di sua madre” (24:67) e Rivkà prese in tutto il posto di Sarà, fonte di pace domestica e di benedizione, permettendo così di continuare il cammino iniziato da Avraham e Sarà.

Jerushalaim