Il sindaco ebreo che fece scalpore | Kolòt-Voci

Il sindaco ebreo che fece scalpore

Di lui sappiamo che aveva 48 anni essendo nato a Torino nel 1808 (morì a Nichelino nel 1887). Di come fosse approdato alla poltrona di primo cittadino mancano notizie precise, tenuto conto che il sistema elettorale di allora era piuttosto diverso da quello attuale. Nel Regno di Sardegna la legge elettorale, varata da Re Carlo Alberto nel 1848, stabiliva che potessero votare i maschi di età superiore ai 25 anni, che sapessero leggere e scrivere e che pagassero un tributo di almeno 40 lire (… in quei tempi somma non indifferente). Potevano votare, indipendentemente dal censo, anche i magistrati, i professori e gli ufficiali. Gli aventi diritto al voto comunque erano meno del 2% della popolazione e dunque nel caso di Nichelino gli elettori si potevano tranquillamente contare sulle dita di una mano. La nomina di Giuseppe Colombo comunque fece un certo scalpore. Per un particolare. Era ebreo.

La notizia dell’insediamento del nuovo sindaco in questo “paesello sulla strada ferrata tra Torino e Pinerolo” venne salutata con soddisfazione ed orgoglio dalla comunità ebraica che, in Piemonte come altrove, aveva sempre avuto vita difficile. Colombo fu molto probabilmente il primo sindaco ebreo nel Regno Sabaudo e ricoprì la carica per oltre dieci anni.

Nel 1859 “L’educatore israelita”, il primo giornale ebraico pubblicato in Italia, descrive questo singolare quadretto del sindaco che accoglie il nuovo parroco di Nichelino in Municipio. Vale la pena riportarlo nell’originale prosa ottocentesca, un po’ ampollosa ma efficace: “Il sig. Giuseppe Colombo, persona assai autorevole per ingegno, ricchezza e cuore, assistette ultimamente come Sin­daco di Nichelino all’accoglienza fatta dal Municipio, dal Conte di Nichelino e dalle Autorità locali al nuovo Parroco di quel borgo, reverendo sig. Pietro Mìlone Dottore in Teologia. Nell’ingresso della città il Sindaco Israelita rivolse al Parroco Cattolico un discorso in cui raccomandava caldamente al novello Pastore i vecchi, gl’infermi e gli orfani del Comune, ed incoraggiandolo a dar opera che l’istruzione sempre meglio si radicasse nel popolo. Il Parroco rispose a quest’allocuzione promettendo di far quanto da lui dipendesse per corrispondere alle brame di sì esimio personaggio”.

Il comitato di accoglienza “terminata l’ufficiatura” festeggiò con una bella tavolata. Insieme al Sindaco “raccolti a banchetto dal Parroco” c’erano “i nobili e maggiorenti del Comune e 18 tra Preti e Canonici, fra cui alcuni decorati Cavalieri. Il Sindaco Israelita fu lo scopo di tutte le gentilezze e del Parroco e della comitiva, dando così un nobile esempio di fratellanza, di stima e di amore che bramiamo sia da tutti imitato”.

Qualche tempo dopo un altro giornale ebraico, “Il vessillo israelitico”, ritornò sull’episodio: “Nel piccolo paese a piè delle Alpi, e più precisamente a Nichelino, provincia di Torino, venne, alcuni anni or sono, eletto a Sindaco il signor Giuseppe Colombo: un uomo, vi posso accertare, che sapeva tenere il suo posto e … far valere i suoi diritti bensì con cortesia di modi, ma con tenacia di proposito. Fu allora nominato un nuovo Parroco e fu l’Ebreo che lo installò e non cadde il mondo: anzi Parroco e Sindaco vissero sempre nella più perfetta armonia”.

Dalla collaborazione tra i due prese avvio un’opera destinata a durare nel tempo: la Scuola Materna San Matteo, che oggi è la più antica istituzione educativa nichelinese. Il 24 novembre 1861, sotto la presidenza del sindaco Colombo, si svolse nella Sala delle Adunanze comunali la seduta che deliberò l’“erezione di un giardino d’infanzia”. Si parlò della nomina di una commissione per la compilazione del regolamento e della scelta della sede. Il pievano don Milone ringraziò il sindaco per “la saggia deliberazione del Consiglio Comunale a favore della popolazione nichelinese” ed offrì per la “spesa delle minestre, da distribuirsi ai bimbi poveri lire 500 pagabili a rate nei primi tre anni in cui sarà attuata la desideratissima istituzione”. L’asilo aprì i battenti nel 1866 in un locale della parrocchia in via Stupinigi.

Giuseppe Colombo a Nichelino fu il primo sindaco ebreo, ma non il solo. Dopo qualche decennio infatti sedette sulla poltrona di primo cittadino Emanuele Segre. Nuovo proprietario del castello e della grande tenuta agricola degli estinti Conti Occelli, per quanto è dato sapere lasciò anch’egli un buon ricordo. Tant’è che gli fu intitolata una via e – unico, almeno finora, tra gli ex sindaci – ebbe l’onore di un busto in bronzo alla memoria, collocato sullo scalone del Municipio. Con tanto di dedica: “La popolazione di Nichelino a Emanuele Segre”.