Non toccate i miei unti | Kolòt-Voci

Non toccate i miei unti

Come prevedibile la nota di ieri di rav Della Rocca ha suscitato un vespaio. Qualche contro-accusa, qualche riflessione. Per chi non visita il sito di Kolot eccone alcune dopo il comunicato ufficiale del movimento.

Una risposta a Rav Della Rocca. Il movimento giovanile Hashomer Hatzair si basa su principi di rispetto, tolleranza e dialogo. In quanto tale sta creando uno spazio unico per giovani Ebrei con differenti prospettive sull’Ebraismo. Il movimento Hashomer Hatzair permette ai suoi membri di sentirsi a proprio agio con la loro identità Ebraica e sionista, e di esprimerla liberamente tra I propri compagni. Il movimento non discrimina altre visioni, anche quando sono in completo disaccordo con le sue. Infatti, molti dei nostri membri sarebbero stati persi dalla comunità ebraica italiana se non fosse stato per le attività in ken.

L’ebraismo dell’Hashomer Hatzair è laico, culturale, liberale, umanista. Si è radicato nella nostra tradizione, ma noi ci sentiamo liberi di interpretarlo e adattarlo al nostro mondo che cambia, come ha sempre fatto il popolo Ebraico. L’ebraismo dell’Hashomer Hatzair è collegato a Beit Hilel, accettare il fatto che anche se non siamo tutti uguali, la nostra cultura Ebraica, tradizioni e valori ci collegano. Questo permette a ciascuno di noi di trovare la propria strada nell’ebraismo.

Pertanto, siamo rimasti sorpresi nel leggere l’articolo di Rav Della Rocca nell’ultima pubblicazione dell’ “Unione Informa”. È molto probabile che ci si stata confusione tra il Movimento giovanile e l’attività di un gruppo indipendente di ex-shomrim, vogliosi di incontrarsi per sopperire alla nostalgia. L’attività non è stata organizzata dal movimento giovanili Hashomer Hatzair; Infatti, durante la preparazione delle nostre attività siamo motlo attenti a rispettare I nostri Chaverim religiosi, come quelli esterni al Movimento.

Ci è dispiaciuto che alcune persone si siano sentite offese. Avremmo preferito che le persone coinvolte ci avessero chiesto un chiarimento prima di pubblicare informazioni errate. Noi siamo sempre qui, aperti al dialogo e discussione, pronti a lottare insieme per trovare le risposte ed entusiasti di imparare nuove cose.

Gilad Peled – Shaliach Hashomer Hatzair Roma

Karin Reingewertz – Shlicha Hashomer Hatzair Milano


Sandro Di Porto

..buongiorno a tutti…mi permetto di intervenire quale vecchio attivista dell’ HH e oggi shomer shabbat, cittadino israeliano che vive a Gerusalemme the circa 18 anni. Purtroppo il conflitto religione – movimento e’ un problema di vecchia data che c’e’ sempre stato e che ha accompagnato la crescita del movimento col passare degli anni. Non credo che bisogna interpretare la lettera del carissimo Rav Roberto Della Rocca con la voglia di mettere in dubbio l’identita’ ebraica ed il sionismo insegnato in Ken, ma semplicemente dare lo spunto ancora una volta per cercare di trovare la via del compromesso che porterebbe soltanto guadagno all’immagine dell’HH e una sensazione di maggior “Comfort” a chi e’ piu’ osservante. Carissimi amici, Luciano, Umberto ecc.. non meno di un anno fa’ e’ stato organizzato un incontro-picnic di riim…

Umberto Lascar

Caro vecchio amico Rav Della Rocca

spero che tu abbia letto la risposta ufficiale dell’H.H. di Roma e che ti abbia pienamente soddisfatto.

Al di la di questo desidero sottolinerae quanto segue:

So che a Roma ultimamente ci sono elementi disinformati (per non fare commenti più pesanti e salaci) che asseriscono che l’H.H. è “contro Israele” e sciocchezze ed assurdità del genere. L’H.H. non solo ha contribuito alla costruzione dello Sato di israele, non solo è il più grande movimento giovanile ebraico mondiale, non solo si è modificato in maniera sostanziale per far convivere ragazzi religiosi senza problemi alle proprie attività ma è anche il movimento che ha portato più alioth negli ultimi due o tre decenni di qualunque altro (per quanto ne sappia io) e trovo incredibile ed inconcepibile che Voi Rabbini non vi ergiate con forza e detrminazione a difendere questa attività straordinaria contro chi cerca di affossarla e denigrarla con ogni mezzo.

Un abbaccio Umberto Lascar

Irit Zfati · Blich Ramat Gan

גלעד כל הכבוד! אנחנו איתך לאורך כל הדרך!

Alberto Grunstein

Caro Rav,

Non sono religioso, ma ho un radicato senso del mio ebraismo, ebraismo che a quanto pare non e’ riconosciuto come tale the Lei, anzi caro Rav Della Roccca, Lei chiaramente sostiene che di ebraismo ne esiste uno solo, il Suo. Ebbene sono piu’ di 30 anni che non ci vediamo e prima che Lei diventasse Rav e’ stato studente alla scuola ebraica assieme a me. C’erano allora delle ore dedicate all’educazione civica, dedicate anche alle definizioni di pluralismo. Forse era assente? O forse, come molti altri ne sottovalutava o addirittura ignorava l’importanza.

Le copio di paro passo la definizione di pluralismo della Wikipedia:

il termine pluralismo si riferisce a una struttura di interazioni nella quale I diversi gruppi si mostrano rispetto e tolleranza reciproci, vivendo ed interagendo in maniera pacifica, senza conflitti e senza prevaricazioni (e, soprattutto, senza che nessuno tenti di assimilare l’altro)…

Il pluralismo, infine, nega l’esistenza di una verità universale ed oggettiva, e pertanto viene spesso ritenuto un pericolo per certe verità, tipicamente (ma non soltanto) quelle religiose. È chiaro che, mentre il pluralismo tenta di armonizzare (senza assimilazioni e senza negare le differenze) posizioni diverse,…l’irrigidimento fanatico su una delle due non può che portare ad un conflitto (cosa che il pluralismo cerca appunto di evitare).

Il suo intervento e’ purtroppo un esempio assai tipico di come una parte dell’ebraismo usa gli strumenti e il linguaggio democratico a suo favore per imporre il proprio punto di vista in nome di un pluralismo che alla radice non esiste. Lei come molti altri ebrei sostiene di possedere, professare e vivere “una verità universale ed oggettiva”, che e’ per Lei ovviamente anche l’unica verita’ alla quale tutti gli altri ebrei debbono assimilarsi.

In riguardo al suo accenno al “Grande Vecchio”, David Ben Gurion, sono 29 anni che ho lasciato Roma e vivo in Israele e le posso assicurare che nell’ebraismo israeliano “composto the tante persone che accampano sempre più sfacciatamente presunti diritti e calpestano I propri doveri” lo status quo stabilito the Ben Gurion e’ solo un vago ricordo.

i partiti religiosi, e in particolare I partiti dei “haridim” sono the almeno venti anni a questa parte indispensabili per la formazione del governo; ne risulta che questo 8% della popolazione impone leggi che risultano in un chiaro “esempio di settarismo e discriminazione” ed in un chiaro abuso del ” rispetto per la dignità e le scelte di ognuno.” Mi riferisco tra l’altro all’esenzione del servizio militare, al sussidio di “studenti” inesistenti, a mezzi pubblici e addirittura strade in cui e’ applicata la separazione tra uomini e donne, considerate e trattate come esseri inferiori.

La realta’ e’ che posizioni come la Sua sono insostenibili in qualsiasi discorso democratico e pluralista, ma la politica e il potere hanno corrotto l’ebraismo israeliano e probabilmente non solo quello, danneggiando l’essenza dell’ebraismo in maniera profonda.

Posizioni come la Sua sono alla base di una scissione vera e propria all’interno dell’ebraismo.

Luciano Assin

Caro Rav, ho appena letto il suo articolo e ne sono rimasto profondamente deluso. Deluso perche’ cerca di strumentalizzare un episodio marginale per poter esporre l’Hashomer Hatzair in una luce negativa. Forse lei ha dimenticato che l”HH e’ l’unico movimento sionista in Italia in grado di dare una risposta a tutta quella parte della gioventu’ ebraica che ha un approccio laico con l’ebraismo e che senza un simile punto di riferimento probabilmente non avrebbero nessun punto di collegamento con la comunita’ ebraica. L’HH e’ un movimento laico per definizione e per ideologia e non lo ha mai nascosto, eppure nei suoi campeggi si fanno degli enormi sforzi per conciliare le esigenze di chi rispetta parte delle mizvot, proprio in nome della tolleranza e del pluralismo a lei tanto cari. Valori che mi lasci dire, sono sempre piu’ rari nella popolazione religiosa in Israele. Non riesco proprio a concepire come non sia conscio dell’enorme contributo che il movimento Hashomer Hazair abbia dato in seno all’ebraismo italiano e di come sia stato in grado do formare una buona parte dei quadri dirigenziali delle Comunita’ Ebraiche. I problemi dell’ebraismo italiano sono molto piu’ gravi di aver voluto organizzare una gita di Sabato invece che di Domenica e ho la netta impressione come si dice in ebraico, che lei stia cercando la moneta cadutale sotto il lampione.

Daniela Ovadia

Grazie Luciano, stavomeditando di scrivere qualcosa su questa lettera. Conosco molto bene rav Della Rocca e lo reputo persona molto intelligente e sensibile, ma in questo caso non sono proprio d’accordo con quanto ha scritto e gliel’ho anche detto. E non credo che abbia nulla contro l’HH in sé, per rispondere ad alcuni dei tuoi dubbi. Così come sono certa che se gli organizzatori della gita avessero saputo del dispiacere di qualcuno, avrebbero spostato alla domenica: semplicemente non ci hanno pensato perché all’HH non era mai stato un problema in precedenza. Quando ho detto questo a rav Della Rocca mi ha risposto come un rav deve rispondere, cioè che un ebreo non deve chiedere che sia rispettato lo shabbat. E invece dipende. In un movimento laico, si parte dall’idea nazionale di di popolo ebraico, non da quella religiosa. E la baseline non è il rispetto delle mitzvot. Questo non vuol dire che se c’è qualcuno che ha delle difficoltà per questo, e se si può fare qualcosa per non escluderlo, non si faccia di tutto per venirgli incontro. Oggi ai campeggi si mangia carne kasher, ai nostri tempi, come ben sai, non ci passava nemmeno per l’anticamera del cervello. Il problema va molto oltre questo banale episodio: sta nel riconoscere l’esistenza di un ebraismo che prescinde dalle mitzvot e che affonda le sue radici nel sionismo laico e nel socialismo (qualcuno ricorda la storia dell’oppio dei popoli?). Ora, io sono ceratmente cambiata negli anni, mi sono avvicinata anche agli aspetti religiosi, sto studiando, ma non significa che non sia in grado di riconoscere l’esistenza di una scala di valori diversa e nondimeno ebraica. Non è facile far accettare a chi vede l’ebraismo come un monolite, in cui religione e nazione si compenetrano strettamente, l’idea che si può essere ebrei senza che vi sia la religione ebraica. Anzi, diciamo che è il succo dei problemi che viviamo tutti i giorni nelle nostre comunità.

Luciano Assin

Ciao Daniela Ovadia non conoscendo di persona rav Della Rocca non ho niente di personale nei suoi confronti e ti saro’ grato se glielo spiegherai a voce. La cosa che mi ha dato molto fastidio e’ stata l’aver criticato la mancanza di valori come la tolleranza e del pluralismo all’interno dell”HH. Da quando vivo in Israele sono molto piu’ sensibile a tutti i tentativi di limitare la liberta’ individuale di ognuno di noi in nome del rispetto dell’halacha’ e questa e’ la ragione per cui il mio intervento possa sembrare esagerato. Non ti preoccupare sono rimasto il magico Califfo di sempre

Corrado Gramegna · Verona

Personalmente mi sento di dire che non mi sono mai sentito tanto legato alla comunita’ ebraica come il periodo che ho passato nell’ HH.