Chi è gradito agli uomini, è gradito anche a Dio | Kolòt-Voci

Chi è gradito agli uomini, è gradito anche a Dio

Col digiuno di Tishà Beàv che inizia sabato sera si conclude il periodo luttuoso estivo.

Alfredo Mordechai Rabello 

Alla domanda del popolo di cosa si debba dare al Signore per espiazione, viene la risposta divina per bocca del Profeta Michà (6,8): “Uomo, il Signore ti ha detto che cosa è bene e che cosa Egli richiede da te se non che tu operi con giustizia (‘asot mishpat), ami la bontà (ahavat chesed) e proceda umilmente con il tuo D-o”. Splendida introduzione alle tre settimane di lutto ed al digiuno del 9 di av…: l’insegnamento è universale ed  i nostri Maestri non lasciano posto a dubbi: “non è detto: Cohen, Levì, Israel, ma adam, uomo; hai appreso che anche il non ebreo” è tenuto a fare il bene e ne è per questo ricompensato (Sifrà; TB Bava Kamà 38a).

Non vi è dubbio che operare con giustizia e amare la bontà si riferiscono a mizvot che riguardano i nostri doveri verso il prossimo; dobbiamo essere sensibili ad osservare rapporti socievoli giusti e corretti, dobbiamo essere pronti a fare azioni buone verso il nostro prossimo, come insegnava Rabbì Chanina ben Dosa: “chi ha la benevolenza degli uomini, ha certo anche quella di D-o” (Avot, 3,13): l’amore fra le creature è gradito a  D-o.

La terza richiesta sembra potersi riferire al servizio divino e al compimento delle mizvot, senza orgoglio e senza metterci in mostra: “È gloria di D-o tener celate molte cose” (Proverbi 25,2) e forse questo è il senso semplice (peshat) del versetto, ma anche qui i Maestri ci insegnano che ci si riferisce a mizvot sui rapporti con il prossimo, e precisamente alla sepoltura di un morto ed allo sposalizio di una sposa (TB Succa,49b, Maccot 24a); il tutto fatto con grande modestia e pudore, senza vantatarsene.   Finché tu sei con Lui con umiltà, Egli sarà con te (Midrash Eliahu Rabba 26).

A chi ci si riferisce? La Pesikta (Lekach tov, Lech lechà) lo riferisce ad Avraham avinu; Hirsh spiegherà che la prima richiesta si riferisce a Mosè, la seconda ad Aronne e la terza a Miriam.

Quanto è importante la mizvà del chesed, misericordia, verso le creature; il chesed è un attributo divino: “Rendete omaggio al Signore poichè è buono, che la Sua misericordia è eterna… Colui che dà il cibo ad ogni creatura, che la Sua misericordia è eterna.(Salmo 136). Spiega l’Alshech che anche chi non ha la possibilità di donare, deve amare il chesed, deve cercare di convincere chi può dare a dare, per permettere così di raggiungere lo scopo.

Il Chafez Chaim (R. Israel Meir Kagan, 1838-1933) ha scritto un trattato intero dal titolo Ahavat Chesed  per insegnarci le regole per adempiere come si deve questa cara Mizvà, così centrale nei nostri rapporti con il prossimo, nei nostri sforzi di migliorare la giustizia sociale nella nostra società, nei nostri tentativi di andare nelle Sue vie, nelle vie di Colui il cui Chesed è eterno…ed alla fine del libro vi è l’insegnamento di amare anche i malvagi in quanto abbiamo anche noi una responsabilità per non essere stati capaci di farli tornare sulla buona via (cfr. Chazon Ish, Joré Deà).

Jerushalaim

In memoria di mia suocera, Adele Chava Bechar in Lipshitz morta a Jerushalaim il 5 av 5772