Il lamento del Presidente | Kolòt-Voci

Il lamento del Presidente

La lettera del Presidente agli ebrei di Milano dopo la caduta del Consiglio. Considerazioni personali e politiche di una vittima eccellente del limite imposto dall’Ucei

Roberto Jarach

E’ con grande tristezza e rammarico per non poter portare a compimento l’impegno assunto con l’elettorato – unitamente ai Consiglieri della lista KEN ed Avram Hason – per il rilancio ed il risanamento della Comunità che mi rivolgo oggi a tutti gli iscritti ed a tutti gli ebrei di Milano. L’applicazione mista del vecchio e del nuovo Statuto dell’UCEI fa sì che il Consiglio, nel quale l’elettorato aveva assegnato la maggioranza assoluta dei posti alla lista KEN, sia decaduto in base alla previsione dell’art. 13 comma 2, avendo rassegnato le dimissioni 7 dei Consiglieri originariamente eletti, e che io, assieme ad altri 6 consiglieri uscenti, non possa essere rieletto per aver cumulato più di 3 mandati consecutivi (novità introdotta in Statuto nel Congresso UCEI del 2010).

Terminerà così, il 10/06/12, la mia lunga militanza al servizio della Comunità dove ho ricoperto la carica di Consigliere per oltre 32 anni, ricoprendo la carica di Vicepresidente per 12 anni e quella di Presidente per 6.

Ho dedicato una gran parte del “tempo libero” ad un ideale in cui credo fermamente: il futuro di una Comunità “inclusiva” e vitale, apprezzata sul territorio e vista come riferimento da tutte le altre “minoranze” per l’esempio di etica e di moralità, derivate dalla ricchezza dell’insegnamento della Torah.

E’ per questo ideale che ho cercato di mettere a disposizione della Comunità le mie competenze e le mie capacità, senza alcuna aspettativa di riconoscenza, convinto che chiunque abbia un potenziale che possa arrecare beneficio ad una istituzione come la Comunità ha il dovere di sacrificarsi mettendosi al servizio della cosa comune, nel più vero e schietto significato del volontariato.

Con questo spirito ho condiviso candidature in liste “laiche” e “religiose”, accettando etichette e pregiudizi, cercando solo la possibilità di agire per il rafforzamento dell’istituzione e l’aumento di efficienza per la soddisfazione delle esigenze di tutti gli ebrei sul territorio.

Ho seguito la scuola per oltre 10 anni durante i cambiamenti di diverse riforme, riuscendo sempre a conservare l’immagine di prestigio che i Presidi Schaumann e Sereni le avevano fatto raggiungere.

Ho gestito il personale risolvendo casi difficili e trattative sindacali impegnative senza mai dover ricorrere a strumenti legali e senza inasprire inutilmente le situazioni.

Ho gestito sin dall’inizio della mia attività di Consigliere gli aspetti gestionali e di bilancio contribuendo a creare la struttura del modello ancora oggi utilizzato.

Spero che ciò cui ho contribuito in questi anni possa essere utile anche in futuro a nuovi consiglieri e nuovi presidenti, che auspico sappiano avere una visione aperta e sappiano superare tutti gli ostacoli ed i pregiudizi dei quali mi sono sentito gravato negli ultimi anni.

Lascio con il grande rammarico di aver subito ingiusti ed infondati attacchi da una “opposizione” barricata su falsi preconcetti di inesistenti attacchi al rabbinato, sorda agli appelli di chi realmente ha problemi per particolari situazioni famigliari.

Rammarico perché tra chi ha determinato la caduta del Consiglio vi è chi ha avuto percentuali di presenza in Consiglio inferiori al 25%, vi è chi non ha partecipato a nessuna attività costruttiva, vi è chi non ha mai sottoposto un progetto alternativo serio alle proposte del gruppo di governo, vi è chi ha fatto battaglie per interessi famigliari o personali.

Ed infine vi è chi ha fomentato contrapposizioni con documenti zeppi di falsità e ingiurie che rendevano il clima sempre più teso e precludevano ogni possibilità di sereno confronto e di ricerca di accordi.

Mi addolora invece non aver avuto alcun sostegno da un Rabbinato silenzioso, disponibile all’ascolto ma assente in interventi di mediazione e di riavvicinamento, che avrebbero probabilmente evitato il trauma di elezioni anticipate, che bene non fanno ad una Comunità già “sofferente”. Il documento sul quale si è materializzata la rottura finale era incentrato su due punti inaccettabili che riguardavano il Rabbinato: la richiesta di sostituzione dell’Assessore al Culto, democraticamente eletto, e la trasformazione del contratto a tempo parziale del coordinatore del Beth Hamidrash in contratto a tempo pieno indeterminato, non sostenibile nel Bilancio Preventivo.

Nel prossimo mese e mezzo, che ci separa dalle elezioni indette per il 10/6/12, proseguiremo il lavoro quotidiano per chiudere nel migliore dei modi il mandato. Resterà incompiuto il risanamento economico ed alcuni risultati già raggiunti non potranno essere evidenziati: alla Giunta da me presieduta resta la soddisfazione e la convinzione di aver fatto tutto il possibile per rispettare gli impegni presi con gli elettori.

A solo titolo esemplificativo segnalo che il patrimonio immobiliare, dopo 5 vendite per un totale di 3,25 milioni di euro, con plusvalenze per oltre 2,7 milioni, è passato da 16,8 a 17,8 milioni; il debito INPDAP è stato completamente estinto ed i pagamenti correnti avvengono con regolarità, l’indebitamento a breve al 15/4 ammonta a circa 4 milioni con affidamenti per 4,368 mila euro.

Ci resterà per sempre la soddisfazione per le scelte fatte a favore dei movimenti giovanili che ha visto nella collaborazione stretta dei diversi gruppi, pur nella salvaguardia dei propri valori fondanti, la base per un successo di partecipazione e di risultati mai riscontrati negli anni precedenti.

Ringrazio tutti coloro che hanno collaborato con me, in tanti anni, con professionalità e dedizione ed auguro a tutti i dipendenti della Comuntià un futuro di grandi soddisfazioni professionali, sempre però con il primario obiettivo del progresso della Comunità in tutti i sensi.

Ringrazio poi tutti gli enti ed istituzioni, collegati o esterni alla Comunità, per le eccezionali realizzazioni fatte insieme, con l’auspicio o l’augurio che tutti i legami si rafforzino e gli sforzi comuni in favore dell’ebraismo siano sempre improntati alla massima collaborazione.

Su Kolòt del 4 aprile era stata pubblicata la lettera di dimissioni del Consigliere Yasha Reibman.

NB Per correttezza di informazione si precisa che anche il redattore di questa newsletter ricopre attualmente il ruolo di Consigliere a Milano nelle file della minoranza. David Piazza

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