L’italiano non-ebreo che insegna ai Chassidim | Kolòt-Voci

L’italiano non-ebreo che insegna ai Chassidim

NEW YORK – In un recente articolo apparso su www.lubavitch.com, Domenico Lepore è stato descritto come una anomalia. Nato e cresciuto in Italia, sebbene non sia ebreo, legge la Torah tutti giorni, ed è in grado di sostenere un dibattito sofisticato sul pensiero chassidico.

Il suo percorso di crescita professionale e “spirituale” comincia quando, insieme all’Israeliano Oded Cohen, sviluppa un approccio alla gestione delle organizzazioni basato sui principi scientifici del ‘pensiero sistemico’, denominato ‘The Decalogue’ , a seguito del quale viene scritto un libro, “Deming and Goldratt – The Decalogue” pubblicato negli Stati Uniti e tradotto in diverse lingue.

Per circa quindici anni Lepore ha lavorato in Italia con aziende e organizzazioni in ambiti molto diversi, facendosi conoscere e apprezzare per la rigorosità e la possibilità di replicare risultati positivi, e riuscendo infine a esportare la metodologia negli Stati Uniti dove ha lavorato al fianco del top management di una importante multinazionale.

I contatti sviluppati durante l’esperienza americana gli hanno infine permesso di trasferirsi in Nord America e di continuare lo sviluppo, l’applicazione e la disseminazione dei principi di ‘The Decalogue’. Oggi Lepore risiede a Toronto, dove ha fondato Intelligent Management Inc.

Lepore ha vissuto a Brooklyn i primi tre anni seguiti all’emigrazione in Nord America, ed e’ in quel periodo che ha cominciato a frequentare la comunità Chabad di Brooklyn Heights. Fisico di formazione, tesi in superconduttività, Lepore e’ stato immediatamente colpito dal rigore del pensiero del Rebbe, e dalla apparente semplicità con cui trova sistematicamente soluzioni brillanti a questioni interpretative all’apparenza “irrisolvibili” .

A questo punto è stato relativamente facile per lui riconoscere un legame tra le soluzioni del Rebbe e l’approccio logico basato sugli Strumenti di Pensiero (Thinking Tools) sviluppati dal fisico israeliano Eliyahu Goldratt, su cui la metodologia “The Decalogue” è basata.

E’ evidente, a chi conosca la “Teoria dei Vincoli” di Goldratt (TOC), e almeno parzialmente il pensiero del Rebbe, la radice culturale comune: il Talmùd.

Il passo successivo per Lepore e’ stato quello di “formalizzare” il pensiero e le soluzioni del Rebbe, utilizzando gli strumenti logici della Teorica dei Vincoli di Goldratt, ottenendo due risultati: una comprensione più rapida e profonda dei commenti del Rebbe, e una stimolazione della capacità logica di una persona (studente) nel generare soluzioni a conflitti di qualsiasi tipo.

Quest’anno Lepore e’ stato invitato da Rav Aharon Raskin, della comunità Chabad Brooklyn Heights, alla serata in onore del Rebbe, e anniversario di Gimel Tamuz, con l’intento di parlare di queste interdipendenze.

Il titolo del suo intervento e’ stato: ‘Business infinito: Applicare il Pensiero Integrativo del Rebbe per Creare Successo’.

Lepore ha presentato un esempio di una soluzione del Rebbe ad una domanda di Rashì, dimostrando come si può estendere questa soluzione a un problema di gestione di una organizzazione.

Il problema specifico riguardava il concetto di “compenso”, a seguito di un’azione, o di un lavoro.

Gli ebrei, secondo il Rebbe, sono stati ricompensati per il loro grande desiderio di ricevere la Torah con la liberazione dall’Egitto. Questo desiderio e’ stato il merito che hanno acquisito, e per il quale sono stati ricompensati.

http://chabad.it/Articolo.asp?id=1510