Il cuore dei padri ai figli e il cuore dei figli ai padri | Kolòt-Voci

Il cuore dei padri ai figli e il cuore dei figli ai padri

Per il Bar Mitzvà di Gavriel Sierra le parole del nonno rav Sergio Joseph Sierra z.l.

Caro Gavriel, questo shabbàt tu diventi Bar Mizvà ed io desidero farti pervenire le parole che tuo Nonno, il nostro caro Morè Rav Sierra z.l., pronunciò per il mio Bar Mizvà; quando fece la sua alià Rav Sierra mi disse: “Alfredo, guarda cosa ho trovato; te lo lascio” e fu per me un regalo rinnovato.

Ora io mi sento in dovere di donarlo a te; due sono i motivi essenziali: 1) Le parole del Rav sono valide per ogni Bar Mizvà; 2) Anch’io avevo perduto mio nonno z.l. pochi mesi prima del mio Bar Mizvà ed alla sua dipartita Rav Sierra fa espresso riferimento dicendo: “E con la certezza che ci viene dalle parole della nostra Torà ti dico che Egli è oggi presente in spirito tra noi in questo momento e che gioisce nel vedere continuata quella Tradizione spirituale ebraica che Egli ebbe tanto cara”. Questa certezza che Rav Sierra mi trasmise, oggi vorrei che sia tua, forte del Suo insegnamento. Ed ecco qui le parole del Nonno, scritte allora a macchina, con il mio più affettuoso Mazal Tov a te e famiglia

Alfredo Mordechai Rabello

Mio caro Alfredo, finalmente è venuto per te il grande giorno; ho detto “il grande giorno” non soltanto per il valore profondo che questa cerimonia racchiude per noi ebrei, ma anche perché so quanto importante esso sia per te con quanta impazienza tu l’hai atteso e per esso hai studiato e ti sei spiritualmente preparato. Ed è proprio in questo grande giorno, nel momento in cui divieni Bar Mizvà, nel momento cioè in cui ti affacci. alla vita ebraica con tutte le responsabilità che incombono all’ebreo, io voglio esprimerti il mio affettuoso augurio a nome della Comunità d’Israele nella quale tu oggi entri a far parte come adulto.. Con altrettanta affettuosa sollecitudine di Maestro voglio ancora rivolgerti una parola di consiglio,di invito a meditare sull’importanza della cerimonia che oggi tu compi.

“L’ebreo è maturo per le mitzvòt a 13 anni!” così affermarono i nostri Maestri i quali erano profondi conoscitori dell’animo umano. A 13 anni infatti si può davvero incominciare a prendere sul serio la vita; a 13 anni la mente di un individuo può rendersi conto che la puerizia, i facili trastulli dell’infanzia debbono essere messi in secondo piano, se non abbandonati del tutto, per andare incontro all’avvenire con propositi sempre più fermi e con aspirazioni più serie. È la vita, caro Alfredo, che ti si para dinnanzi; è l’avvenire che ti si schiude e, per percorrerne la strada – che talvolta purtroppo non è sempre facile – bisogna essere animati da buona volontà, da tenacia, da seri intendimenti, dal senso del dovere in una parola. Le mitzvòt dell’Ebraismo che da oggi tu dovrai compiere, possono e debbono servire ad aiutarti a tenere sempre presente il valore che ha la vita di ognuno di noi che fa parte della società. I doveri dell’Ebraismo – se tu li assolverai con chiara coscienza di che cosa essi veramente significano – possono essere per te uno stimolo a fare della tua vita una continua pratica della virtù, possono cioè ispirarti sempre sentimenti di onestà in ogni tuo pensiero ed azione. Se riuscirai a comprendere sempre meglio e ad approfondire i doveri dell’Ebrasmo, tu allora arriverai a conseguire quell’autonomia spirituale e quella coscienza ebraica che ti sono necessarie nella vita come ebreo e come uomo.

Tu, mio caro allievo, appartieni ad una famiglia che ha una tradizione di attaccamento all’Ebraismo veramente degna e che ha sempre vantato con orgoglio e dignità la propria ebraicità. È per questo che domani ti potrà anche essere più facile la via da percorrere come ebreo, poiché sei un giovanetto che non può dimenticare l’esempio che ha ricevuto e che tuttora riceve. In questo momento veramente solenne, caro Alfredo, mi è impossibile non rievocare la bella figura di ebreo del caro nonno di cui tu porti il nome: e, con la certezza che ci viene dalle parole della nostra Torà, ti dico che Egli oggi è presente in ispirito tra noi in questo momento e che gioisce nel vedere continuata quella tradizione spirituale ebraica che Egli ebbe tanto cara.

«E il Signore farà tornare il cuore dei padri ai figli e il cuore dei figli ai padri!»

Oggi veramente è il cuore, il sentimento ebraico che ha sempre animato coloro dai quali tu discendi che rivive in te; domani – se tu lo vorrai – attraverso una vita vissuta ebraicamente e moralmente, sarà il tuo cuore, cioè i tuoi sentimenti che saranno simili e degni dei padri!

Chazak Veematz ! Sii forte e coraggioso per l’avvenire!

Rav Sergio Joseph Sierra