JewsNews 13 | Kolòt-Voci

JewsNews 13

La rassegna stampa ebraica dal mondo di Kolòt a cura di Ruth Migliara

La Diaspora israeliana

JewsNewsIl numero degli israeliani che vivono negli Stati Uniti è cresciuto di circa il 30 per cento nell’ultimo decennio. Secondo le cifre che US Census Bureau ha reso note di recente, la migrazione in America da Israele supera di gran lunga il fenomeno opposto di aliyah.

Dal 2000 al 2009, solo 23,640 cittadini statunitensi sono immigrati in Israele. Mentre, invece, gli israeliani che vivono oggi negli USA sono 140,323, contro i 109,720 del 2000. Un fenomeno descritto da Steven Gold , professore presso la Michigan State University e autore nel 2002 del libro “The Israeli Diaspora.”

http://www.jta.org/news/article/2010/12/22/2742296/israeli-population-jumps-in-the-us-but-is-still-hard-to-count

Natalie Portman è incinta

Nata in Israele, immigrata negli U.S.A. a soli tre anni, ha interpretato l’ultimo Star Trek. Il padre è Benjamin Millepied, un ballerino del New York City Ballet, che ha curato le coreografie del film “Black Swan”. I due si sono conosciuti proprio in occasione delle riprese del film che è valso alla Portman le candidature per i Golden Globe e Screen Actor.

L’attrice, entusiasta per la gravidanza, si è detta decisa a crescere i suoi figli nella religione ebraica, anche se il compagno coreografo non risulta essere ebreo.

http://www.jewlicious.com/2010/12/natalie-portman-pregnant-and-engaged/

Un Natale ebraico

Cosa accade a un ebreo che partecipa a una cena di Natale?

Riceverà un pietoso regalo improvvisato. In genere proprio una pallina decorativa per quell’albero che non ha e magari desidererebbe. Ci sarà qualche nonna non ebrea che, all’obiezione per cui un ebreo non ha un albero su cui attaccare la decorazione, risponderà sbrigativamente di appenderla da qualche parte su una finestra. Risparmio il pensiero di risposta poco “gentile” che ciascuno di noi mediterebbe tra sé.

La scrittrice Rachel Shukert parla con ironia della sua attrazione infantile per il Natale. Desiderio che fu avversato, come normale, da genitori ebrei che intendevano con questo inculcare una forte identità ebraica nella figlia. Ci sono riusciti? No, secondo la scrittrice, che si auto definisce una fanatica compulsiva del Natale,ancora pronta ogni dicembre a litigare furiosamente con il marito per avere quell’alberello, che ha tanto desiderato.

http://www.jewcy.com/arts-and-culture/what-do-jew-do-on-christmas-rachel-shukert-author

Le sovvenzioni per una vita dedicata agli studi religiosi pesano troppo sul bilancio di Israele?

Gerusalemme. Non è la prima volta che nel parlamento israeliano qualcuno suggerisce una limitazione delle sovvenzioni agli ultra ortodossi per permettere loro di vivere studiando Torah a tempo pieno.

Ma la novità è che sia un rabbino, Chaim Amsellem, del partito ultra ortodosso Shas, a sottolineare che “pur essendo lo Torah la cosa più importante del mondo, il suo studio, finanziato dallo stato, dovrebbe essere riservato a grandi studiosi destinati a diventare rabbini o giudici; e non invece a quel 60 % della popolazione molto religiosa che, a prescindere da capacità e inclinazioni, non lavora e dovrebbe invece uscire a guadagnarsi da vivere”.

Come reazione, Amsellem è stato espulso dal suo partito ed è stato definito come un “Amelek”. Altri ne hanno invece ammirato il coraggio e l’onestà intellettuale.Grande è comunque la polemica che ne è sorta.

http://www.vosizneias.com/72128/2010/12/28/jerusalem-benefits-granted-to-the-ultra-religious-are-questioned-in-israel

Halakhà tecnologica

La più grande casa editrice ebraica del mondo, ArtScroll/Mesorah, muove i suoi primi passi nell’era digitale, cercando un equilibrio tra tecnologia e osservanza religiosa..

Saranno infatti digitalizzati 1.500 dei suoi titoli.

Tuttavia le sue pubblicazioni più richieste, libri di preghiere per il sabato e i giorni festivi, non saranno rese disponibili per iPad e altri lettori portatili. Il motivo? Il divieto di utilizzare dispositivi elettronici di qualunque tipo durante lo Shabbàt e le feste.

http://www.thejewishweek.com/blogs/jewish_techs/artscroll_goes_digital