Israele deve separare la religione dalla politica | Kolòt-Voci

Israele deve separare la religione dalla politica

Il mix di religione e politica in Israele ha creato un ciclo infinito di odio e depravazione morale; l’istituzione religiosa corrompe il tessuto dello Stato, mentre lo Stato corrompe il tessuto della religione.

Dov Halbertal

In qualità di ebreo ultraortodosso, mi appresto a scrivere alcune affermazioni molto forti. Non posso tuttavia fare a meno di scriverle, dopo aver raggiunto la conclusione che sia giunto il momento di un cambiamento radicale.

Purtroppo, devo concentrarmi sul lato negativo piuttosto che su quello positivo. Proprio come l’occupazione corrompe – come anche i suoi sostenitori ammetteranno – allo stesso modo la politica corrompe la religione. Il mix di politica e religione in questo paese ha creato un ciclo infinito di depravazione morale e di odio fraterno. L’istituzione religiosa corrompe il tessuto dello Stato, mentre lo Stato corrompe il tessuto della religione.

L’unica soluzione possibile, per il bene della religione e per il bene dello Stato, è quella di adottare il primo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti e separare Stato e Chiesa.

Ritengo che nessuno debba pagare per le mie convinzioni. Non è etico che il pubblico laico finanzi gli studenti delle yeshivot (scuole ebraiche (N.d.T.) ) e l’alto tasso di natalità tra gli ebrei ultraortodossi. Non c’è niente di più irritante per gli israeliani laici che ricevere uno sputo in faccia dopo aver dato agli ultraortodossi generose somme di denaro. Gli ultraortodossi si oppongono ai valori di una società laica – il sionismo, la creatività, l’arruolamento nell’esercito, l’uguaglianza tra i sessi e altro ancora. Tuttavia, essi non esitano a chiedere e ricevere denaro da questa società, intensificando così l’animosità dell’opinione pubblica nei loro confronti.

Cerchiamo di essere onesti con noi stessi. Non c’è nessuna ragione per cui l’opinione pubblica laica debba finanziare coloro che mostrano disprezzo per i suoi valori. La soluzione che propongo andrà a beneficio della religione ancor più che dello Stato. Non voglio far parte di una società che usa la coercizione. Non voglio far parte di una società in cui vi è istigazione al razzismo, e non voglio far parte di una società religiosa ingrata.

I processi di pensiero distorti non fanno parte della halakha (la legge religiosa ebraica (N.d.T.) ). Essi traggono origine dalle interpretazioni distorte che derivano principalmente da ripugnanti connessioni instauratesi tra la politica, le istituzioni e la religione. Gli ebrei americani non avrebbero osato bloccare le strade e colpire i poliziotti perché è stato aperto un centro commerciale durante lo Shabbat. Negli Stati Uniti, i rabbini non si sognerebbero mai di emanare un manifesto che vieta agli ebrei di affittare appartamenti ai gentili.

È giunto il momento di dire “basta”: basta con i partiti religiosi; basta con la loro vergognosa preoccupazione auto-centrata per i bilanci, mentre essi ignorano il resto del paese e del mondo; basta con la corruzione morale ed estetica della religione; basta far ingoiare a forza leggi a un’opinione pubblica che non crede in esse.

Parafrasando Martin Luther King Jr., anch’io ho un sogno: sogno che la politica sia separata dalla religione; io ho un sogno: che un bambino laico possa studiare le fonti ebraiche per amore e non per paura dei risultati riflessi nella vetrina dell’istituzione religiosa; Io ho un sogno: di appartenere ad una società religiosa haredi (ultraortodossa (N.d.T.) ) moderata, con ampi orizzonti, il cui slogan è “vivi e lascia vivere”.

A volte sembra che gli haredim siano motivati da un senso di vittimizzazione. Questo è ciò che definisce loro e il loro diritto ad esistere, come se in cima all’agenda del presidente Barack Obama e della Corte Suprema ci fosse la questione di come eliminare il giudaismo religioso. C’è da meravigliarsi che l’antisemitismo e l’odio per gli ebrei stiano prosperando? Che cosa dovremmo noi stessi pensare di una setta religiosa sprezzante, concentrata su se stessa, che si considera un faro per gli altri, ma semina polemiche e isolamento?

Ad ogni essere umano, ebreo o gentile, deve essere consentito vivere secondo le sue convinzioni, con pari diritti, sulla base di un riconoscimento effettivo dei diritti umani concessi a tutti coloro che sono stati creati a immagine di Dio. Una cosa è chiara: non esiste una combinazione peggiore del mix di religione e politica.

Dov Halbertal insegna Diritto ebraico; è stato direttore dell’ufficio del rabbino capo d’Israele

http://www.haaretz.com/print-edition/opinion/israel-must-separate-religion-from-politics-1.331937

http://www.medarabnews.com/2010/12/27/israele-deve-separare-la-religione-dalla-politica/