Un ex commissario Ue invita gli ebrei olandesi ad andarsene | Kolòt-Voci

Un ex commissario Ue invita gli ebrei olandesi ad andarsene

Andrea Brenta

La liberale Olanda si scopre sfacciatamente antisemita. E uno dei suoi politici più conosciuti, l’ex commissario europeo Frits Bolkestein, ritiene che gli ebrei dovrebbero consigliare ai propri figli di emigrare negli Stati Uniti o in Israele, perché potrebbero essere vittime potenziali dei numerosi «musulmani non integrati».

In effetti nel paese le aggressioni si moltiplicano, i giovani ebrei vengono regolarmente insultati da coetanei di origine maghrebina e un rabbino è scampato al linciaggio per un pelo.

I suggerimenti di Bolkestein sono stati fatti propri anche da un’eminente rappresentante della comunità ebraica di Amsterdam, Bloeme Evers-Emdem. Sopravvissuta ad Auschwitz, professore onorario dell’università della città, la donna afferma di aver detto a figli e nipoti di lasciare il paese e che «una sola direzione si offre loro: Israele».

Il rabbino Raphael Evers punta invece il dito contro il governo, che tollera un «antisemitismo latente» e non fa nulla contro le televisioni arabe che «diffondono l’odio».

Ufficialmente in Olanda sono registrati tra i venti e i trenta incidenti a carattere antisemita. Dieci volte meno che in Francia. Ma i tentati incendi delle sinagoghe di Amsterdam sud e Arnhem o le manifestazioni anti-israeliane nel corso delle quali alcuni hanno gridato lo slogan «Gasare gli ebrei», hanno impressionato un paese indebolito dagli incessanti dibattiti sull’immigrazione e sul quale pesa ancora il fardello della seconda guerra mondiale, alla fine della quale, complice un’amministrazione asservita alla Germania nazista, sopravvisse solo la metà della popolazione ebraica.

Oggi in Olanda vivono circa 30 mila ebrei: una comunità disorganizzata, spesso ripiegata su se stessa e nella quale i giovani non si identificano più.

Emblematiche della situazione sono le polemiche sulla commemorazione della Notte dei cristalli, il pogrom condotto dai nazisti nella notte tra il 9 e 10 novembre 1938 in Germania, Austria e Cecoslovacchia. La comunità ebraica olandese ha preso le distanze dal movimento antirazzista Nederland bekent kleur (letteralmente, l’Olanda accoglie il colore), rimproverandogli di aver trasformato la cerimonia di commemorazione in una mobilitazione politica mirante a paragonare la sorte degli ebrei di prima della guerra a quella dei musulmani oggi. Un clima propizio a tutte le intolleranze.

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