Kol Nidre, la preghiera che commuove | Kolòt-Voci

Kol Nidre, la preghiera che commuove

ARCHIVIO: Kippur


Donato Grosser

Molti si domandano per quale motivo c’è tanta commozione la sera di Kippur quanto il chazan intona il Kol Nidre’. Il Kol Nidre’ non è una preghiera. Viene enunciato dal chazan circondato da due maggiorenti della comunità che formano un Bet Din di tre persone. E in qualità di Bet Din, questi tre dayanim cancellano i giuramenti e i voti di coloro che incautamente hanno fatto promesse solenni o dichiarazioni giurate. L’atto di cancellare i giuramenti è molto importante perché giuramenti in vano o in falso sono classificati tra i peccati gravi e nessuno di noi vuole arrivare a Yom Kippur con il peso di questi peccati.

D’altra parte si può obiettare che i giuramenti non sono cosa molto frequente; e allora perché tanta commozione per il Kol Nidre’?

Una risposta la possiamo forse trovare nel leggere il Messillat Yesharim di R. Moshe’ Chaim Luzzatto (Ramchal). Nel quarto capitolo Ramchal scrive che la Teshuva’, la possibilità che l’’Eterno ci ha dato di cancellare i nostri peccati, è un grande atto di misericordia. A rigore di legge quando una persona pecca dovrebbe ricevere la punizione immediatamente, la punizione dovrebbe essere totale e il peccatore non dovrebbe avere nessuna possibilità di riparare il malfatto.

E invece, scrive Ramchal, la misericordia divina da’ tempo al peccatore; egli non viene punito immediatamente, la punizione non è totale e il peccatore ha la possibilità di pentirsi. Con la Teshuva’, l’atto di sradicare il desiderio che ha portato al peccato viene considerato alla stregua dello sradicamento del peccato stesso. Quando il penitente riconosce il proprio peccato, lo confessa all’Eterno e sente angoscia per il peccato commesso, il rammarico è simile a quello di una persona che si è pentita di aver fatto un voto o un giuramento e si rivolge al Bet Din per annullarlo.

Cosa possiamo imparare dalle parole di Ramchal?

A chi ha giurato o fatto un voto e si è pentito di averlo fatto, il Bet Din chiede: “Avresti fatto il giuramento o il voto se avessi saputo come sarebbe stato difficile mantenerlo”? Se la risposta è “No”, il Bet Din ha la possibilità di dichiarare che il giuramento o il voto è stato fatto per errore e lo annulla.

E così come per un giuramento è possibile ottenerne l’annullamento da un Bet Din terrestre, di Kippur nel partecipare con il chazan nel dire il Kol Nidre’, imploriamo implicitamente che lo stesso trattamento ci venga riservato dal tribunale celeste per i nostri peccati. In questo modo il Kol Nidre’, nato come dichiarazione pubblica di annullamento dei giuramenti e dei voti, è diventato anche una preghiera di tutto Israele.