Torà in rima: Shofetìm | Kolòt-Voci

Torà in rima: Shofetìm

Massimo Foa

Deuteronomio 16-18/21-9

Nominerai dei giudici in tutte le città,

per ogni tribù, e giudicheranno con giustizia.

Nessun dono di corruzione si accetterà,

perché la corruzione reca nequizia.

Non pianterai nessun albero della foresta

presso l’altare del Signore che costruirai;

non erigerai alcuna stele che il Signore detesta;

nessun animale che abbia difetti sacrificherai.

Se un uomo o una donna fa ciò che è male

trasgredendo al patto del Signore,

prostrandosi a qualsiasi schiera astrale,

dovrai lapidare e uccidere l’autore

che non potrà però esser condannato

per testimonianza di un solo testimone;

ma se due o tre avran testimoniato,

estirperai il male con la lapidazione.

Se una causa è difficile da giudicare,

andrai dai sacerdoti leviti e li interrogherai:

essi diranno la sentenza da pronunciare

e secondo le loro parole tu agirai.

Da ciò che avran detto non si dovrà deviare

e la persona che dovesse trasgredire

intenzionalmente, senza ascoltare,

quella persona dovrà morire.

Se vorrai porre su di te un re come fa il mondo intero,

metterai un re che il Signore sceglierà;

sarà un tuo fratello e non uno straniero

e il numero dei suoi cavalli non aumenterà

e il popolo in Egitto non farà tornare

per procacciarne molti,

perché il Signore ha detto, non lo dimenticare,

“Per quella via mai più sarete volti”.

Neppure il numero delle mogli aumenterà

così che il suo cuore non venga traviato

e non avrà argento e oro in grande quantità.

E quando sul trono del suo regno si sarà insediato,

una copia di questa legge si scriverà

e la leggerà tutti i giorni della sua vita,

così a temere il Signore imparerà

e la sua anima non sarà mai insuperbita.

I sacerdoti leviti non avran possesso né eredità,

vivranno dei sacrifici col fuoco consumati:

questo il diritto dei sacerdoti sul popolo sarà

e anche i primi frutti verranno loro dati.

Non avrai chi esercita divinazione o magia;

benchè la gente che tu stai per scacciare

a chi fa sortilegi e agli indovini ascolto dia,

il Signore tuo Dio dice che tu non lo devi fare.

Il Signore un profeta, come me, sorgere farà

e dalla sua bocca le Sue parole farà dire

sì che ciò che Egli comanderà lui dirà,

ma se riferirà in nome di altri dei, dovrà morire.

Sceglierai tre città nella regione

in cui l’omicida si rifugerà

se avrà colpito senza intenzione,

così da chi si vuol vendicare si salverà.

Se un uomo invece avrà teso un agguato

percuotendo qualcuno e colpendolo a morte

e poi in una di quelle città si sarà rifugiato,

venga ucciso e non si rimpianga la sua sorte.

Nella tua proprietà che avrai ereditato,

non arretrerai il confine del tuo vicino

che dagli antenati è stato delimitato,

per beneficiarne in modo truffaldino.

Un solo testimone non vale niente,

solo con due o tre testimoni il fatto potrà essere provato.

A chi testimonia qualcosa falsamente,

farete ciò che lui contro altri ha progettato.

Non avere pietà: vita per vita,

occhio per occhio e dente per dente,

mano per mano in contropartita,

piede per piede, sempre equamente.

Quando contro i tuoi nemici in guerra andrai

e vedrai cavalli, carri e forze a te superiori,

non dovrai temerli perché con te il Signore avrai,

Colui che ti trasse dalla terra d’Egitto fuori.

Il sacerdote vi dirà di non stare in pensiero,

perché il Signore combatte insieme a voi contro quelli

e i comandanti: “Torni a casa chi non è battagliero,

per non far venir meno il coraggio ai suoi fratelli.”

Offri sempre prima la pace a ogni città:

se accetta, tutto il popolo ti dovrà servire,

ma se non vorrà la pace e guerra ti farà,

il Signore la darà in tua mano e tutti i maschi dovran morire.

Le donne, i bambini ed il bestiame

saran tuo bottino con tutto il rimanente.

Ma nelle città più vicine al tuo reame

non lascerai in vita alcun essere vivente,

perché gli abomini non ti devono insegnare

che fanno ai loro dei e che ti farebbero peccare.

I loro alberi da frutta non dovrai tagliare,

ma solo gli altri, per costruire strumenti per assediare.

Se si trova in campagna un uomo ucciso,

dagli anziani della città adiacente

a una giovenca il collo verrà reciso

nel letto sassoso di un torrente.

Quando gli anziani le mani avran lavato

dicendo: “Questo sangue non abbiam versato

e i nostri occhi non hanno osservato”,

il sangue versato sarà loro perdonato.