Torà in rima: Vaetchannan | Kolòt-Voci

Torà in rima: Vaetchannan

Massimo Foa

Deuteronomio 3-23/7-11

In quel tempo il Signore io presi a supplicare:

“Tu hai iniziato a mostrare la forza della Tua mano.

Chi in cielo o in terra Ti potrebbe mai imitare?

Lasciami di grazia passare il Giordano,

sì che la buona terra e i monti e il Libano io possa vedere!”

Ma il Signore a causa vostra non mi diede ascolto:

“Questi discorsi più non Mi tenere,

ma a occidente, settentrione, mezzogiorno e oriente rivolto,

contempla con gli occhi, perché il Giordano non attraverserai.

Con i tuoi ordini a Giosuè forza e coraggio siano dati,

perché è lui che darà in possesso al popolo la terra che vedrai.”

Così nella valle di fronte a Beth Pe’or ci siam fermati.

Ora, Israele, le leggi che vi insegno ascoltate,

da rispettare nel paese in cui andrete.

Nulla aggiungete e nulla levate

quando i precetti del Signore osserverete.

Vedeste come chi ha seguito Bà’al Pe’or fu sterminato.

Voi siete tutti vivi perché fedeli al Signore:

gli statuti e le leggi che io vi ho insegnato,

metterete in pratica con grande rigore.

Ciò la vostra saggezza dimostrerà

agli occhi dei popoli che diranno:

“Quale altra nazione un Dio così vicino ha?”

quando questi decreti giusti sentiranno.

Guardati bene dal dimenticare

le cose che i tuoi occhi han potuto vedere:

ai figli dei tuoi figli le devi insegnare

e nel tuo cuore le devi sempre avere.

Quando ai piedi del monte saliste,

c’era un fuoco in mezzo al cielo e intorno bruma.

Il suono delle parole del Signore udiste,

ma non si vedeva figura alcuna.

Dieci comandamenti ordinò di osservare,

che su due tavole di pietra fece scolpire.

In quell’occasione mi ordinò di insegnare

gli statuti e le leggi che dovrete seguire.

Poiché nel giorno in cui il Signore vi ha parlato

nessuna figura avete veduto,

nessun simulacro da voi verrà creato,

con nessuna forma: è un divieto assoluto.

Né alle schiere celesti vi prostrerete

perché agli altri popoli Dio li ha assegnati,

mentre voi Suo possesso siete e sarete.

Io muoio qui, voi che al di là del Giordano sarete passati,

guardatevi bene dal dimenticare

il patto che il Signore con voi ha stabilito:

nessuna immagine dovrete fare,

perché il Signore ve lo ha proibito.

Il Signore è un Dio geloso, un fuoco che divora:

cielo e terra chiamo a testimone

che se vi comporterete male nella vostra dimora,

sarete destinati all’emigrazione.

Il Signore fra i popoli vi desperderà,

presso nazioni in cui sarete in minoranza.

Là servirete a dei che la mano dell’uomo fa,

di legno e di pietra, senza sostanza.

Di là il Signore ricercherete,

Dio pietoso che non vi abbandonerà:

se con tutto il cuore e con tutta l’anima lo farete,

il patto che giurò ai padri non dimenticherà.

Interroga i tempi che ti hanno preceduto

dal giorno in cui l’uomo Dio ha creato;

nulla di altrettanto grandioso è avvenuto

né un fatto del genere è stato ascoltato:

che un popolo la voce di Dio abbia potuto udire

come hai ascoltato tu e sia rimasto vivo?

O si è mai visto un altro Dio venire

a prendere un popolo in modo così combattivo?

A riconoscere che il Signore, tu hai imparato,

è il solo Dio e all’infuori di Lui non ce ne sono;

facendoti udire la Sua voce ti ha ammaestrato,

ti ha liberato e questa terra ha dato in dono.

I Suoi statuti e i Suoi precetti dovrai osservare,

che io ti comando oggi, e felicità ci sarà

per te e per i tuoi figli dopo di te, potendo restare

sulla terra che il Signore per sempre ti dà.

Mosè allora, al di là del Giordano scelse tre città

per le tribù di Ruben, di Gad e di Manasse,

perché avesse salva la vita rifugiandosi là

l’omicida involontario e asilo vi trovasse.

Mosè espose ai figli d’Israele questo editto,

queste istruzioni e gli statuti tutti quanti

quando furono usciti dall’Egitto,

oltre il Giordano, nella valle a Beth Pe’or davanti,

dopo che i due re emorei avevano sconfitto

ed il loro territorio estorto,

quando uscirono dall’Egitto,

occupandolo fino alla pianura del Mar Morto.

Disse Mosè ai figli d’Israele: “Ascoltate

le leggi che alle vostre orecchie ho tratto,

imparatele, custoditele ed osservate.

Il Signore Dio nostro ha stabilito un patto:

non con i nostri padri lo ha stipulato,

ma con noi che ci troviamo tutti in vita.

Faccia a faccia sul monte tra il fuoco vi ha parlato,

voi temevate il fuoco ed evitaste la salita.

Io stavo fra voi ed il Signore e quanto disse, ho detto:

“Io sono il Signore tuo Dio che dall’Egitto ti ha liberato,

non avrai altri dei al Mio cospetto.

Non ti farai alcuna scultura né immagine del creato.

Non ti devi inchinare a loro e non li devi adorare:

sono un Dio geloso che punisce fino alla quarta generazione.

Il nome del Signore invano non pronunciare.

Osserva il Sabato per la sua santificazione.

Onora tuo padre e tua madre come il Signore ti ha comandato,

non uccidere, non commettere adulterio e non rubare.

In qualità di testimone, il falso non verrà da te dichiarato.

La moglie e ciò che che è del tuo prossimo non desiderare.”

Queste parole disse il Signore con voce possente,

le scrisse su due tavole di pietra e me le consegnò.

Quando voi udiste la voce sul monte ardente,

vi avvicinaste a me ed ogni vostro capo mi parlò:

“Ecco, il Signore la Sua grandezza ci ha mostrato.

Oggi abbiam visto che siam vivi finora,

ma ciascuno di noi dal fuoco verrà divorato,

se ad ascoltar la Sua voce rimanessimo ancora.

Avvicinati tu per ascoltare,

poi ci riferirai quel che avrà detto

e noi lo vorremo certamente attuare.”

Il Signore vi udì: “ Io tutto questo accetto,

magari avessero sempre questa volontà

di temerMi, che osservanti li rende

e così con i loro figli avran felicità.

Dì loro di tornare nelle tende.

Quanto a te invece, presso di Me rimani

ed Io ti dirò ciò che devi loro insegnare

e che metteranno in pratica domani

nella terra che sto per consegnare.”

Questi sono i precetti che il Signore ha ordinato,

che eseguirete nel paese in cui state per entrare,

così ogni bene a voi e ai vostri figli sarà dato

e potrete molto numerosi diventare.

Ascolta Israele, il Signore Dio nostro, il Signore è unico.

Lo amerai con tutte le forze, l’anima ed il cuore,

queste parole che oggi ti comunico,

le insegnerai ai tuoi figli con ardore

quando starai in casa e quando per via camminerai,

quando ti coricherai e quando ti alzerai,

per segno sul tuo braccio le legherai,

come frontali fra i tuoi occhi le porrai

e sugli stipiti della tua casa e delle porte le scriverai.

Quando il Signore ti avrà dato la terra che ai tuoi padri ha giurato,

città grandi e belle che tu non costruisti vi troverai,

case piene di ogni bene e pozzi che tu non hai scavato,

vigne ed olivi che tu non hai piantato.

Guardati bene dal dimenticare il Signore,

quando avrai mangiato e ti sarari saziato,

non seguire altri dei perché non divampi il Suo furore

e dalla faccia della terra ti faccia scomparire.

Non metterLo alla prova, come a Massà hai fatto;

i Suoi precetti e i Suoi statuti dovrai seguire

e nella buona terra rimarrai soddisfatto.

Quando in avvenire tuo figlio ti avrà domandato:

“Cosa sono i decreti e le leggi che il Signore vi ha dato?”

Risponderai: “Fummo schiavi e ci ha liberato:

grandi e terribili prodigi in Egitto ha operato.

Ci ha fatti uscire di là e ci ha condotti

alla terra che ai nostri padri aveva giurato.

Poi a tutti questi statuti ci ha edotti

e sarà un merito osservarli, come ci ha comandato.”

Quando il Signore avrà abbattuto

molte nazioni più potenti di te e tu le sconfiggerai,

non dovrai aver pietà e dovrai essere risoluto.

Con loro legami di parentela non costutuirai,

perché tuo figlio da Me allontanerebbe

e presterebbe culto ad altre divinità.

L’ira del Signore si accenderebbe

e in breve tempo vi distruggerà.

Invece voi demolirete i loro idoli scolpiti,

perché il Signore vi ha voluto consacrare:

il Signore fra tutti i popoli vi ha preferiti

per essere Suo possesso particolare.

Non perché siete i più numerosi va ha prediletto,

che anzi fra tutti i popoli voi non lo siete affatto,

ma perché Egli portava per voi affetto

e per mantenere il giuramento fatto

Egli vi ha liberato dalla schiavitù,

dalla mano del Faraone, re d’Egitto.

Che Egli solo è Dio, il Dio leale, riconosci tu,

che mantiene il Suo patto e la bontà di diritto

con coloro che rispettano i Suoi precetti

fino alla millesima generazione,

ma che distrugge subito gli abietti.

Ai Suoi precetti darai dunque attuazione.