La Torà in rima: Devarìm | Kolòt-Voci

La Torà in rima: Devarìm

Massimo Foa

Deuteronomio  1-1/3-22

Quanto Mosè disse qui è descritto,

al di là del Giordano nel deserto, ai figli d’Israele,

nel quarantesimo anno dall’uscita dall’Egitto,

ai comandamenti del Signore fedele.

Nel paese di Moav, al di là del Giordano,

Mosè iniziò a esporre questo insegnamento:

“Il Signore in Chorev ha detto di andar lontano

da questo monte, mettendosi in movimento

per andare fino al grande fiume Eufrate.

Prendete possesso delle terre che il Signore ha giurato

che ad Abramo, Isacco e Giacobbe sarebbero state date

e ad ogni discendente dopo di loro arrivato.

In quel tempo vi dissi: “Il vostro peso

io da solo non posso sopportare:

numerosi come le stelle del cielo Egli vi ha reso

e mille volte ancora vi farà moltiplicare.

Come posso sostenere la vostra litigiosità?

Uomini saggi e stimati fra voi siano eletti

e come vostri capi li si porrà.”

Mi rispondeste: “E’ bene che si seguano i tuoi detti.”

I capi delle vostre tribù allora ho nominato,

che come funzionari su di voi saranno.

Poi ai vostri giudici ho ordinato

di ascoltare le questioni che sorgeranno

e con giustizia poi di giudicare

sia verso il piccolo che il gande con apertura.

E poiché il giudizio a Dio deve restare,

degli uomini non dovranno aver paura.

Le cause troppo difficili di certo

le dovranno sottoporre a me e io le ascolterò.

Percorremmo poi quel terribile deserto

finchè a Cadesh Barnèa’ noi si arrivò.

Io vi dissi di prendere possesso

del paese che il Signore ci sta per dare:

“Non temete e non vi spaventate adesso.”

Voi tutti mi diceste di mandare

uomini per esplorare e riferire

sul cammino e le città in cui entrare lassù.

La proposta mi piacque e feci partire

dodici uomini, uno per tribù.

Salirono sui monti, fino alla valle da esplorare

e i frutti del paese ci han portati:

“E’ buona la terra che il Signore ci vuol dare.”

Voi però vi siete ribellati:

“Il Signore ci ha fatti uscire dall’Egitto

per darci all’Emoreo che ci distruggerà;

il nostro popolo verrà infatti sconfitto:

perfino i figli dei giganti abbiamo visto là!”

Ma io vi dissi: “Non siate impressionati!

Il Signore stesso per voi combatterà:

avete visto che, come un uomo suo figlio, ci ha portati

fino a giungere in questa località.”

Ma voi nel Signore non voleste aver fede.

Il Signore vi udì, si adirò ed ha giurato

che questa malvagia generazione non metterà piede,

tranne Calev, nella buona terra che ci avrebbe dato.

Per colpa vostra anche con me si è adirato:

“Non vi andrai neanche tu, ma Giosuè vi entrerà

e ai vostri figli il paese verrà dato,

mentre ognuno di voi verso il Mar Rosso tornerà.”

“Abbiamo peccato verso il Signore”, mi rispondeste afflitti,

“Ora saliremo e combatteremo come ha ordinato”.

Il Signore mi disse: “Verrete sconfitti,

poiché non sono con voi, il nemico non verrà sbaragliato.”

Io ve lo dissi, ma non mi deste ascolto:

vi ribellaste e sui monti siete saliti.

L’Emoreo contro di voi si è rivolto

e, come fanno le api, fino a Chormà vi ha inseguiti.

Tornaste piangendo, ma il Signore non vi ascoltò.

Quindi ci siam diretti del Mar Rosso nella direzione

e per molti giorni intorno al monte Se’ir noi si girò.

Il Signore parlò: “Ora andate verso settentrione,

ma ai figli di Esaù la guerra non farete,

perché neanche lo spazio di un’impronta vi darò.

Il cibo e l’acqua da loro comprerete:

nel deserto per quarant’anni nulla vi mancò.”

Dalla pianura di Elath, verso Moav andammo.

Il Signore mi disse: “Non lo dovete molestare.”

Infine il torrente Zèred attraversammo

e trentotto anni dovettero passare,

così scomparve tutta la generazione,

come il Signore aveva giurato,

finchè, alla sua completa distruzione,

il decesso degli uomini è cessato.

Il Signore mi disse: “Ora stai per attraversare

il confine di Moav, ma i figli di ‘Ammon non molestare

perché il loro territorio non vi posso dare,

…invece a Sichon l’Emoreo la guerra devi fare.

Io incomincerò a incutere paura

e i popoli udendo la tua fama inizieranno a tremare.”

Io mandai ambasciatori, di Kedemoth nella pianura,

ma pacificamente non ci fecero passare.

Sichan e tutto il suo popolo contro di noi uscì:

noi lo sconfiggemmo, le sue città espugnammo

e nessun superstite lasciammo lì,

solo il bestiame per noi predammo.

Nessuna città era per noi troppo fortificata,

il Signore pose tutto a nostra disposizione.

Poi la via di Bascian fu da noi affrontata

e ‘Og, re di Bascian, venne a farci opposizione.

Il Signore mi disse: “Non ti spaventare,

tratterai lui come Sichon hai trattato.”

Lo sconfiggemmo, senza superstiti lasciare

e le sue sessanta città abbiamo espugnato.

Tutte queste erano città fortificate

con alte mura, doppie porte e sbarre di chiusura.

Noi tutte le abbiamo annientate,

di bestiame e bottino facendo cattura.

In quel tempo le terre oltre il Giordano abbiamo catturato.

(Quanto alle varie tribù da Mosè fu assegnato,

viene a questo punto elencato.)

“Il Signore in possesso questa terra vi ha dato,

ma coi vostri fratelli, i figli d’Israele, passerete armati.

Solo le mogli, i figli ed il bestiame qui staranno,

finchè gli altri territori sranno stati conquistati

e anche i vostri fratelli la terra possederanno.”

In quel tempo a Giosuè ordinai:

“Con i tuoi occhi, ciò che il Signore ha fatto, vedere puoi:

farà lo stesso a tutti i regni in cui passerai,

non li temere perché il Signore combatterà per voi.”

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