Dal buco della serratura | Kolòt-Voci

Dal buco della serratura

Non sappiamo per quanto tempo potremo continuare a sapere che cosa succede nella nuova Giunta della Comunità Ebraica di Milano, perché stanno minacciando di renderla chiusa, ma intanto trasmettiamo, per gentile concessione dell’autore, la relazione strettamente personale del Consigliere Osimo.

Guido Osimo – Seduta di giunta del 8/6/2010

Si è trattato di una seduta lunga, densa e molto interessante, che è durata circa tre ore; oltre alla Giunta al completo erano presenti i Consiglieri Michele Boccia, Gad Lazarov, Sara Modena, Simone Mortara, Guido Osimo; espongo i punti più importanti.

1) Relazione dell’Assessore alle Finanze, Tributi, Personale

L’assessore Alberto Foà espone una prima relazione alla Giunta in merito alla situazione finanziaria della Comunità, come l’ha trovata al momento del suo insediamento.

Prima di tutto vi sono gravi carenze nelle procedure di spesa, che sono da correggere al più presto. Da ora in poi tutte le spese dovranno assolutamente trarre origine dal bilancio preventivo o da specifiche delibere di Giunta, altrimenti non saranno autorizzate. Anche le procedure che regolano le autorizzazioni di pagamento saranno riviste. Ad esempio, non vi saranno più pagamenti in contanti; e i pagamenti saranno effettuati solo il primo e il terzo lunedì del mese.

Non vi è sufficiente attenzione al bilancio preventivo. Verrà organizzato un controllo di gestione serio, volto al rispetto del bilancio preventivo.

Vi è una forte disorganizzazione relativa al personale; l’assessore sta mettendo a punto un organigramma con il Segretario Alfonso Sassun. Inoltre sarà fatto un controllo sul rispetto degli orari di lavoro.

Si stabilisce che hanno poteri di firma solo il Presidente Jarach, l’assessore Foà e l’assessore Hasbani; delega di sportello (ad esempio: possibilità di mettere all’incasso assegni) al segretario Sassun e al direttore amministrativo Lainati.

2) Relazione dell’Assessore al Culto

L’assessore Milo Hasbani riferisce su un primo colloquio con il Rabbino capo Alfonso Arbib.

Si entra in qualche dettaglio sul problema della costituzione di un Bet Din a Milano. Rav Arbib espone in particolare una delle possibili soluzioni: quella di puntare su un Bet Din presieduto da Arbib stesso, che coinvolga come membro il Dayan riconosciuto dal Rabbinato Centrale israeliano che già opera a Roma, e che si dovrebbe riunire 3-4 volte all’anno (salvo urgenze). La questione verrà approfondita nelle prossime riunioni.

3) Relazione del Segretario

Il segretario Alfonso Sassun espone le tre richieste di concessione d’utilizzo di locali comunitari (ovvero: parti dell’edificio scolastico) per eventi organizzati da enti ebraici, che sono pervenute negli ultimi giorni. Si discute se concedere i locali a titolo gratuito, o chiedere un rimborso spese, o chiedere un affitto. Per due di questi eventi, direttamente collegati a corsi di studi nell’ambito dell’edificio scolastico, si decide per la concessione a titolo gratuito. Per il terzo, organizzato dal Keren Hayesod, si decide la richiesta di un affitto di 500 euro. In futuro, si deciderà di volta in volta.

4) Relazione dell’Assessore alle Scuole

L’assessore Paola Sereni espone una relazione che si mantiene su linee molto generali. L’assessore Foà indica come da approfondire la questione delle copresenze, che è collegata alla questione degli insegnanti non abilitati, e la questione del sostegno. Entro la fine di giugno sarà presentato un piano complessivo a questo proposito.

5) Relazione dell’Assessore alle Relazioni esterne

L’assessore Daniele Nahum espone rapidamente alcuni problemi: a) le procedure per i comunicati stampa sono da mettere a punto, perché attualmente sono insoddisfacenti; b) il sito Mosaico e la newsletter del Bollettino non sono molto funzionali, e dovranno essere migliorati; c) il logo della Comunità Ebraica di Milano dovrà essere ripensato. Presenterà progetti più articolati in proposito nelle prossime riunioni di giunta.

6) Relazione dell’Assessore alla Cultura

L’assessore Daniele Cohen espone una prima relazione sulla prossima Giornata della Cultura Ebraica, che è da organizzare in tempi rapidissimi. Presenterà una relazione più approfondita nelle prossime riunioni di giunta.

7) Relazione dell’Assessore ai Servizi Socio-sanitari

L’assessore Claudio Gabbai riferisce che a suo parere sia la Casa di Riposo sia i Servizi sociali funzionano molto bene. Nella Casa di Riposo, attualmente sono occupati 92 posti letto su 102. La questione di quali strategie potrebbero consentire di arrivare a una piena occupazione sarà discussa nelle prossime riunioni di Giunta e di Consiglio.

8) Varie ed eventuali

a) La vendita dell’appartamento di via Gozzano procede, e sarà completamente definita in modo soddisfacente entro agosto.

b) L’assessore Daniele Nahum propone di organizzare entro fine giugno un dibattito sulla situazione in Medio Oriente; si decide di dare mandato per l’organizzazione di tale dibattito a Daniele Nahum, che dovrà però raccordarsi con l’assessore alla Cultura Daniele Cohen e con il consigliere Stefano Jesurum.

9) Questa newsletter

In conclusione di serata, l’atmosfera fattiva e collaborativa della riunione viene guastata da un intervento di tono estremamente sgradevole dell’assessore Alberto Foà, che si scaglia con veemenza contro il fatto che io abbia preso appunti sulla riunione e contro la legittimità di questa newsletter, in quanto a norma di Statuto i verbali della Giunta non sono pubblici.

Chiamato in causa, ribadisco che si tratta di un resoconto personale e non certo di un verbale esaustivo ed oggettivo, di cui mi prendo tutte le responsabilità e che peraltro penso svolga un servizio utile alla Comunità. Comunico che non pubblicherò nessuna notizia sensibile riguardante persone, in particolare riguardante il personale della Comunità; e nessuna notizia riguardante questioni legate alla sicurezza. Mi rendo infine disponibile per inviare il resoconto al segretario Alfonso Sassun e/o al presidente Roberto Jarach prima di inviarlo agli iscritti alla newsletter, per un loro parere a cui cercherò poi di attenermi il più possibile – ferma restando la mia libertà e la mia responsabilità nel pubblicare quello che ritengo di pubblicare.

L’assessore Foà minaccia di andarsene, ma non lo fa; chiede poi che le prossime Giunte si svolgano a porte chiuse, sostanzialmente per evitare la mia presenza (una opportunità che lo Statuto prevede, ma che per consuetudine e trasparenza viene utilizzata molto raramente).

Il Presidente Jarach assume una posizione più conciliante e toni molto diversi, e mi invita ad agire con senso di responsabilità perché se la mia newsletter dovesse essere giudicata lesiva della riservatezza necessaria alle riunioni di Giunta egli sarà effettivamente costretto a indire riunioni a porte chiuse. Naturalmente, se le riunioni di Giunta saranno a porte chiuse chiuse dovranno esserlo per tutti, non solo nei miei confronti.

Rispondo al Presidente che si tratta di un’impostazione del tutto corretta: io mi assumo le mie responsabilità, il Presidente e la Giunta si assumeranno le loro. Starà alla Comunità, naturalmente, giudicare dove stanno i torti e le ragioni.

In chiusura, rimango d’accordo con il segretario Sassun che gli invierò il mio resoconto prima di inviarlo agli iscritti alla newsletter, per un suo parere tecnico a cui cercherò di attenermi; il presidente Jarach preferisce invece non essere coinvolto direttamente.

LA SETTIMANA DEL CONSIGLIERE

1) Comunità e Fondazione

I rapporti tra la nuova maggioranza del Consiglio della Comunità e la Fondazione Scuola rimangono tesi, anche se sono in via di miglioramento. Alcuni membri della maggioranza volevano convincere o forzare la Fondazione Scuola verso lo scioglimento e la confluenza del capitale (poco più di due milioni di euro) nelle esangui casse della Comunità. Questo progetto ha incontrato come è ovvio parecchie resistenze da parte della Fondazione stessa. Il consiglio della Fondazione di giovedì 3 giugno, a cui erano stati invitati anche alcuni consiglieri della Comunità, ha visto però il prevalere di posizioni di dialogo e toni più concilianti.

2) Visita a Josef Tehillot

In seguito a un gentilissimo invito da parte di Davide Cohenca, il direttore della scuola Josef Tehillot (sedi: via dei Gracchi/via Sardegna/via Washington), ho visitato le tre sedi della scuola nella mattinata di venerdì 4 giugno. Ringrazio Davide Cohenca, per l’opportunità che mi ha dato di cominciare concretamente a conoscere le altre scuole ebraiche di Milano.

Non voglio riassumere qui le impressioni di questa visita. Riporto solo la prima sensazione di pelle, forse banale ma non sempre scontata nella nostra Comunità quando si parla della scuola “di via dei Gracchi”: si tratta in sostanza di una scuola (nido, materna, elementare, media, alcune classi di scuola superiore), e l’atmosfera è essenzialmente quella di una scuola! Con le sue specificità, naturalmente: ma non è un posto che sta sulla luna! E ci sono certamente dei margini per dialogare e per costruire insieme delle iniziative comuni. Per risparmiare, ma non solo: anche e soprattutto per evitare il formarsi di sottocomunità che non si parlano, e per far crescere ragazzi abituati al dialogo con le altre componenti della nostra Comunità.

3) Yeud.im

Da pochi giorni è in rete Yeud.im, un sito che si autodefinisce “Magazine non ufficiale della Comunità Ebraica di Milano” e che è sostanzialmente un blog dedicato alla nostra Comunità e alle sue vicende politiche. Contiene molte notizie e informazioni utili e ha una bella grafica.

La scelta iniziale dei curatori del sito è quella dell’anonimato, sia dei contributi pubblicati sia di “chi sta dietro” al sito. Ho detto loro che la prima scelta è plausibile, ma la seconda no. Non dire chi è responsabile di un sito è una scelta un po’ antipatica, a mio parere errata e certamente debole. Loro hanno paura di essere “etichettati” troppo in fretta, e li capisco. Forse ci vorrebbe una doppia indicazione: una “redazione” snella e operativa (per ora, a quanto pare, si tratta essenzialmente di due persone) ; e qualcosa come un “comitato dei garanti”, magari più largo e rappresentativo, ma che non si intrometta molto nelle scelte della redazione.

4) G4 e G8

Si stanno costituendo due “gruppi di consultazione”, che comprendono alcuni tra i consiglieri che non appartengono al gruppo di governo della nostra Comunità: un “gruppo dei 4” che comprende Walker Meghnagi, Daniela Zippel, Roberto Liscia e me; e un “gruppo degli 8” in cui si aggiungono ai precedenti i quattro eletti della lista “Per Israele” (Sara Modena, Michele Boccia, Yasha Reibman e Rami Galante). L’atmosfera è molto buona e collaborativa.

5) Che cosa fa chi non governa?

Una domanda difficile… io per ora ho tre risposte.

La prima risposta è: cerca di vigilare su quello che fa chi governa, senza preconcetti né in positivo né in negativo. E quando chi governa è sufficientemente maturo, è grato a chi cerca di svolgere serenamente questo compito. Quando non è sufficientemente maturo, può essere colto dalla nota sindrome da “non disturbate il manovratore”. Quindi ha la scelta tra alcuni atteggiamenti poco simpatici e poco interessanti: a) guardare con impazienza e ostinazione l’orologio durante le riunioni, sbuffando e borbottando; b) accusare gli altri di “azioni di disturbo”, “provocazioni”, “motivi di risentimento personali”, e così via; c) più semplicemente, urlare contro alcuni Consiglieri e trattarli in modo incivile. Per ora alcuni membri della Giunta hanno scelto la strada poco interessante. Aspettiamo che cambino idea.

La seconda risposta è: tiene puliti i vetri. L’atteggiamento della Giunta precedente in tema di trasparenza è stato semplicemente vergognoso (con l’unica lodevole eccezione di David Piazza). L’attuale Giunta ha promesso che cambierà rotta, e ha messo la trasparenza delle procedure gestionali e decisionali tra i suoi principali obiettivi. A quanto sembra, però, ha molto a cuore la trasparenza dei verbali e dei resoconti ufficiali, il che è senz’altro un primo passo, mentre apprezza molto meno quella trasparenza che a mio parere è garantita solo dall’esistenza di resoconti indipendenti. Ma se vogliamo che la nostra Comunità diventi una casa di vetro, il compito di tenere puliti i vetri spetta a chi non governa almeno tanto quanto spetta a chi governa.

La terza risposta è: aspetta che il clima migliori, e che si possa essere coinvolti un po’ di più, per collaborare tutti insieme per il bene della nostra Comunità. Un buon segnale in questa direzione sarebbe la costituzione di alcune “Commissioni aperte” in seno al Consiglio: ad esempio Scuola, Finanze, Fundraising. Io, per esempio, non vedo l’ora di poter dare una mano sulla Scuola: in un ruolo sufficientemente chiaro e preciso, naturalmente. Anche qui, vediamo che cosa ci riserva il futuro. A volte sono più ottimista, oggi sono un po’ più pessimista…

6) Questa newsletter

La newsletter che state leggendo non è quella che avrei voluto scrivere, e non è quella che ho scritto martedì notte al termine della Giunta. E’ stata invece il risultato di un paziente e necessario lavoro di cesello, che ha coinvolto il segretario Sassun e alcuni membri della Giunta (che ringrazio molto). La responsabilità rimane tutta mia.

Credo che essa costituisca comunque un esperimento importante in direzione di una maggiore trasparenza della vita comunitaria. Se il Presidente o la Giunta decideranno di prendere delle iniziative volte a rendere chiuse le riunioni della Giunta, si tratterà a mio parere di iniziative del tutto legittime e però politicamente sbagliate. Beh, vediamo come va a finire…

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