Dàgli all’ebreo | Kolòt-Voci

Dàgli all’ebreo

La brutta storia delle minacce a Giorgio Israel, filosofia no global mirata con antisemitismo

“Chi è Giorgio Israel che a quanto pare è il vero autore della Riforma Gelmini che sta sconvolgendo la vita a diecine (sic) di migliaia di famiglie?”, Risposta: “Ti è venuto il prurito a leggerne il cognome?”. Altra risposta: “La Gelmini a questa riforma sta dando solamente il nome e la faccia In realtà, l’artefice dietro le quinte di essa, il puparo, è l’ebreo Giorgio Israel. Come lo era Biagi, il riformatore della legge del lavoro, come lo è quel nano malefico di Brunetta”. E ancora: “Mi chiedo a che titolo uno che insegna come insegnare e pubblicizzare la shoah faccia parte anche della commissione che sta dietro alla riforma Gelmini”.

Prove tecniche di mostrificazione e di incitamento all’odio vanno in rete sul blog metaforum.it linkato dal sito comedonchisciotte.org, i cui forum sono assiduamente frequentati da antisemiti senza vergogna e da personaggi convinti che Biagi, il giuslavorista ammazzato dalle Brigate Rosse nel 2002, in fondo, se l’era cercata. Lì, da giorni, rimbalzano post come quelli sopra riportati, in un forum dedicato al precariato nella scuola Ii destinatario delle attenzioni, la cui firma è ben conosciuta dai lettori del Foglio, è ordinario di Storia della matematica alla Sapienza di Roma, è da sempre impegnato contro vecchi e nuovi antisemitismi, ed è consulente del ministero dell’Istruzione per il capitolo della formazione dei docenti. Peccati gravissimi, praticamente mortali, per chi lo associa sinistramente nel disprezzo al professor Marco Biagi, a sua volta colpevole di aver lavorato alla riforma del mercato del lavoro. E la nosti-ificazione funziona alla grande, se ieri, sul blog di Israel, arrivavano messaggi come questo: “Ci racconti esattamente quale è il suo molo nella riforma invece di frignare se qualcuno la critica. Lei insegna anche al master didattica della shoah, cioè formare i docenti per inculcare nella maniera piu efficace agli studenti verità e menzogne sulla presunta shoah. Il suo ruolo nella riforma scolastica non lo conosco (forse segnalare i professori che hanno frequentato il master shoatico?) ma il master in didattica della shoah è sicuramente un corso per PUPARI EBREI”. La Digos ha confermato a Giorgio Israel che l’attenzione nei suoi confronti, da parte di alcuni forum di area no global, c’era già, e da tempo.

Al Foglio, il professore dice che “le cose purtroppo funzionano così: na scono in sordina, magari rubricate come sciocchezze, e poi degenerano e fanno danni irreparabili. Quello che mi sta succedendo da un lato non mi stupisce, perché in questo paese c’è un coefficiente di violenza fortissimo e quasi sempre sottovalutato. D’altra parte, però, l’idea che si debbano trovare capri espiatori per scaricare l’ira dei precari è una cosa che continua ad apparirmi assurda. Forse è semplicemente il segnale di una impotenza politica radicale della sinistra. Lo testimonia la versione della mia vicenda che ha dato ieri Repubblica. La quale non trova di meglio che raccontare come ‘la Gelmini non perde l’occasione per cogliere un’appetitosa chance offerta da un cretino che ha spedito un messaggio al sito Internet www.comedonchisciotte.org’. Il giornalista di Repubblica continua poi con una serie di inesattezze, a partire da come riporta il testo del messaggio di minaccia. Il fatto è che i precari, in questo momento, sono un fronte antigovernativo e c’è interessa a soffiare sul fuoco. Mi mandano messaggi in cui vengo accusato di far piangere ‘migliaia di famiglie’. E’ una tecnica da propaganda nazista, ed è la stessa tecnica infame usata contro Marco Biagi, additato come l’inventore del lavoro precario. Bugie e infamia diventano ovvietà, diventano una vox populi incontrollata (in realtà montata ad arte) per inventare mostri e vittime designate”.

Ieri, comunque, a Israel, tra i tanti messaggi di solidarietà, sono arrivati “quello del responsabile scuola Pd della Lombardia”, che lo ha contattato personalmente, e soprattutto quello del responsabile educazione del Partito democratico, Giuseppe Fioroni, il quale ha ricordato che Israel aveva collaborato anche con il precedente governo (nel quale Fioroni era ministro dell’Istruzione). Tra i molti attestati di solidarietà a Israel, c’è anche quello del rettore della sua Università, Luigi Frati: “Israel è un intellettuale non allineato con nessuno, che esprime giudizi autonomi dicendo quello che pensa, sia quando interviene sulle posizioni di Papa Ratzinger sia quando difende la scuola come insostituibile strumento di promozione sociale. Israel – conclude Frati – titiene che per insegnare matematica, oltre che di pedagogia, bisogna sapere di matematica. E’ una colpa? Lo dice anche il ministro Maria Stella Gelmini? In realtà lø dice il mondo intero”. (nic.til)

Il Foglio 16/9/2009