Gli ortodossi e gli struzzi | Kolòt-Voci

Gli ortodossi e gli struzzi

Un rappresentante dei movimenti riformati non digerisce l’articolo di Shadal

Claudio Canarutto

Passi che Shadal oltre centocinquanta anni fa’, non percepisse le grandi possibilità insite nella Riforma ebraica, che stava muovendo i primissimi suoi timidi passi. Ma volersi nascondere oggi la realtà viva, rappresentata dal 90% del popolo ebraico nel mondo, costituito, per l’appunto da ebrei non ortodossi, in gran parte riformati od anche conservatives o semplicementi laici significa comportarsi come lo struzzo, che nasconde la testa nella sabbia.

Neghiamo l’ebraicità del 90% degli ebrei? Sono la quasi totalità degli ebrei americani e del mondo anglosassone: sono coloro, anche, che sostengono finanziariamente, dall’estero, la vita, la difesa dello Stato di Israele. E Israele, da tempo, ne riconosce la loro ebraicità.

Sono ebrei che non fanno dipendere la loro ebraicità, come direbbe Shemuel David Luzzatto dall’osservanza esclusiva di precetti e costumanze. Ma anzi, usando le sue stesse parole, sono fra gli eredi di coloro che dissiparono le tenebre del mondo morale. Sono anche, possiamo aggiungere noi, coloro che, come tutti gli ebrei, non riconoscono la necessità di adorare una miriade di dei o santi, come li si voglia chiamare, e che non ritengono di aver bisogno di una serie di intermediari tra loro stessi e Dio, si chiamino essi sacerdoti, vescovi o papi.

Il loro Dio è colui che dettò loro le Leggi di convivenza civile ed essi Lo onorano seguendole ed applicandole. Il mondo ebraico riformato mantiene vivi questi principi, li insegna ai propri figli e così facendo rende attuale l’antico messaggio, l’antica Legge dei propri Padri.

C’è solo un paese al mondo ove i movimenti ebraici moderni non godono cittadinanza. E’ il nostro, l’Italia, ove le Comunità sono (teoricamente) solo ortodosse. Ma quante persone, quante famiglie, tra di noi, sono quelle che uniformano la loro vita ai precetti seguiti nei tempi andati e che dovrebbero essere il fondamento della vita dei veri ortodossi? Siamo sinceri con noi stessi! Forse se ne salverebbe un mero 10%. (Un parametro forse potrebbe essere di facile accertamento: il rapporto fra i frequentatori del Beth Akeneset lo Shabbat (non diciamo i giorni feriali per non essere subito classificati tra i cattivi”) e quelli di Yom Kippur. (Probabilmente il pre-detto 10% sarebbe ancora molto ottimistico!)

Ed allora che ne dovemmo dedurre che il 90 % e più non sono ortodossi (e questo potrebbe anche avvicinarsi alla realtà), e che pertanto essi dovrebbero essere cancellati da queste autodefinite ortodosse Comunità? Nossignori!

Le Comunità sono “Ebraiche”. Tout court: e quindi di tutti gli Ebrei che risiedono in una data circoscrizione. E quindi devono essere gli Ebrei, tutti gli Ebrei (e non solo gli Ebrei Ortodossi) a definire le regole di convivenza all’interno della Comunità.

C’è una norma, in particolare, imposta dalla minoranza ortodossa, che è assolutamente auto-lesionista per la sopravvivenza delle nostre Comunità. E’ quella che non riconosce come ebreo il figlio di solo padre ebreo.

(Va da se che quando i nostri Maestri chiarirono che il figlio di madre ebrea -senza curarsi chi fosse il padre- è sicuramente ebreo, presero la decisione Giusta. Meno giusta è la successiva interpretazione che non è sufficiente la volontà del solo padre ebreo, per riconoscere l’ebraicità del figlio, come invece era normale nell’antichità, anche ebraica).

E dal momento che nel mondo aperto in cui viviamo, i giovani si sposano con chi è loro simpatico, e non è detto che la scelta cada su un altro ebreo/a, la Comunità che non riconosce l’ebraicità del figlio di solo padre ebreo, perde non pochi suoi eredi potenziali.

Ogni ebreo perso oggi è perso per le generazioni future: questi figli e nipoti non potranno essere perciò nè ebrei riformati, nè ortodossi: semplicemente non saranno ebrei. Gli eredi invece di un ebreo riformato d’oggi, se lo vorrà, potrà diventare anche un sapiente ortodosso.

Mi permettete una domanda impertinente? Per voi, anche questo è “una sconcissima cosa”?

Grazie per l’attenzione. Chi sa se vorrete pubblicare queste modestissime osservazioni?

Shalom