Muri, non ponti | Kolòt-Voci

Muri, non ponti

Deborah Fait

La corte dell’Aja ha appena deliberato e gia’ il Papa ha detto la sua dal paradiso della val D’Aosta dove è in vacanza. E’ stata una sorpresa perche’ avrei pensato che quando un Papa va in vacanza dovrebbe occuparsi solo di preghiera e di misticismo e invece pare di no! Inopinatamente il Papa continua a occuparsi di cio’ che non dovrebbe e il suo messaggio a Israele e’ stato breve e conciso ” Abbattete il muro” poi, probabilmente per sopperire alla flebile voce del Pontefice, il suo segretario ha rincarato la dose con “costruite ponti”.

Niente di piu’ banale e ipocrita considerando che al di la’ della nostra barriera ci sono migliaia di bombe umane pronte a saltarci addosso, altro che ponti.

Se il Papa voleva proprio dire qualcosa sulla politica internazionale e magari su un popolo che soffre poteva parlare del Sudan o del Ciad dove si sta perpetrando un genocidio di musulmani neri ad opera di bande arabe. Oppure poteva dire qualcosina sull’Iraq dove ogni giorno si minaccia di decapitare qualcuno. Oppure, se proprio voleva parlare di ebrei poteva accennare all’attentato di Tel Aviv costato la vita a una ragazza di 19 anni.

Invece no! Tutte bazzeccole se paragonate alla barriera che Israele costruisce per difendersi, tra l’altro chiamandola MURO quando muro non è, anche se fa molto più effetto e istiga di più.

Nel momento in cui il Papa di Roma fa una dichiarazione negativa sulla barriera difensiva, specialmente dopo che dei ridicoli giudici hanno espresso un ignobile “parere”, equivale a scatenare la gente contro Israele e non mi pare che l’Europa abbia bisogno di altra benzina per alimentare il fuoco dell’odio antiebraico. Le fiamme sono gia’ molto alte.

Santità, non serve chiedere scusa agli ebrei per poi pretendere che subiscano il terrorismo palestinese e condannarli se tentano di difendersi.

I giudici dell’Aja non sono tenuti a praticare la carita’ cristiana , soprattutto quello cinese col popo’ di soprusi che si dovrebbe ritrovare sulla coscienza …ha presente il Tibet e i diritti umani e civili, Santo Padre?

Un Papa pero’ dovrebbe essere molto pratico di carita’ e non infierire contro chi tenta disperatamente di difendere dei cittadini inermi, un Papa farebbe meglio ad augurarsi che in medio oriente cessi lo spargimento di sangue ma non dovrebbe mai e poi mai schierarsi da una parte sola.

Percio’, con tutto il rispetto, devo dare un giudizio negativo sulla frase inadeguata di papa Woitila e lo faccio a cuor leggero perchà nel momento in cui un Papa si occupa di politica deve accettare le critiche esattamente come tutti i politici di questo mondo.

Diciamo, per esempio, come Luisa Morgantini, europarlamentare, che in un comunicato stampa chiede alla comunità europea di boicottare Israele e altre amenita’ del genere, senza rendersi conto che l’Europa sarebbe la prima a soffrire a causa del boicottaggio come aveva sofferto dopo l’espulsione degli ebrei all’epoca dell’Inquisizione e ancora quando, dopo un paio di secoli, li aveva gasati .

L’Europa senza ebrei si impoverisce, signora Morgantini, lo vuole capire o no? Proprio di questi giorni e’ la notizia che la regione Veneto sta imparando a gestire la Sanità “come in Israele”. Vorrebbe impedirlo, Signora Morgantini? E ai malati cosa spiegherebbe? Che imparerete a curarli dalla Sanità palestinese? Ho l’impressione che non le sarebbero grati.

Si, abbiamo avuto un attentato ieri a Tel Aviv, e non ho sentito nessuna condanna. Silenzio assordante.

Il Papa e’ in vacanza e improvvisamente si occupa di preghiere e di misticismo nel paradiso della val D’Aosta!

La signora Morgantini si occupa di boicottaggio.

Altri aspettano qualcosa di più per scatenarsi contro Israele.

E’ morta una giovane di 19 anni, e’ stata lanciata per aria mentre le si spappolava la testa e la sua morte la mettiamo in conto ai giudici dell’Aja e a tutti quelli che, privi di coscienza, amano veder morire gli ebrei.

E magari mettiamogli in conto anche la vile aggressione a una supposta ragazza ebrea nel metro’ di Parigi, mettiamo in conto le svastiche disegnate sulla sua carne e i “sporca ebrea” che i 6 magrebini le hanno gridato mentre le tagliuzzavano i capelli.

Noi intanto mettiamo in conto perché’ se mai arriverà il giorno in cui potremo anche costruire ponti allora sapremo esattamente chi non dovrà mai attraversarli.

Nel frattempo ci aspettiamo che i giudici dell’ONU invitino gli europei ad abbattere tutte le loro barriere, dall’Irlanda a Cipro!

E poi ne riparliamo!

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