Il presepe e il muro | Kolòt-Voci

Il presepe e il muro

Deborah Fait

È passata Hannuka’, è finito il Natale, le due festività che si accavallano, una ebraica e l’altra cristiana. La prima è la festa delle luci e del miracolo che viene dal coraggio, la seconda dovrebbe essere la festa dell’amore che ricorda la nascita di Gesù, l’ebreo Joshua ben Josef, venuto, secondo la tradizione cristiana, a salvare il mondo.

Gli ebrei trascorrono le loro feste in casa, e’ una questione privata, molto intima. Per Hannukà si accendono le candele, una ogni sera per otto sere, si fanno regali ai bambini e si raccontano le antiche storie di Israele, sempre storie di dolore e di morte ma anche storie di grande coraggio e amore per la propria terra.

Festività quasi nascoste, quelle ebraiche, prive di consumismo e di troppa pubblicità, grande discrezione dovuta forse all’antica abitudine di non disturbare la sensibilità dei cristiani per non suscitare la loro reazione un tempo molto pericolosa.

Solo da qualche anno in alcune città d’Italia si prepara una grande Hannukià, un grande candelabro, in qualche piazza e gli ebrei accendono le candele pubblicamente, circondati dalla popolazione cattolica che li guarda con curiosità e che in alcuni casi partecipa con affetto e simpatia.

Natale è tutt’altra cosa, è un’esplosione di festa in tutto il mondo cristiano, le città sono una sinfonia di luci multicolori, decorazioni, musiche, Babbi Natale, presepi. Tutti devono essere coinvolti e non importa se non tutti sono cattolici. Natale e’ internazionale e interreligioso!

Eppure, nonostante tanti bei discorsi di amore e tolleranza, ci si accorge che la sensibilità non e’ altro che un optional, il rispetto anche, l’amore inesistente, infatti vediamo che a Fiuggi il presepio della chiesa parrocchiale e’ stato circondato da un muro e un cartello spiega: “Gesù nato a Betlemme, oltre il muro” Con questo vogliamo dire che le barriere tagliano fuori il messaggio di fratellanza della Natività”.

Chissà di quale fratellanza parla il parroco della Chiesa Regina Pacis di Fiuggi. Forse la sua idea di fratellanza dipende dai “fratelli” o forse nessuno gli ha detto che la tanto aborrita barriera salva gli israeliani da morte sicura per mano dei palestinesi tanto cari alla chiesa cattolica.

Un altro presepio, in un’altra città italiana, aveva tra le statuine un piccolo Arafat. Idiozia? ignoranza? stupidita’? Ipocrisia? Forse semplicemente il solito virus dell’odio contro l’ebreo, soprattutto l’ebreo israeliano e sionista , cittadino di un Paese che osa difendersi con tutti i mezzi a disposizione dall’aggressione di quel popolo, adottato dall’occidente cristiano, che ne vuole la distruzione.

Amore? dove’ sta l’amore che predica il Papa ogni settimana da San Pietro? Di quale amore parla? Da quando in qua’ e’ ammesso amare gli assassini e odiare coloro che vogliono e devono difendersi? Con quale ipocrisia si condanna la barriera che Israele deve costruire per non far entrare le belve assetate di sangue e non si parla mai, né si è mai condannato, il muro che, in Irlanda, separa da decenni la popolazione cristiana da quella protestante?

E perché non si abbattono le mura Vaticane? Non ci sono più i barbari che minacciano la città del Papa, i barbari sono in quella che chiamano Terrasanta, per gli ebrei Terra Promessa, e minacciano le vite degli israeliani, dei bambini israeliani, dei civili. Sono questi i barbari del XX secolo, quelli che vestiti di giubbotti pieni di esplosivo e di chiodi salgono sugli autobus e uccidono per odio.

I barbari sono quelli laggiù in Iran che, con i ventimila morti dell’ultimo terremoto, rifiutano l’aiuto dell’entità sionista.

Questi sono i barbari, signor Parroco di Fiuggi, e Israele deve difendersi da tanto odio, se non lo capisce ho pena per lei, Parroco!

Amore? Si, ho visto Amore ma l’ho visto in Israele, non in Italia.

L’ho visto nei quartieri dei lavoratori stranieri di Tel Aviv dove il sindaco, ebreo, di una città ebraica, nel paese degli ebrei, ha mandato tanti Babbi Natale a distribuire dolci e regali ai cristiani.

Ho visto amore a Gerusalemme, Capitale di Israele, dove per un’intera giornata sono stati distribuiti dagli ebrei centinaia di alberi di Natale GRATIS ai cittadini cristiani della Città.

Questo e’ Amore e rispetto, non il muro intorno al presepio di Fiuggi.

Sono gli ebrei, questi perfidi ebrei israeliani tanto odiati, che, dopo decenni di guerre arabe e dopo questi ultimi tre anni di terrore palestinese, sanno ancora mandare messaggi di Amore e rispetto a chi risponde solo con odio e calunnie!

E lo fanno senza retorica, senza pubblicità ma con la dignità e l’eleganza dei veri signori, quelli di antico, antichissimo lignaggio.

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